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Politica

Un’incredibile storia americana

L’obiettivo dell’operazione clandestina era stabilire quanto fosse facile acquistare degli elementi per realizzare una bomba sporca, in grado di avvelenare una città. Questa la missione di un team sotto copertura del Congresso che ha intrapreso l’operazione nell’aprile del 2014. Nonostante...

L’obiettivo dell’operazione clandestina era stabilire quanto fosse facile acquistare degli elementi per realizzare una bomba sporca, in grado di avvelenare una città. Questa la missione di un team sotto copertura del Congresso che ha intrapreso l’operazione nell’aprile del 2014. Nonostante le misure si sicurezza ed i protocolli della Nuclear Regulatory Commission, il gruppo avrebbe potuto facilmente realizzare una bomba sporca. Il team viene formato nel 2014 ed opera nel Dakota, Texas e nel Michigan. Agisce sotto copertura dietro mandato GAO, ma la loro esistenza è nota soltanto alla Commissione d’inchiesta del Congresso. Nessuna altra agenzia è al corrente del loro vero ruolo. In due anni, non saranno mai oggetto di indagini. Ecco la loro missione, svelata nel dettaglio dal GAO in un documento reso pubblico.Per approfondire: Quelle armi Usa in mano a IsisAprile del 2014. Gli agenti sotto copertura decidono di stabilirsi a Dallas, dove incorporano una società di comodo in un parco industriale anonimo, così da avere un indirizzo per ottenere la licenza. Sul modulo in cui avrebbero dovuto identificare il loro responsabile della sicurezza, creano un profilo falso, allegando un curriculum inventato. Nella domanda scrivono che “il materiale è necessario per alimentare un impianto industriale per le prospezione petrolifere”. Il team sa perfettamente che la richiesta di licenza non arriverà mai a Washington, ma alle autorità preposte del Texas, deputate dalla NRC nel concedere le licenze senza revisione federale. Durante l’ispezione dell’unico funzionario del Texas inviato negli impianti fasulli, si constata che “non vi è alcuna misura di sicurezza”. Un solo ispettore, senza un esame indipendente: è l’unico ostacolo alle vendite improprie. Gli agenti sotto copertura del Congresso, spiegano che “i lavori per la messa in sicurezza dell’area inizieranno una volta ottenuta la licenza”. Inspiegabilmente, ricevono l’autorizzazione. Nel documento ufficiale si legge che “lo Stato del Texas autorizza la società ad acquistare del materiale radioattivo sigillato”. Una quantità comunque minore rispetto a quello necessario per qualsiasi scopo nefasto.I funzionari sotto copertura scoprono che le leggi del Texas non prevedono alcuna copia digitale per tali licenze, ma solo in forma cartacea ed in doppia copia. Il governo centrale, quindi, non sarebbe stato al corrente del quantitativo di materiale radioattivo acquistato. Gli agenti sotto copertura decidono di procedere modificando il documento e cambiando le quantità previste. La richiesta viene quindi inoltrata ad un fornitore, con il doppio del quantitativo autorizzato, che prepara la spedizione senza battere ciglio. È proprio in quel momento che la missione viene ufficialmente conclusa. Quel gruppo avrebbe potuto acquistare materiale radioattivo sufficiente per creare una bomba sporca. In due anni, il team sotto copertura non è mai stato oggetto di indagini. Nessuno mai effettuerà ricerche sul responsabile alla sicurezza di quell’impianto, inesistente, che avrebbe dovuto trattare materiale radioattivo. Quando la sostanza radioattiva si combina con l’esplosivo, si parla di bomba sporca. In questo caso è la detonazione che disperde il materiale radioattivo: parliamo di una bomba nettamente inferiore come potenza rispetto ed una esplosione nucleare, ma con una ricaduta degli agenti coinvolti che possono raggiungere anche i dodici chilometri di altezza. Se una bomba sporca dovesse esplodere in una capitale europea, per esempio, i danni sarebbero devastanti perché proprio la ricaduta del materiale, grazie anche ai venti, si estenderebbe oltre gli effetti dell’esplosione, soprattutto se si verificassero delle detonazioni superficiali ad alto rendimento.Per approfondire: Dallas, il fallimento degli UsaLa Nuclear Regulatory Commission ha immediatamente aperto un’inchiesta per “affrontare le debolezze identificate”. Il rapporto del GAO si conclude affermando che “l’obiettivo della missione era di appurare se il governo degli Stati Uniti, avesse provveduto a chiudere dei semplici canali per l’ottenimento di materiali radioattivi di categoria 3. Avevamo progettato la nostra missione per fallire attraverso comportamenti eclatanti. E’ stato un successo”.banner_occhi_sotto_attaccoNegli Stati Uniti sono state concesse 21.000 licenze per l’acquisto di questi materiali, ma la revisione è prevista soltanto ogni dieci anni.





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