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Le notizie che giungono dalla Corea del Nord dividono, per forza di cose, l’opinione pubblica. Purtroppo il motivo è semplice. Da una parte abbiamo uno Stato completamente isolato che comunica soltanto attraverso propaganda decisa dal partito e provocazioni militari, e non alimenta una comunicazione sana del proprio sistema. Dall’altro lato, le notizie che arrivano, pur sporadiche, sono quasi sempre di governi nemici – in particolare quello della Corea del Sud – e praticamente sempre negative. Da una parte abbiamo le notizie del “paradiso socialista” concesse da Pyongyang. Dall’altra parte, una serie di notizie inverosimili spacciate per orrori del regime, come la “fake news” dell’uccisione a cannonate di Hyon Yong-chol, responsabile della Difesa nordcoreana, poi riapparso miracolosamente vivo e vegeto. La fuga del disertore dalla Corea del Nord rientra certamente in questo grande vortice di notizie in cui trovare la verità è qualcosa di estremamente difficile. Ci si deve attenere alle notizie, alle frasi e alla credibilità degli autori. Cercando di mettere insieme le tessere di un puzzle composto di inchieste giornalistiche di valore eccezionale, notizie di agenzie, fake news e mera propaganda di regime. Ma quello che si evince, questa volta, è che ci troviamo di fronte a una testimonianza ben più seria di quelle precedenti.

La notizia che è trapelata dalla Corea del Sud riguarda le condizioni di salute di questo disertore. Che da quanto affermato dal chirurgo che ha operato il disertore – ferito dalle pallottole dei suoi ex commilitoni del Nord -, versa in condizioni terrificanti. Quello che ha sconvolto il personale medico sudcoreano sono stati in particolare i parassiti rinvenuti nello stomaco e nell’intestino del soldato: vermi anche di 27 centimetri che stavano devastando l’apparato digerente del militare. “Nella mia ultraventennale carriera da chirurgo, non ho mai visto niente del genere se non in un libro di testo”, ha detto Lee Cook-jong, il chirurgo che ha operato il misterioso sergente, all’agenzia di notizie Yonhap. I vermi, insieme ai chicchi di mais rivenuti sempre nello stomaco del paziente, danno una certa indicazione sullo stato di salute della popolazione nordcoreana. I militari sono forse la parte di popolazione che è mantenuta meglio dal regime, che fonda la sua sopravvivenza sull’apparato delle Forze armate. Se queste sono le condizioni sanitarie di un sergente dell’esercito, è difficile pensare che la popolazione civile possa versare in condizioni migliori. I parassiti dell’apparato digerente, come ha ricordato il chirurgo, erano comuni anche in Corea del Sud fino a 50 anni fa ma sono scomparsi con il miglioramento delle condizioni economiche. La loro permanenza in Corea del Nord potrebbe essere legata anche all’uso di escrementi umani come fertilizzanti. Lee Min-bok, un esperto di agricoltura nordcoreana, ha dichiarato infatti che “Il fertilizzante chimico è stato fornito dallo Stato fino agli anni ’70, ma dall’inizio degli anni ’80 la produzione ha iniziato a diminuire, finché negli anni Novanta lo Stato ha praticamente smesso di fornirlo, costringendo gli agricoltori a questa extrema ratio.

Anche l’uso del mais – trovato nello stomaco del soldato – non va sottovalutato. Il suo utilizzo è aumentato negli anni, soprattutto con l’aumento delle tensioni internazionali. Tra gennaio e settembre, la Cina ha esportato quasi 49.000 tonnellate di mais in Corea del Nord, rispetto alle 3.125 tonnellate nel 2016, e questi sono dati forniti da Pechino. Il picco di prezzodel riso si è sempre avuto in concomitanza con test missilistici, quasi un segnale di come questo risenta della crisi missilistica. E così viene sostituito dal mais, che però è molto più povero e probabilmente contaminato anche dalle radiazioni. Stando ai dati Onu, il 40% della popolazione è malnutrito, la dieta è poverissima, la carne non c’è quasi più, e un’inchiesta di Reuters ha già segnalato come in Corea del Nord sia ormai quasi di moda la carne finta, cioè una sorta di impasto creato da scarti dell’olio di semi di soia chiamato “injogogi”.

A queste orrende condizioni alimentari, si aggiungono inevitabilmente le sanzioni della comunità internazionali, che hanno come prima vittima proprio la popolazione. Un circolo vizioso denunciato in particolare da Russia e Cina, che hanno sempre detto che le sanzioni economiche avrebbero soltanto creato ancora più problemi ai cittadini e intensificato l’isolamento e la bellicosità del regime. E di certo queste sanzioni non aiutano. L’aver bloccato i già pochissimi modi per Pyongyang di accedere al mercato mondiale e di racimolare quel minimo di soldi necessario alla sopravvivenza, fa sì che il regime sposti le poche risorse sui militari e lasci il popolo in condizioni di assoluta indigenza. Questo è un risultato che, a prescindere dal voler credere o meno alle notizie che giungono dall’Asia, era qualcosa di assolutamente prevedibile. Un sistema al collasso, poverissimo di risorse, isolato e senza tecnologia è destinato a crollare in tempi più o meno lunghi. Ma prima di crollare, a soffrire sarà soltanto la popolazione, vera vittima del gioco al massacro della crisi nella penisola coreana.

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