La geopolitica della corsa allo spazio
LEGGI IL MAGAZINE IN INGLESE
Politica /

L’amministrazione Trump e i principali alleati asiatici si stanno preparando ad ampliare il piano di intercettazioni delle navi sospettate di violare le sanzioni alla Corea del Nord, con un piano che potrebbe includere lo schieramento delle forze della Guardia costiera americana al largo delle coste coreane, in acque internazionali. La flotta Usa sarebbe autorizzata a perquisire ogni nave.

Secondo quanto hanno riferito alcuni funzionari in esclusiva a Reuters, Washington ha già discusso con i partner regionali, in particolare Giappone, Corea del Sud, Australia e Singapore, sul coordinamento delle operazioni. In caso affermativo, sarebbe una scelta che andrebbe a colpire in maniera totale ogni tentativo di Pyongyang di eludere il blocco dell’import-export. E se dovesse essere confermata, questa nuova strategia Usa estenderebbe la portata delle operazioni a un punto tale per cui si potrebbe parlare, effettivamente, di un vero e proprio blocco navale. E Pyongyang ha già avvertito che considererebbe un blocco un atto di guerra.

L’iniziativa degli Stati Uniti arriva a fine Olimpiadi, quando tutto sembrava orientato quantomeno alla ricerca di un accordo. Ma le ultime dichiarazioni da parte dell’amministrazione Trump e da parte del governo nordcoreano, fanno credere che si sia trattato solo di un momento. Secondo le intelligence regionali, la Corea del Nord potrebbe essere a pochi mesi dal completamento dello sviluppo di un missile in grado di trasportare una testata nucleare a una distanza tale da colpire il continente americano. In quel caso, molti nel Pentagono ritengono che possa esserci il superamento della cosiddetta “linea rossa“, cioè quel limite oltre il quale per gli Stati Uniti sarebbe necessario un intervento militare.

La Casa Bianca ha rifiutato di commentare l’esclusiva dell’agenzia anglo-canadese. E del resto la bozza potrebbe anche essere bocciata dai partner del Pacifico. Il fatto è che, secondo quanto detto, il blocco potrebbe colpire le navi in ​​alto mare o nelle acque territoriali dei Paesi che scelgono di cooperare in questa iniziativa. Tuttavia, il rafforzamento delle sanzioni fino a un livello-limite come questo, non è visto con favore da molte potenze, in particolare da Cina e Russia e dalla stessa Corea del Sud. Già oggi, la notizia di un aumento delle aziende inserite nella lista nera non è stato considerato di buon auspicio e Kim ha minacciato di chiudere a qualsiasi tipo di dialogo.

L’iniziativa, che è in fase di sviluppo, sarebbe piena di insidie dal punto di vista tecnico e rischierebbe di innescare ritorsioni da parte della Corea del Nord così come la divisione della comunità internazionale, facendo tornare indietro di mesi il lavoro prezioso della diplomazia di Seul e Pyongang e delle altre cancellerie coinvolte nei dialoghi. Cina e Russia, che hanno già bloccato tutti gli sforzi degli Stati Uniti per ottenere dall’Onu l’approvazione per l’uso della forza nelle operazioni di interdizione della Corea del Nord, hanno già detto di disapprovare ogni azione unilaterale da parte del blocco a guida Usa e di volere necessariamente passare per il Consiglio di Sicurezza. E hanno chiesto agli Stati Uniti di fermare questo aumento delle sanzioni contro Pyongyang. Il ministero degli Esteri cinese, in una dichiarazione a Reuters, “ha detto di non sapere nulla del piano, ma che, in linea di principio, la Cina ritiene che le risoluzioni Onusulla Corea del Nord dovrebbero essere pienamente attuate.””Allo stesso tempo – aggiunto – speriamo che i paesi interessati agiscano in conformità con le risoluzioni del Consiglio di sicurezza e il diritto internazionale”.

Il piano rappresenta un rischio. In questa fase, la Corea del Nord sembrava disposta a trattare e sarebbe opportuno evitare questo tipo di gesti che non aiutano assolutamente la distensione. La Corea del Nord ha espresso la volontà di intraprendere colloqui diretti con gli Stati Uniti, secondo quanto riferito dall’Ufficio presidenziale sudcoreano. La volontà di dialogare con Washington sarebbe emersa durante il vertice tra il presidente Moon Jae-in e Kim Yong-chol, il capo della delegazione nordcoreana arrivata a Pyeongnchang per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi. Poi è arrivato l’annuncio del nuovo pacchetto di sanzioni per bloccare di nuovo tutto. Per Trump questo è l’unico metodo per piegare Kim Jong-un a più miti consigli, ma il rischio di farlo sentire braccato senza più nulla da perdere, potrebbe essere sempre più alto. Con rischi per tutti, nessuno escluso.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.