La Corea del Nord tende una mano al Venezuela nel momento in cui il Paese latinoamericano è scosso da una grave crisi interna. L’asse tra Pyongyang e Caracas si rinforza con l’imminente apertura dell’ambasciata venezuelana a Pyongyang. Riguardo quanto sta accadendo in Venezuela si sono formati due schieramenti: c’è chi sostiene Maduro e chi ne vorrebbe la destituzione. Scegliere da che parte stare è utile per lanciare un messaggio a terze parti. E la Corea ha già scelto da un pezzo. 

Pyongyang sostiene Maduro

In questo caso la Corea del Nord rientra in un club ristretto presieduto da Cina e Russia. Tutti e tre gli Stati sostengono il Presidente Maduro. Lanciano parole di incoraggiamento al Delfino di Chavez e lo incitano a non mollare sotto i colpi destabilizzanti degli Stati Uniti. Dall’altra parte gli americani si trovano a braccetto con buona parte dell’Unione Europea e dell’America Latina. Il Venezuela è allo sbando, la sua economia è in crisi ma allo stesso tempo ha molte risorse – petrolio in abbondanza – da utilizzare come merce di scambio. Nel loro piccolo, i nordcoreani si inseriscono nel solco tracciato da Cina e Russia.

Gli accordi bilaterali tra Corea del Nord e Venezuela

Lo scorso dicembre il Presidente dell’Assemblea Suprema della Corea del Nord, Kim Yong Nam è volato a Caracas per stringere la mano a Maduro. Sono stati firmati due accordi di intesa e cooperazione politica. Dal punto di vista diplomatico i nordcoreani hanno aperto la loro ambasciata in Venezuela nel 2015.

Nuova ambasciata in arrivo

A breve anche Caracas dovrebbe aprire la sua rappresentanza diplomatica a Pyongyang. Attualmente il Venezuela può contare su un ambasciatore in Corea del Nord, Ivan Zerpa, che si occupa anche di coprire le relazioni del suo Paese con la Cina. I preparativi per l’apertura di una sede a Pyongyang sono già iniziati e potrebbero concludersi molto presto. La nuova ambasciata sorgerà nel distretto diplomatico di Pyongyang, nella parte orientale della capitale, vicino alle ambasciate vietnamita e polacca.