Nella mattinata americana odierna il Federal Bureau of Investigation ha perquisito la casa di John Bolton, ex Ambasciatore degli Usa alle Nazioni Unite (2005-2006) e Consigliere della Sicurezza Nazionale di Donald Trump dall’aprile 2018 al settembre 2019, tra i principali esponenti del mondo neoconservatore statunitense.
Bolton, risiedente a Bethesda, cittadina del Maryland non lontana da Washington D.C., ha ricevuto, secondo quanto appreso dal “New York Times”, una perquisizione autorizzata da un tribunale che sta indagando sul fatto che il 76enne politico, avvocato e diplomatico repubblicano detenga in casa dei documenti riservati e strategici per la sicurezza nazionale.
L’inchiesta arriva nel pieno dell’ennesimo braccio di ferro a distanza tra Trump e l’ex consigliere che The Donald cacciò sei anni fa. Trump aveva finito il suo primo mandato, nel 2020, cercando di bloccare la pubblicazione di un libro di memorie sugli anni alla Casa Bianca scritto da Bolton e appena tornato al potere a inizio anno ha revocato la protezione dei servizi segreti a Bolton, che nel 2022 aveva denunciato un complotto per ucciderlo orchestrato dall’Iran. L’ex consigliere di George W. Bush, sostenitore dell’interventismo all’estero degli Usa, ha criticato l’agenda Trump su diversi dossier, dai dazi al recente riavvicinamento politico e diplomatico alla Russia volto a chiudere la guerra in Ucraina.
“L’amministrazione Trump aveva mosso accuse simili anni fa riguardo al libro di Bolton sul suo periodo alla Casa Bianca, ma non avevano trovato riscontro né presso gli investigatori penali né presso i tribunali”, nota il New York Times, che sottolinea come la perquisizione dell’Fbi presupponga però, in punta di diritto, l’esistenza di un mandato volto a verificare determinati reati, dato che “, effettuare una perquisizione dell’abitazione di un sospettato può essere uno degli ultimi passaggi per determinare se le prove fisiche presenti nell’abitazione corrispondono o offrono prove aggiuntive rispetto a quanto raccolto dagli investigatori tramite altri mezzi, come l’analisi dei dati cloud di un cellulare”.
Bolton fu nel 2003, quando lavorava come sottosegretario al Dipartimento di Stato, una figura chiave per costruire i dossier pieni di inesattezze e mistificazioni che l’amministrazione Bush usò per giustificare l’attacco all’Iraq e l’esistenza delle immaginarie armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Nel 2004 proclamò, senza fornire prove, che anche Cuba stava plasmando un programma di armi di distruzione di massa.
In seguito, nel suo mandato con Trump, fu tra i registi della rottura del patto nucleare con l’Iran e sostenne una pressione dura e continua sia contro la Russia sulla Siria e il Donbass sia nei confronti del Venezuela di Nicolas Maduro. Trump era solito scherzare amaramente su Bolton, dicendo che il suo consigliere quando era in carica appariva solerte nel volerlo “spingere a entrare in guerra”, facendo intendere soprattutto la propensione del diplomatico di Baltimora per favorire un regime change contro l’Iran. Ironia della sorte, a giugno Trump ha schierato gli Usa a fianco di Israele nel bombardare l’Iran, ricevendo un raro complimento da Bolton nell’occasione, e proprio in questi giorni ha ordinato un pesante schieramento navale al largo delle coste del Venezuela.
Bolton ha fatto parlare di sé nel luglio 2022 quando parlando alla Cnn derubricò l’assalto di Capitol Hill da parte dei sostenitori di Donald Trump, avvenuto il 6 gennaio 2021, a una sedizione spontanea ritenendo The Donald poco brillante per organizzare un colpo di Stato e rivendicando di “aver contribuito a pianificare dei golpe”.
Parole, questo, che mostravano un vero e proprio orgoglio “di corpo”: l’adesione convinta, anche dopo che le teorie in questione si erano rivelate fallaci di fronte alla storia, al dogma neoconservatore e all’illusione di poter ridisegnare a piacimento, da Washington, confini, regimi politici e ordini internazionali. Una pericolosa illusione che a inizio Anni Duemila gli Usa hanno pagato caro impantanandosi in Afghanistan e Iraq. Da allora in avanti Bolton è tornato in auge solo “in negativo”, ovvero quando chiamato a commentare le mosse del suo ex capo, Donald Trump. Fino alla scottante novità odierna, che sarà da monitorare con attenzione.
Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!

