La geopolitica della corsa allo spazio
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Nella giornata del 4 maggio i deputati repubblicani hanno garantito a Donald Trump il primo, importante successo in sede congressuale della sua amministrazione: nonostante il voto contrario di 20 esponenti del Grand Old Party, infatti, la Camera dei Rappresentanti ha approvato di strettissima misura le prime linee guida della nuova legge sanitaria destinata a sostituire l’Obamacare. Il primo passo verso il repeal and replace promesso da Trump sin dagli inizi della sua campagna elettorale è stato portato a termine dopo che, negli ultimi giorni di marzo, il Partito Repubblicano era stato costretto a ritirare la proposta di legge sulla riforma sanitaria a causa delle crescenti fronde interne, che avevano messo a repentaglio la sua approvazione. Joanna Walters del Guardian ha sottolineato le principali differenze tra la riforma entrata in vigore nel 2010 e la proposta della Casa Bianca approvata dai rappresentanti: in particolare, particolarmente significativa è l’eliminazione dell’obbligo di acquisto di un’assicurazione sanitaria da parte dei cittadini non direttamente coperti tramite il loro datore di lavoro, la cui violazione prevede attualmente il pagamento di una penalità, sostituito da un rincaro del 30% nelle polizze dei cittadini che rimangono scoperti per più di due mesi. Oltre a questo, un emendamento introdotto mercoledì 4 maggio ha garantito lo stanziamento di un fondo da 8 miliardi di dollari volto a coprire eventuali rincari nei premi assicurativi dei soggetti maggiormente a rischio, mentre al tempo stesso si prevede la rimozione dell’obbligo per le grandi imprese di provvedere alla ricerca di una polizza assicurativa per i loro dipendenti e dei rincari nei costi della copertura per i cittadini con un reddito superiore a 250.000 dollari.La strada verso l’introduzione della nuova riforma sanitaria è in ogni caso ancora in salita, dato che al Senato il decreto della Trumpcare si troverà oggetto di forti discussioni trasversali tra il Partito Democratico e il Partito Repubblicano e di nuovi dibattiti intestini al Grand Old Party. Come riportato dal Washington Post, infatti, il Partito Repubblicano sta lavorando alacremente a Capitol Hill per definire le priorità legislative attorno a cui compattare l’intera maggioranza di 52 senatori, e John Cornyn, Senatore del Texas, ha apertamente dichiarato che la riforma sanitaria sarà sottoposta a una nuova votazione solo dopo che il Grand Old Party avrà la ragionevole certezza di evitare il suo affossamento ad opera dei franchi tiratori interni. Il capogruppo della maggioranza Mitch McConnell è intento in una serie di serrati dialoghi volti a prevenire una nuova spaccatura dell’ala più conservatrice della delegazione repubblicana al Senato, che potrebbe contribuire a trasformare la riforma in un progetto molto diverso da quello concepito inizialmente e ad fare sì che la Obamacare sia sostituita da un disegno di legge inefficace.Il collasso dell’ObamacareLa strategia repeal and replace di Trump prende le mosse dall’oggettivo rischio di un collasso della riforma di Obama: Tyler Durden di Zero Hedge ha seguito infatti il progressivo deterioramento della disponibilità di una concreta alternativa tra potenziali assicuratori in diversi Stati dell’Unione e il continuo aumento delle tariffe verificatosi dal 2010 ad oggi. Il Midwest e gli Stati del Sud-Est, faceva notare Durden il 27 aprile scorso, hanno fatto segnare una forte regressione nella disponibilità di potenziali alternative tra il 2016 e il 2017, a cui si è accompagnato, al contempo, un deciso rincaro nei costi che ha portato l’assicurazione sanitaria a risultare oltremodo onerosa per diversi cittadini e numerose imprese. Al contempo, il ritiro dell’offerta da parte della piattaforma Humana rischia di lasciare, a partire dal 2018, migliaia di cittadini abitanti in alcune contee del Tennessee privi di alcuna possibilità per la sottoscrizione di una polizza, e ancora più delicato è il caso dell’Iowa, Stato in cui due dei tre provider residui, Aetna e Wellmark, hanno annunciato di aver rinunciato a partecipare al mercato delle assicurazioni a partire dal prossimo anno. E anche Medica, l’unica compagnia residua, “ha rilasciato una dichiarazione in cui si lascia intendere che, a causa dell’instabilità del mercato, potrebbe seguire Aetna e Wellmark nella decisione di non vendere polizze nel 2018”, come scritto dal Des Moines Register.In quest’ottica, il disegno di legge proposto da Trump, che spinge nella direzione di una maggiore liberalizzazione del mercato delle assicurazioni, propone una soluzione decisamente incerta alle crescenti debolezze strutturali della sanità americana: in ultima istanza, esse si palesano in maniera sempre maggiore nel momento in cui viene evidenziata la visione strettamente orientata al mercato delle riforme che riguardano le assicurazioni sanitarie e le coperture mediche. La “sanità per tutti” di cui anche Trump ha parlato nel corso della sua campagna elettorale difficilmente potrà manifestarsi grazie alla sua riforma, dato che un presupposto per l’efficienza di un sistema è, come testimoniano i casi di maggior successo nel mondo, il rafforzamento del ruolo pubblico della sanità e un incentivazione della sua funzione sociale, elementi difficilmente fatti propri dal dibattito politico statunitense.

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