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Il senatore repubblicano Rand Paul è conosciuto negli Stati Uniti per le sue posizioni in politica estera. Contrario alle endless wars e, in generale, all’impegno militare all’estero degli Stati Uniti, feroce critico della guerra in Yemen in cui sono coinvolti anche gli Stati Uniti attraverso la fornitura di armi destinate all’Arabia Saudita e alleati, il senatore del Kentucky ora è impegnato nell’ennesima battaglia contro l’establishment militare e vuole impedire la vendita di elicotteri Usa all’esercito ceco, nonostante l’operazione abbia già avuto il placet del Dipartimento di Stato a inizio maggio. A renderlo noto è l’emittente radio Cesky Rozhlas.

Le forze armate cece desiderano acquistare 12 elicotteri da combattimento e multifunzione dalle compagnie Usa Bell Helicopters e General Electric. Il contratto, stimato in 12,5 miliardi di corone (553 milioni di dollari), è già stato siglato .”Gli elicotteri sono ora sul tavolo” ha confermato a marzo il ministro della Difesa ceco, Jakub Landovsky, “ed è possibile affermare che ora siamo in trattativa esclusiva con gli Stati Uniti per l’acquisto di altri mezzi”. Secondo l’ambasciata ceca a Washington, il senatore Paul ha scarse probabilità di riuscire nel suo intento.

Le battaglie del senatore Rand Paul

Come il padre Ron Paul, membro di lunga data del Congresso degli Stati Uniti, il “libertariano” Rand è un convinto isolazionista e sostenitore del disimpegno degli Stati uniti all’estero nonché contrario a qualsiasi tipo di ingerenza da parte dell’America in Paesi esteri. Convinzioni che lo contrappongono sia ai neocon del partito repubblicano sia agli internazionalisti liberali democratici. Sì, insomma, all’America come Nazione e no a Washington come “poliziotto del mondo”. “La missione dell’America dovrebbe sempre essere quella di mantenere la pace, non di sorvegliare il mondo” osservò nel 2013, criticando la disastrosa politica estera dell’amministrazione Obama in Medio Oriente. “Assurdo che le armi che l’America invia ai ribelli in Siria vengano usate contro i cristiani che si schierano a favore del Presidente Bashar al-Assad”. Una visione lucida e da sempre controcorrente.

Questa sua posizione, molto critica rispetto alla politica estera americana degli ultimi 30 anni, volta a consolidare l’egemonia liberale, lo ha messo spesso in netta minoranza rispetto al resto del partito repubblicano – e non solo. Lo scorso mese, il senatore del Kentucky ha presentato un disegno di legge insieme al collega senatore dem Tom Udall che prevede il ritiro delle truppe degli Stati Uniti dall’Afghanistan entro un anno.

“Abbiamo compiuto la nostra missione in Afghanistan ed è tempo di riportare a casa le nostre truppe”, ha spiegato ai giornalisti. “Questa è stata una lunga guerra: abbiamo speso oltre 2 miliardi di dollari complessivamente, 2.300 hanno perso la vita in Afghanistan e 20.000 [sono stati] i feriti”. Sulla politica estera dell’amministrazione Trump, Rand Paul ha osservato: “Il problema è che l’istinto del presidente su queste cose molto spesso è buono, ma è spesso circondato da gente proveniente dalla palude della politica estera. E John Bolton è il re della palude”.

“Stop alla vendita di armi all’arabia saudita”

A seguito dell’assassinio del giornalista del Washington Post Jamal Kashoggi nel consolato saudita di Istanbul, Paul ha proposte un disegno di legge che propone di tagliare aiuti e assistenza militare all’Arabia Saudita. “Nuove prove dimostrano che il sostegno dei contribuenti americani all’Arabia Saudita non è nell’interesse della sicurezza nazionale e aiuta invece a destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente. La mia proposta di legge dà al Congresso un’altra possibilità di prendere posizione”, ha spiegato Paul. In aprile, la Camera degli Stati uniti ha approvato la risoluzione che mette fine alla partecipazione statunitense alla guerra in Yemen e all’appoggio americano alla coalizione sunnita a guida saudita, denunciando la campagna di bombardamenti dei Saud, accusati di aver aggravato la già grave crisi umanitaria dello Yemen. Risoluzione sulla quale il presidente ha successivamente posto il veto.

Se c’è una volta in cui ha concordato con il Presidente Donald Trump, è quando quest’ultimo ha annunciato – salvo poi in parte ritrattare – il ritiro delle truppe Usa dalla Siria. “Sono molto orgoglioso del Presidente, questo è esattamente quello che ha promesso, e penso che la gente sia d’accordo con lui, in realtà” ha raccontato ai microfoni della Cnn Rand Paul.

“Penso che le persone credano che siamo stati in guerra troppo a lungo e in troppi luoghi e che abbiamo bisogno di rivolgere l’attenzione ai problemi che abbiamo in casa, qui”, ha detto, aggiungendo che bisogna prestare attenzione alle infrastrutture. “Abbiamo molti problemi nel nostro Paese e penso che la gente sia stanca di spendere. Abbiamo speso diversi miliardi di dollari in queste guerre ovunque nel mondo e il Presidente aveva promesso che sarebbe stato diverso”.

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