Vivek Ramaswamy, il millennial pro-Putin che tenta l’assalto alla Casa Bianca

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Si erano spenti da poco i riflettori sul primo dibattito televisivo tra i candidati alle primarie del partito repubblicano a Milwaukee quando il sito Drudgereport ha pubblicato il sondaggio a caldo su chi avesse prevalso secondo gli spettatori. È stato il millennial Vivek Ramaswamy a rubare la scena agli altri sette contendenti che aspirano a sfidare Biden e a conquistare la Casa Bianca nel 2024, un verdetto confermato nelle ore successive da tutti i principali media americani. 

Classe 1985, fondatore di un’azienda biotech, Ramaswamy è riuscito a sfruttare a proprio vantaggio l’assenza di Donald Trump mettendo spesso sulla difensiva candidati più navigati e dai quali ci si attendeva performances più consistenti. Secondo il sito FiveThirtyEight l’imprenditore di origini indiane ha raggiunto il 9,9% delle preferenze a livello nazionale, seguito dall’ex vicepresidente Mike Pence al 4,1% e dall’ex ambasciatrice alle Nazioni Unite Nikki Haley al 3,8%. Trump è saldo al primo posto con il 52% ben distante dal governatore della Florida Ron DeSantis fermo al 14,7%.  

“Chi diavolo è questo tipo magro con un cognome buffo?”. Così Ramaswamy si è presentato al pubblico del dibattito in Wisconsin giocando sulla novità della sua candidatura e del suo profilo nazionale. Non è sfuggito agli spettatori che la curiosa domanda del giovane imprenditore sia una citazione delle parole usate alla Convention nazionale democratica del 2004 dall’allora altrettanto sconosciuto Barack Obama

“Viviamo in tempi oscuri” ha affermato Ramaswamy rievocando i toni plumbei del discorso di insediamento di Trump in cui il miliardario promise di porre fine al “massacro americano”. Nel corso della serata è proprio al tycoon che l’imprenditore trentottenne ha riservato elogi e riconoscimenti definendolo “il miglior presidente del ventunesimo secolo”  

Ramaswamy si è posizionato quindi come il più trumpiano dei trumpiani, forte di molte posizioni tanto nette quanto controverse. È infatti un negazionista del cambiamento climatico – lo ha definito una “truffa” -, è complottista sugli attentati dell’11 settembre, appoggia l’interruzione del sostegno ad Israele e all’Ucraina e ritiene “offensivo che i politici professionisti facciano un pellegrinaggio a Kiev e al loro papa Zelensky” senza fare lo stesso per la popolazione di Maui o di aree povere degli Stati Uniti. Il candidato repubblicano sarebbe pronto a concedere alla Russia di conservare territori ucraini a patto che Mosca rinunci alla sua alleanza con Pechino. Inoltre, sarebbe disposto a scoraggiare qualsiasi manovra ostile cinese nei confronti di Taiwan solo sino a quando Washington dipenderà dai semiconduttori di Taipei. 

“Sono l’unica persona qui su questo palco a non essere stata comprata o pagata dai finanziatori” ha rivendicato con orgoglio il più giovane dei candidati alla nomination repubblicana, al centro di numerosi attacchi da parte di quasi tutti i suoi rivali. Chris Christie, ex governatore del New Jersey, dopo averlo etichettato come “dilettante” lo ha preso in giro dicendo di “averne abbastanza di un tipo che parla come la piattaforma di intelligenza artificiale ChatGPT”. “Non abbiamo bisogno di un novellino” è stato l’affondo di Pence mentre Haley lo ha accusato di avere un’evidente inesperienza in politica estera.  

Proprio per rafforzare le sue credenziali negli affari internazionali Ramaswamy ha appena pubblicato un editoriale per il think tank The American Conservative in cui ha voluto definire la sua agenda di politica estera. In caso venisse eletto, l’imprenditore ha promesso di perseguire “pace, commercio e amicizia con tutte le nazioni” impegnandosi a bloccare qualsiasi allargamento della Nato e facendo visita a Mosca per chiudere una “guerra senza vincitori” e riammettere la Russia nel sistema di mercato globale. Gli europei, si legge nel post, dovrebbero prendersi carico della “difesa primaria dei confini dell’Europa” e “l’America non dovrebbe più finanziare la debolezza” del Vecchio Continente. Anche Taiwan dovrebbe aumentare le spese per la propria difesa “a livelli accettabili” se vorrà continuare a beneficiare della protezione Usa.

I mass media americani in queste ore si interrogano se il fenomeno Ramaswamy sia una meteora o rappresenti la nascita di una nuova stella politica. Alcuni analisti si chiedono poi anche perché gli elettori repubblicani dovrebbero votare per lui e non per Trump considerato quanto il candidato millennial lo stimi. La risposta potrebbe avere a che fare con una seconda competizione, già in corso e sottotraccia, per un posto di rilievo alla Casa Bianca qualora il miliardario dovesse vincere le presidenziali nel 2024.