Un altro paio di dichiarazioni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz diventerà materia di studio nelle facoltà di Scienze Politiche, nei seminari dedicati alla crisi politica dell’Europa comunitaria. Con altre quattro o cinque dichiarazioni, invece, diventerà uno spauracchio per bambini: mangia la verdura, fai i compiti o diventi un Merz.
Lo straordinario leader che manda i soldati tedeschi (per ora 150, 500 entro l’anno e 5.000 entro il 2027) a proteggere la Lituania e intanto dice che “Israele fa il lavoro sporco per noi”, ne ha partorita un’altra delle sue. Interrogato dai giornalisti sul perché l’Unione Europea non prenda provvedimenti nei confronti della strage infinita praticata da Israele (nella sola Striscia siamo sui cento morti al giorno), anche solo sospendendo (abolirlo giammai!) l’Accordo di associazione firmato nel 2000, mentre nei confronti della Russia la Ue è arrivata al 18° pacchetto di sanzioni, Herr Merz ha risposto (come da video che qui si acclude): “Israele, a differenza della Russia, è ancora una democrazia”.
Bellissima frase, che esprime in quattro parole un’intera Weltanschauung, la visione del mondo che ha contribuito a portarci nella palude di guerre, disastri economici e confusione in cui ci troviamo. Perché secondo Merz e i leader politici europei che la pensano come lui, cioè quasi tutti, non conta ciò che fai ma ciò che sei.
Se il Cremlino fa la guerra preventiva alla Georgia e all’Ucraina perché, come dice Vladimir Putin, la Nato in questi due Paesi sarebbe un “pericolo esistenziale” per la Russia, non va bene, perché la Russia non è una democrazia. Se Israele, già ben prima della crisi con la comunità drusa, fa la guerra preventiva alla Siria perché potrebbe essere pericolosa e ne fa un’altra all’Iran perché potrebbe avere la bomba atomica, invece va bene perché Israele è una democrazia. Il tutto mentre la natura democratica di Israele lascia più di un margine al dubbio, viste le discriminazioni ai danni della componente araba (2 milioni di persone, circa il 21% della popolazione totale del Paese) e mentre i Paesi europei, in prima fila la Germania, corrono a riaprire le ambasciate a Damasco e a togliere le sanzioni alla Siria, non riuscendo a quanto pare a decidere se il regime di Mohammed Al-Shara (ex Al-Jolani) è da bombardare o da accarezzare.
Allo stesso modo, le vittime civili che i bombardamenti russi provocano quotidianamente in Ucraina sono (giustamente) un crimine e una tragedia. Mentre la strage continua di palestinesi, i bambini e le donne di Gaza ammazzati ogni giorno mentre cercano disperatamente acqua e cibo è… non si sa bene cosa, Merz non ne parla, forse per lui anche quello è un prodotto della democrazia. O forse è il modo che Israele ha trovato per difendersi, altro grande classico della filosofia merziana.
Qui non siamo neanche più al doppio standard, quel due pesi e due misure che a due terzi del mondo è diventato così insopportabile da spingerli ad avvicinarsi a Cina e Russia proprio mentre noi occidentali cercavamo di spiegare quali Paesi canaglia fossero. È di ieri la notizia che il Vietnam sta programmando esercitazioni militari congiunte con la Cina, cosa mai successa prima. Qui siamo all’idiozia pura. Perché Merz, e con lui tutti quelli che la pensano come lui, non capiscono che i “valori” (parola che peraltro non significa più niente, proprio come “diritto internazionale”) sono una griglia d’interpretazione rigida. Se non valgono per tutti e in tutte le situazioni non sono valori, sono scuse. Mentre la filosofia di Merz, se portata alle estreme conseguenze, prevederebbe che un omicida tedesco prenda meno anni di galera di, per esempio, un omicida cinese, perché in Germania c’è più democrazia che in Cina. O che, per converso, dieci morti russi contino meno di cinque morti italiani perché da noi c’è la democrazia e là comanda Putin.
Senza contare che la storia degli agnelli insidiati dai lupi, dei buoni minacciati dai cattivi e delle democrazie insidiate dalle autocrazie ormai lascia il tempo che trova. Magari non da noi ma presso quei due terzi di altro mondo sì. È dei giorni scorsi la notizia che in Moldavia, in vista delle elezioni politiche di fine settembre, è stato messo al bando il blocco parlamentare filo-russo Vittoria. In Romania abbiamo visto com’è andata. In Francia la candidata naturale della destra, Marine Le Pen, è stata tagliata fuori dalla competizione presidenziale del 2027 con l’inibizione dai pubblici uffici per cinque anni. In Germania si discute di mettere fuorilegge la destra di Afd. Partiti e movimenti che noi non voteremmo mai, e che in qualche caso ci fanno pure orrore, ma che i moldavi (il referendum pro-Europa dell’anno scorso passò per un capello), i romeni (Calin Georgescu era stato il candidato più votato al primo turno), i francesi (il Rassemblement National fu il più votato alle ultime europee) e i tedeschi (nei sondaggi l’Afd veniva dato come il primo partito) invece vorrebbero poter votare. Insomma, ai democratici alla Merz piace vincere facile, meglio se eliminando l’opposizione. O facendo come la Von der Leyen, che presenta un bilancio Ue 2028-2034 che fa incazzare mezzo mondo, non permette che il Parlamento Europeo discuta il ReArm Europe, non pubblica la corrispondenza con i vertici di Pfizer e poi, di fronte a una modesta mozione di sfiducia che non aveva alcuna possibilità di passare tira in ballo il Cremlino.
Raga, lasciatevelo dire: con l’aria che tira ci vuol altro. Perché mentre voi menate il torrone, il mondo va avanti. Davvero pensate che se Macron, Starmer e anche tu, caro Merz, siete nelle peste basterà ripetere che è tutta colpa di Vladimr e Xi? Avete notato che in Portogallo, Paese di indubbia caratura democratica, alle elezioni politiche di maggio ha vinto la destra? E che in Polonia alle presidenziali di giugno è stato eletto un presidente di destra? Datevi una mossa perché il problema non sono i cittadini che votano male. Il problema siete voi. Voi siete al potere, vostre le responsabilità. E magari Putin dovreste ringrazialo: perché se non fosse per la sua folle invasione e per l’indignazione e la preoccupazione che provoca, forse di voi si sarebbero già perse le tracce.
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