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Gli Stati Uniti  rimuoveranno diversi sistemi di difesa missilistica dal Medio Oriente per impegnarli su fronti più “caldi” in virtù di un “riallineamento di forze e capacità, che rivolge la sua attenzione alle minacce provenienti dalla Cina e dalla Russia”, come ha dichiarato il segretario della Difesa James Mattis.

A riferirlo è stato il Wall Street Journalche cita diverse fonti di alto livello della Difesa. Quattro batterie missilistiche del sistema Patriot per la difesa aerea verranno ritirare dal Medio Oriente: due batterie dal Kuwait , una dal Bahrain e una dalla Giordania. Verranno riportate negli Stati Uniti, aggiornate e rischierate in zone che il Pentagono reputa più “calde”: rivolte su potenziali avversari come la Russia, la Cina e l’Iran. Le batterie ritirate verranno rimpiazzate con altri sistemi d’arma in grado di garantire l’impegno che gli Usa intendono mantenere con gli alleati nella regione mediorientale. “Il comando centrale è fortemente impegnato a collaborare con i nostri alleati e partner per promuovere e fornire sicurezza e stabilità regionale”, ha detto il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti. 





Le batterie Patriotsono sistemi mobili di difesa aerea e missilistica progettati per la proteggere obiettivi focali – quali basi militari o siti sensibili – innalzando una griglia di difesa che copre un’area relativamente piccola. La versione più recente del Patriot, il PAC-3 (Patriot Advanced Capability-3 Missile Segment Enhancement), è un intercettore hit-to-kill che elimina i bersagli attraverso una collisione cinetica, mentre le varianti precedenti facevano affidamento su testate a frammentazione esplosiva – che diffondevano una ‘rosa’ di shrapnel come la cartuccia di un fucile a pompa.

I missili PAC-2 e PAC-3 vengono spesso impiegati per intercettare i missili balistici a corto raggio: sono ad esempio impiegati dall’Arabia Saudita per intercettare e distruggere i missili lanciati dai ribelli Houthi sostenuti dall’Iran in Yemen; o dallo Stato d’Israele, che difende la “Linea Bravo” lungo il Golan da Hezollah e ha risposto con successo alle incursioni di droni e di cacciabombardieri: come nel caso del cacciabombardiere Sukhoi Su-24 dell’aviazione siriana abbattuto nel 2014.

Attualmente gli Stati Uniti hanno fornito il sistema Patriot nelle sue differenti versioni a 14 Paesi secondo il Progetto di difesa missilistica del Centro per le strategie e gli studi internazionali, tra i quali Taiwan e Polonia (16 lanciatori, 4 radar, più relativo supporto da consegnarsi entro la fine del 2022). Non a caso entrambe vicine di casa dei potenziali avversari sui quali si concentra il “riallineamento”.

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