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Mentre la guerra per procura dello Yemen si fa ogni giorno più pericolosa per la già fragile stabile del Medio Oriente, con Iran e Arabia Saudita continuamente sull’orlo dell’incidente diplomatico e bellico, adesso ci si mette anche un video su Youtube a scaldare gli animi. Nell’ultima settimana, infatti, in Medio Oriente è apparso un video, ormai divenuto virale, che raffigura la simulazione di una guerra fra Arabia Saudita e Iran. Il video, che già ha avuto più di un milione di visualizzazioni, s’intitola “Forza d’assalto saudita”, ed è stato pubblicato il 14 dicembre. La simulazione si apre con una frase attribuita al principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il quale afferma che l’obiettivo principale dell’Iran è di raggiungere la Qibla, e cioè la “direzione” verso cui pregano i musulmani, pertanto verso la Qaaba a la Mecca. Dopo questa premessa, Salman conclude avvertendo che il suo paese “non aspetterà che la battaglia sia in Arabia Saudita” e che porterà “la battaglia in Iran”.

Il gruppo Storyful, azienda leader nel settore dell’analisi dei contenuti video e dei social media, ha rintracciato il video su un account Youtube che si chiama “Saudi Strike Force” e anche su un account Twitter con lo stesso nome. L’account pubblica regolarmente video del ministero della Difesa dell’Arabia Saudita, anche se non ha alcuna affiliazione ufficiale con il ministero né con altri soggetti vicini alla monarchia saudita. La stampa di Riad ha affermato che il video è stato “prodotto da giovani dell’Arabia Saudita” ma non ha fornito alcuna informazione su com’è stato finanziato né sulla motivazione di questo video. E la mancanza di spiegazioni ha gettato un’ombra abbastanza grave sul significato di questo video, che in molti reputano oggetto della propaganda di casa Saud e non frutto del lavoro di qualche ragazzo.

“Saudi Strike Force” inizia con l’immagine di una nave di aiuti umanitari battente bandiera saudita che naviga nel Golfo Persico. Golfo Persico che nel video è chiamato Golfo Arabico, proprio come provocazione nei confronti degli iraniani. Dopo alcuni secondi, tre piccole imbarcazioni iraniane attaccano la nave del “King Salman humanitarian aid and relief” ma vengono distrutte dalla risposta armata della stessa nave umanitaria. Il video continua mostrando un attacco da parte di missili iraniani che vengono abbattuti da un missile Patriot di origine americana attivato da un centro di controllo saudita. I sauditi continuano a sventare l’offensiva iraniana con altri velivoli statunitensi e con il Typhoon, e, sempre la stessa centrale di comando, dà l’ok al lancio dei missili balistici Dongfeng (l’acqusito di quest’arma da parte saudita è stato scoperto da un’inchiesta di Newsweek nel 2014) che colpisce la base aerea di Badr e la centrale nucleare di Bushehr. Il video prosegue con l’immagine dei Tornado sauditi che bombardano l’aeroporto internazionale di Teheran, Mehrabad, e con navi saudite che scaricano carri armati al di là del Golfo Persico. Alla fine, i carri armati sauditi irrompono a Teheran. Il principe ereditario, Mohammed bin Salman, fa un cameo mentre viene informato della vittoria e, in Iran, Qasem Soleimani, comandante delle Brigate al-Quds dei Pasdaran che si occupano delle operazioni in territorio straniero, appare mentre lo catturano in una base. Il tutto con una folla festante che a Teheran accoglie i soldati sauditi.

Il video sembra uscito da un videogioco dei primi anni Duemila, forse anche fine anni Novanta. La grafica è abbastanza approssimativa e la musica e il commento in inglese americano in sottofondo, sembrano essere davvero parte di un vecchio videogame. Ma alcune cose devono far riflettere. Innanzitutto, nessuno in Arabia Saudita ha preso le distanze dal video. La stampa saudita ne ha parlato ma senza interrogarsi su chi sia l’autore, dando per certo che si trattasse di “giovani sauditi”. Interessante anche il momento di pubblicazione, in un fase elevatissima di tensione fra Iran e Arabia Saudita per lo Yemen e mentre gli Stati Uniti stanno facendo di tutto per affermare la loro linea politica ostile all’Iran e in pieno sostegno dei partner sauditi e israeliani. Terzo dato, è la precisione di alcuni dettagli e la scelta di alcuni teatri di battaglie, così come la scelta di mostrare il generale Soleimani catturato.

Per quanto riguarda il contenuto, il video è evidentemente irreale nel definire gli effetti di questa potenziale guerra. Nessuno può immaginare che i sauditi invadano l’Iran senza colpo ferire, con la popolazione che li accoglie festosamente e con l’esercito iraniano praticamente annichilito da questa sorta di truppe liberatrici. In realtà i rapporti di forza sono ben diversi e, augurandoci che la guerra non sia mai realtà, l’Iran sembra essere tutt’altro che un Paese destinato ad arrendersi, specie contro un’eventuale offensiva saudita. Ed è molto difficile se non impossibile, che il popolo iraniano accolga a Teheran i carri armati di Riad. Un video di propaganda? Un video ironico dopo l’apertura al cinema di Riad? Un videomessaggio rivolto agli iraniani? I dubbi rimangono. Restano però quel milione di visualizzazioni e i messaggi di esaltazione nei commenti. Segnale che certi messaggi, almeno in rete, vengono colti subito.

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