Diventa fotoreporter IMPARA DAI PROFESSIONISTI

La performance del presidente Usa Donald Trump alla conferenza congiunta dello scorso 16 luglio a Helsinki con il presidente russo Vladimir Putin ha innescato un vero e proprio vespaio di polemiche negli Stati Uniti. Democratici, parte dei repubblicani, media, analisti, tutti contro The Donald: come vi abbiamo raccontato nei giorno scorsi, il Tycoon è stato letteralmente massacrato dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica per il tentativo di arrivare a una distensione con la Russia. Lo speaker della Camera Paul Ryan ha sottolineato nelle scorse ore che il presidente russo, invitato da Trump alla Casa Bianca, non sarà ricevuto al Congresso, come prassi istituzionale vuole. “È qualcosa che riserviamo agli alleati” ha ribadito Ryan.

Negli Usa però c’è anche chi la vede in maniera diametralmente opposta a liberali e neoconservatori e che è favorevole a instaurare un serio dialogo con la Federazione Russa. Parliamo di due massimi esperti nell’ambito delle relazioni internazionali: John J. Mearsheimerautore del capolavoro “The Tragedy of Great Power Politics” , teorico del realismo offensivo e professore presso l’Università di Chicago e Stephen F. Cohen, professore emerito di storia russa alla Princeton University e alla New York University. Due autorevoli personalità del mondo accademico di livello internazionale.

L’Occidente teme Putin perché ha tenuto testa agli americani

Intervistati da Vice News, i due accademici americani hanno affermato di essere d’accordo con Trump sul fatto che gli Stati Uniti siano inutilmente e pericolosamente ostili alla Russia. “Sarebbe una gran cosa collaborare con la Russia e dirò di più: è imperativo farlo” spiega Cohen durante l’intervista. “Alcuni dicono che siete i fantocci di Putin. Hanno ragione?” incalza Michael Mohynian di Vice News. “C’è stato uno tsunami di questi attacchi contro di me. È diffamazione, sono disinformati” ribatte Stephen F. Cohen. “La vera domanda è perché questa gente non si misura in un dibattito legittimo con me e Steve? Io credo che la vera ragione è che sanno che ne uscirebbero sconfitti” osserva Mearsheimer. 

Perché quindi l’Occidente teme così tanto il presidente russo? “Putin è stato uno dei pochi leader al mondo che ha resistito agli americani e la dimostrazione principale di questo è stata la crisi dell’Ucraina” sottolinea Mearsheimer. “C’è un grande quesito che riguarda proprio quella crisi. Chi l’ha causata? Le evidenze sono chiare, sono stati gli Stati Uniti e i loro alleati europei”. Per il Cremlino, infatti, la “rivoluzione” di Euro-maidan del 2014 supportata dall’Occidente ha rappresentato una minaccia alla sicurezza nazionale della Federazione Russa. Cosa sarebbe successo dunque, prosegue il professore americano, se “l’Unione Sovietica o la China ora avessero formato un’alleanza militare con il Messico o il Canada ai nostri confini? Non l’avremmo mai tollerata”. “Tutti avremmo reagito in maniera aggressiva” evidenzia Cohen.

“Washington sostenne il golpe in Ucraina”

Mearsheimer aveva elaborato questa tesi sulla crisi in Ucraina in un importante articolo pubblicato nel 2014 su Foreign Affairs: “L’Occidente si è mosso nelle vicinanze della Russia minacciando i suoi centrali interessi strategici, punto questo enfatizzato ripetutamente da Putin. Le élite negli Stati Uniti e in Europa sono state prese alla sprovvista dagli eventi solo a causa del fatto che aderiscono a una distorta visone della politica internazionale […] Sebbene la vera estensione del coinvolgimento degli Usa non è ancora venuta alla luce, è chiaro che Washington sostenne il golpe”. 

“La Russofobia è il vero problema”

Secondo Mearsheimer e Cohen se l’Occidente e gli Stati Uniti hanno dei pessimi rapporti con la Federazione Russia è perlopiù colpa di Washington e dei suoi alleati europei. “Abbiamo demonizzato Putin e i russi – afferma Stephen F. Cohen – la Russofobia si sta diffondendo in questo Paese. Ho vissuto queste cose dall’interno e ho ripensato più volte a come siamo arrivati vicinissimi a una guerra con la Russia, come non accadeva dalla crisi dei missili di Cuba del 1962. Sono arrivato alla conclusione che per il 95% la responsabilità è nostra”.

Sui rapporti con la Russia Trump, spiega Cohen, “pur sbagliando su altri temi, sulla cosa più importante e che ritengo di vitale importanza, una questione di vita o di morte, credo abbia ragione. Il presidente degli Stati Uniti ha il dovere di scongiurare una guerra con la Russia”.

.
Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY