La geopolitica della corsa allo spazio
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Il gruppo sciita appoggiato dall’Iran Hezbollah e i suoi alleati politici sembra destinato a conquistare più della metà dei seggi nelle prime elezioni parlamentari in Libano da nove anni, secondo i risultati preliminari. Il risultato, se confermato dal conteggio finale, rafforzerebbe Hezbollah politicamente. Una maggiore influenza di Hezbollah sul Libano probabilmente allarmerà gli Stati Uniti, che armano e addestrano l’esercito libanese. La potente posizione di Hezbollah in Libano riflette l’ascesa regionale dell’Iran in Iraq e in Siria fino a Beirut. Hezbollah è classificato come gruppo terroristico dagli Stati Uniti ed è grande nemico del vicino Israele. Hezbollah e gruppi e individui affiliati ad esso hanno ottenuto almeno 67 seggi, secondo un calcolo basato su risultati preliminari.

I risultati non ufficiali hanno anche indicato che il primo ministro Saad al-Hariri, appoggiato dall’Occidente, avrebbe ottenuto un gran risultato, diventando così il capofila per formare il prossimo governo, anche se ha perso seggi. Il primo ministro del Libano deve essere un sunnita secondo il sistema settario di condivisione del potere del paese. Il nuovo governo, come quello uscente, dovrebbe includere tutti i principali partiti. Si prevede che i colloqui per la formazione del governo richiederanno del tempo.

L’elezione si è svolta con una nuova complessa legge che ridisegna i confini della circoscrizione e ha cambiato il sistema elettorale in uno proporzionale. L’affluenza è stata del 49,2 percento, in calo rispetto al 54 percento delle ultime elezioni legislative tenutesi nove anni fa. Le forze libanesi, partito cristiano, fermamente anti-Hezbollah, sembra essere emerso anche come grande vincitore, quasi raddoppiando i suoi parlamentari a 15 da otto, secondo le indicazioni non ufficiali.

Gli alleati di Hezbollah invece includono il Movimento sciita Amal guidato dal presidente del parlamento Nabih Berri, il movimento cristiano libero patriottico del presidente Michel Aoun e da altri gruppi e individui che ritengono le sue armi come una risorsa per il Libano.

I sunniti sostenuti da Hezbollah hanno fatto bene nelle città di Beirut, Tripoli e Sidone, roccaforti del movimento futuro di Hariri, secondo risultati non ufficiali. Ma Hezbollah ha perso terreno in una delle sue fortezze, il collegio elettorale di Baalbek-Hermel. Due dei 10 seggi sono stati vinti dai suoi avversari, uno delle Forze libanesi e l’altro dal partito Futuro di Hariri.

L’alleanza del “14 marzo” anti-siriana si è disintegrata perchè l’Arabia Saudita ha spostato la sua attenzione e le risorse per affrontare l’Iran in altre parti della regione, in particolare lo Yemen. Samir Geagea, il leader delle Forze libanesi, ha detto che i risultati hanno mostrato che c’è un “terreno popolare” che sostiene il 14 marzo e che “ci darà forza e una spinta molto più di quanto abbiamo potuto fare negli anni passati”. Geagea è il più importante avversario cristiano libanese di Hezbollah. Ha guidato la milizia delle Forze libanesi negli ultimi anni della guerra civile, durante la quale era un avversario di Aoun.

La questione delle armi di Hezbollah è sfuggita all’agenda politica in Libano negli ultimi anni. Hezbollah è cresciuto militarmente ed è più potente dal 2012. Ha schierato i suoi combattenti in Siria e Iraq, dove ha combattuto a sostegno degli alleati iraniani. Hariri, che ha guidato anni di conflitto politico con il gruppo, afferma che si tratta di un problema da risolvere a livello regionale attraverso il dialogo.

Un punto importante sono anche le riforme economiche. Gli attori internazionali vogliono vedere Beirut intraprendere profonde ristrutturazioni economiche per ridurre i livelli del debito pubblico prima che vengano distribuiti i miliardi stanziati nella conferenza di Parigi di aprile.

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