Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
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Yanis Varoufakis, economista ed ex ministro delle finanze greco dal gennaio al luglio 2015, fondatore del movimento progressista internazionale DiEM25, ha un asso nella manica che potrebbe fortemente imbarazzare l’Unione europea. Varoufakis ha promesso che divulgherà delle registrazioni segrete di numerose riunioni dell’Eurogruppo risalenti proprio al 2015, quando si discuteva dell’approvazione del piano proposto dai creditori internazionali per parte della Commissione europea, della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale, poi tema del referendum consultivo del 5 luglio 2015.

L’ex ministro greco, che si oppose alle misure di austerità imposte dalla Troika al suo Paese, come riporta La Verità, aveva consegnato una chiavetta contenente le registrazioni di quelle trattative al presidente della Camera Kostas Tassoulas, invitando quest’ultimo a divulgarne i contenuti ai parlamentari e all’opinione pubblica. Dopo il netto rifiuto di Tassoulas, Yanis Varoufakis, ora parlamentare di MeRA25, ha annunciato che pubblicherà le registrazioni intorno al 10 marzo, tempo necessario per le trascrizioni. Klaus Regling, capo del Fondo salva Stati (Mes), ha preso di mira l’economista greco: “Deploriamo questa violazione della riservatezza, mi auguro che abbia usato nel suo libro già pubblicato tutto ciò che riteneva interessante”.

Terremoto #EuroLeaks: “Vi racconto le bugie della troika”

Varoufakis fa il punto della situazione sul sito di DiEM25 e spiega perché è giunto il momento di divulgare gli #euroleaks: “Durante la prima metà del 2015, come ministro delle finanze della Grecia – afferma – ho partecipato a tredici incontri cruciali dell’Eurogruppo – prima il governo Syriza capitolasse (mancando di rispetto al risultato del referendum del 5 luglio). Il risultato di quella capitolazione causò le mie immediate dimissioni e un programma di austerità permanente (fino al … 2060)”. Fin dall’inizio, ricorda l’ex ministro, “era chiaro che i leader della Troika che guidavano quegli incontri erano determinati a prevenire qualsiasi serio dibattito sul “programma” della Grecia. Più e più volte hanno chiesto la resa del nostro governo a un programma neocoloniale di austerità”.

Per essere in grado di informare accuratamente il mio Primo Ministro e il Parlamento su ciò che accadeva in quelle interminabili riunioni, prosegue Varoufakis “nonché di difendermi dalle distorsioni e dalle vere e proprie menzogne ​​riguardanti i miei interventi, ho iniziato a registrare le conversazioni con il mio smartphone”. Perché pubblicarle a 5 anni di distanza, dunque? “Dopo aver pubblicato Adults in the room – libro basato proprio su quei giorni di trattative con la Troika, ndr – non avevo intenzione di rendere pubbliche le registrazioni inedite”. Tuttavia, la nuova legge sui mutui del governo greco provocherà, secondo l’economista, “una nuova ondata di miseria che distruggerà la nostra popolazione già sconfitta”. Inoltre, i suoi ex colleghi di governo di Syriza, sconfitti pesantemente alle elezioni del luglio 2019, starebbero scaricando tutte le responsabilità sull’ex ministro delle finanze incapace all’epoca, a loro dire, “di portare proposte ragionevoli alla Troika”.

Gli #Euroleaks fanno tremare l’Unione europea

Come ammette lo stesso Yanis Varoufakis, la pubblicazione degli #Euroleaks darà ragione agli euroscettici che, in queste registrazioni, “troveranno le prove e le giustificazioni dei loro atteggiamenti”. Senza contare il fatto che gli europei impareranno che “l’euroscetticismo è stato aiutato e favorito dall’inaccettabile processo decisionale nel cuore dell’Ue” e gli studenti di relazioni internazionali e di studi europei, finanza ed economia “acquisiranno preziose informazioni su come vengono prese decisioni cruciali per l’economia mondiale”.

Come ha spiegato Andrea Muratore su InsideOver, l’austerità ha colpito la Grecia principalmente attraverso i tagli massicci alla spesa pubblica, alla prevenzione sociale e all’assistenza alle fasce più deboli della popolazione imposti dai vari memorandum a cui anche Tsipras, eletto con promesse di riscossa e orgoglio nazionale, si è prontamente chinato. A questo si è unita la massiccia svendita di asset pubblici, che hanno provocato un vero e proprio disastro sociale. E ora le registrazioni di Varoufakis potrebbero raccontarci molto su ciò che accade in quei tormentati mesi del 2015.