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Donald Trump, da vero showman, secondo quanto riportato da Axios, potrebbe pensare a un’uscita di scena a dir poco spettacolare, mai vista nella storia. Il giorno dell’inaugurazione di Biden, infatti, il tycoon potrebbe salire per l’ultima volta sull’Air Force One direzione Florida, dove terrà un raduno con i suoi sostenitori proprio mentre il nuovo presidente giurerà davanti al Campidoglio. “Il discorso di Trump potrebbe creare un momento a schermo diviso: il presidente uscente si rivolge a una folla in un hangar dell’aeroporto mentre Biden presta giuramento fuori dal Campidoglio”, scrive Alayna Treene di Axios. Trattasi di un’indiscrezione non confermata né dalla Casa Bianca né dal diretto interessato, ma è altamente probabile che Trump decida di non partecipare alla cerimonia di insediamento di Biden. Magari rubandogli la scena.

Giuliani: “Ribaltone in Arizona, Georgia e Michigan”

Ciò che è altrettanto certo è che Trump e il suo agguerrito team legale – nonostante l’annuncio di positività al Covid-19 di Rudy Giuliani – non hanno alcuna intenzione di arrendersi. Come riporta l’Epoch Times, sito molto vicino ai repubblicani, lo stesso Giuliani ha dichiarato nelle scorse ore che i legislatori in Arizona, Georgia e Michigan potrebbero finire per decidere quali elettori inviare al Collegio elettorale. L’ex sindaco di New York ha spiegato che gli stati controllati dai repubblicani potrebbero votare per l’invio della propria lista di grandi elettori, sottolineando che una tale opzione è sostenuta nella Costituzione degli Stati Uniti. Sia Giuliani che Jenna Ellis hanno fatto pressioni sui legislatori statali negli ultimi giorni per riaffermare il loro potere di scegliere i propri grandi elettori a causa delle presunte prove di brogli. L’ex sindaco ha detto domenica a Fox Business che i legislatori della Georgia “hanno avviato una petizione per scegliere i propri elettori”, sottolineando che i membri del Gop sono “disgustati” dalle prove mostrate durante un’udienza la settimana scorsa.

Nel frattempo il segretario di Stato della Georgia Brad Raffensperger ha ribadito in una intervista ad Abc l’integrità delle elezioni nel ‘Peach State’ affermando che Donald Trump ha perso. “Non abbiamo trovato frodi sistemiche, non tali da ribaltare l’esito. Abbiamo 250 indagini in corso ma per ora non abbiamo scoperto nulla che possa cambiare la volontà del popolo qui in Georgia”, ha spiegato, aggiungendo di non avere dubbi sulla sconfitta di Trump. “Triste ma vero, avrei desiderato che vincesse, sono un repubblicano conservatore e quindi sono deluso ma questi sono i risultati”, ha aggiunto.

Ecco la strategia del team legale di Trump

Trattasi di un’eventualità – quella ipotizzata da Giuliani – che il celebre politologo Graham Allison aveva illustrato poche settimane fa sulla prestigiosa rivista the National Interest. Potrebbe accadere ciò che è già successo in occasione delle elezioni presidenziali del 1876 che vedevano contrapposti Tilden e Hayes. Come allora, ogni stato dovrà riunire la propria assemblea per certificare il risultato delle elezioni e la lista dei grandi elettori al Congresso. Questo dovrebbe accadere indicativamente verso il 6 gennaio. Tuttavia, sottolinea Allison, “i legislatori statali hanno l’autorità costituzionale per concludere che il voto popolare è stato corrotto” da “possibili brogli” e “quindi inviare una lista di elettori in competizione per conto del loro stato. Ciò significa che in caso di controversie su liste elettorali concorrenti, il Presidente del Senato, il Vicepresidente Pence, sembrerebbe avere l’autorità ultima per decidere quali accettare e quali rifiutare. E Pence sceglierebbe Trump”.

Secondo il celebre avvocato Alan Dershowitz sarà probabilmente la Corte Suprema a decidere se i legislatori statali hanno o meno il potere di scegliere elettori alternativi del Collegio elettorale, se questi ultimi ritenessero che c’è stata una frode elettorale. Lo ha spiegato Dershowitz in un’intervista rilasciata a Fox News in cui gli è stato chiesto cosa pensasse delle affermazioni fatte dall’avvocato di Trump rispetto alle accuse di brogli. “C’è sicuramente motivo di indagare. Giuliani ha fatto accuse gravissime. La domanda è: quale istituzione è designata costituzionalmente per esaminarle? È il legislatore statale? Sono i tribunali?”.

La battaglia di Sidney Powell

L’avvocatessa Sidney Powell – che ufficialmente non fa parte del team legale di Trump  – ha intentato cause in Michigan e in altri stati per presunta frode diffusa, affermando che le macchine di voto di Dominion Voting Systems hanno invertito i voti a favore di Joe Biden e a discapito di Donald Trump. Un giudice del tribunale distrettuale degli Stati Uniti, Linda V. Parker, ha chiarito nella sua sentenza che la sua teoria non è basata su alcuna prova effettiva, osservando che “i querelanti non hanno effettivamente fornito la prova che i voti fossero stati ribaltati”, ma piuttosto sono portati “una mix di teorie, congetture, e la speculazione che tali alterazioni fossero possibili”. La partita però non è affatto chiusa. Nelle scorse ore, infatti, il team legale di Trump ha avviato l’esame forense sulle macchine del voto in Michigan e in Georgia. Riuscirà a dimostrare l’esistenza di eventuali brogli? 

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