È davvero questa Commissione Europea, che ignora le prassi democratiche, governa in un costante stato di eccezione, evocando emergenze perpetue (dal Covid alla guerra), a impartire lezioni di diritto e democrazia al mondo e a Paesi come l’Ungheria? Ursula von der Leyen e la sua Commissione Europea hanno scelto di tirare dritto e umiliare l’Europarlamento, approvando la proposta legislativa Safe – parte del piano ReArm EU per finanziare con prestiti fino a 150 miliardi di euro l’industria della difesa – ignorando il parere legale del Parlamento Europeo e il voto della commissione giuridica (Juri).
Il piano è stato approvato dal Consiglio Europeo il 6 marzo 2025 e ha ricevuto il sostegno del Parlamento Europeo il 12 marzo con 419 voti favorevoli. Ursula von der Leyen ha bypassato la Plenaria dell’Europeo utilizzando la procedura d’urgenza basata sull’articolo 122 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (Tfue).
La forzatura di Von der Leyen umilia la democrazia europea
Una decisione gravissima, annunciata con estrema nonchalance dal portavoce Thomas Regnier durante il recente midday briefing, come riporta il Fatto Quotidiano. La Commissione, guidata da Von der Leyen, ha scelto di basare la sua controversa decisione sull’articolo 122 dei Trattati, che consente di bypassare il Parlamento in situazioni straordinarie, come quando uno Stato membro è “in difficoltà o seriamente minacciato da gravi difficoltà”. Ma invocare questa clausola per giustificare un’operazione di tale portata, senza un dibattito trasparente e senza il coinvolgimento dell’organo che rappresenta i cittadini europei, è una forzatura inaccettabile.
Il servizio giuridico dell’Eurocamera, sostenuto all’unanimità dalla commissione JURI, ha infatti definito l’uso dell’articolo 122 dei Trattati – che consente di bypassare il Parlamento in situazioni straordinarie – “scarsamente motivato”. In particolare, i legali hanno criticato la Commissione per non aver giustificato adeguatamente la scelta di questa base giuridica e hanno evidenziato che la parte del piano relativa agli appalti e al sostegno all’industria militare non può essere ricondotta all’articolo 122, riguardando politiche industriali e non emergenze di difesa.
Nonostante queste obiezioni, von der Leyen tira dritto. Il portavoce Thomas Regnier ha ribadito che la Commissione mantiene la sua proposta, lasciando agli Stati membri il compito di trovare un accordo. Un atteggiamento che viola le regole democratiche, dimostrando un totale disprezzo per il Parlamento europeo, organo che – nonostante tutti i suoi limiti – rappresenta i cittadini europei.
Scoppia la polemica
La decisione di Von der Leyen ha provocato forti tensioni in Ue, nonostante la stragrande maggioranza dei media ignori la notizia. La delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo ha criticato duramente la Commissione europea per aver deciso di “ignorare il voto all’unanimità della commissione giuridica del Parlamento europeo contro la procedura d’urgenza del piano di riarmo europeo“, definendola “un ulteriore grave sfregio alla democrazia”. Il M5S chiede un dibattito pubblico con risoluzione nella prossima plenaria di maggio a Strasburgo, invitando Ursula von der Leyen a “giustificare perché vuole tappare la bocca a tutto il Parlamento Ue e impedire di votare”.
Benché gravissima, la mossa della presidente della Commissione europea non desta stupore. Come ricordava tempo fa il filosofo Giorgio Agamben, “quando si parla oggi di Europa, il grande rimosso è innanzitutto la stessa realtà politica e giuridica dell’Unione europea. Che si tratti di una vera e propria rimozione, risulta dal fatto che si evita in tutti i modi di portare alla coscienza una verità tanto imbarazzante quanto evidente. Mi riferisco al fatto che dal punto di vista del diritto costituzionale, l’Europa non esiste: quella che chiamiamo ‘Unione europea’ è tecnicamente un patto fra Stati, che concerne esclusivamente il diritto internazionale”.

