Mentre il viaggio di Kim Jong-un a Pechino rimane un mistero, si può tracciare comunque un quadro del significato politico che avrebbe questa visita di Stato qualora fosse confermata.
La Cina resta trincerata dietro un curioso silenzio. Non arrivano neanche smentite: ci sono solo dei “no comment”, che suonano, a dirla tutta, come tacite conferme. In una conferenza stampa al ministero degli Esteri, la portavoce Hua Chunying ha affermato di “non essere al corrente di qualsiasi informazione” sulla presunta visita di Kim Jong-un, concludendo con un: “Appena sapremo qualcosa di più, rilasceremo informazioni”.
Le fonti di intelligence cui hanno avuto accesso Bloomberg e due quotidiani asiatici, il Korea Times e il South China Morning Post, danno per certo l’arrivo del leader nordcoreano a Pechino. E infatti, come rivelato dal quotidiano di Hong Kong, la capitale cinese ha subito misure di sicurezza intense e fuori dalla norma in tutti i luoghi strategici, come la Diaoyutai State Guesthouse, dove molte vie sono state chiuse al traffico. E anche alla stazione di Pechino, tutto è normalità questo pomeriggio dopo che il caratteristico treno verde che trasportava il leader nordcoreano è ripartito per Pyongyang. “Non era sua sorella, era proprio Kim”, ha detto un’anonima fonte al South China Morning Post.
Il significato del viaggio di Kim
Soltanto la Cina potrà confermare se questo viaggio è avvenuto. Ma tutto fa propendere per la conferma. Troppe le misure di sicurezza così come l’eccessiva cortina che è calata sull’arrivo della delegazione nordcoreana. Se fosse stata la sorella o se fosse stato qualche altro papavero di Pyongyang, non si comprende il motivo di una tale copertura.
Intanto, è possibile tracciare un primo significato di questo vertice. Che ha, come primo punto, quello di aver ricondotto Pechino al centro della diplomazia sul fronte della crisi coreana. Nelle ultime settimane, il governo cinese si era fatto da parte, lasciando che Corea del Sud, Corea del Nord e Stati Uniti prendessero il sopravvento mediatico. Ma con questa mossa, il ruolo cinese verrebbe evidentemente riaffermato con vigore. A due gionri dai colloqui di alto profilo fra le due Coree, la visita di Kim nella capitale cinese indica che il ruolo cinese nella questione del nucleare coreano non è ancora secondario.
La Cina di Xi Jinping ha lavorato più nell’ombra che alla luce del sole, tessendo i fili di una trama estremamente complessa. Ha evitato il rafforzamento delle sanzioni Usa pur condividendo quelle del Consiglio di Sicurezza. Ha fatto in modo che le due Coree si incontrassero, mostrando però tutta l’insofferenza nei confronti delle mosse fin troppo azzardate del Nord così come verso l’alleanza militare tra Seul e Washington. E nel frattempo, ha cercato di ripristinare con Pyongyang rapporti quantomeno normali dopo un periodo di profonde divergenze che hanno fatto credere che lo stesso governo cinese potesse avallare un rovesciamento di Kim Jong-un.
Prevenire le mosse
Per la Cina, vedere Kim Jong-un prima dell’incontro inter-coreano e prima del possibile (ma ancora incerto) storico vertice tra il leader nordcoreano e Donald Trump, significa ancora prevenire ogni tipo di mossa. La Cina vuole sapere cosa la attende in caso di fallimento dei negoziati, così come in caso di successo.
Xi non vuole provocazioni della Corea del Nord né un eccesso di distensione con gli Stati Uniti. Ma a Pechino sono in molti a temere che il nuovo staff che circonda la Casa Bianca non più quello che aveva avviato i colloqui con il governo di Pyongyang. Oggi sono i falchi ad avere una posizione di vantaggio a Washington. E Mike Pompeo e John Bolton non sono Rex Tillerson e H. R. McMaster. Così come Trump non è in grado di garantire una coerenza di fondo della sue politiche.
La Cina più che correre ai ripari sembra intenzionata a far capire a Kim come muoversi prima di commettere errori che possano condurre a una rinnovata tensione nella penisola coreana. Pechino non vuole problemi. La militarizzazione Usa del Pacifico occidentale è una questione estremamente delicata e tutti sono consapevoli che più la Corea del Nord aymenta il livello delle tensioni, più le forze armate americane circonderanno la penisola e, di conseguenza, la Cina stessa. E i fattori di scontro con gli Usa, da nord a sud della costa del Pacifico, sono molti.