Bruxelles- Alla fine non si sono incontrati. Il presidente israeliano Reuven Rivlin e quello dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, entrambi a Bruxelles per incontri istituzionali con i vertiti comunitari, sono intervenuti distintamente il 22 e 23 giugno al Parlamento europeo, riunito in seduta solenne.Per approfondire: Israele e Palestina: verso una soluzione?Due giorni diversi per due interventi diversi. Non c’è stata nessuna stretta di mano tra i due. Neanche un incontro riservato. Eppure, secondo il Times of Israel, Rivlin avrebbe richiesto un incontro al leader palestinese. A far da tramite tra le due delegazioni le istituzioni europee. Ma, secondo i media israeliani, sarebbe stato proprio Abu Mazen a declinare l’invito. “Trovo strano che il mio amico Abu Mazen continui a rifiutare di incontrare la leadership di Israele e continui a rivolgersi alla comunità internazionale”, ha detto Rivlin.Il presidente israeliano ieri, durante la seduta europarlamentare, ha usato parole decise riguardo lo stallo del processo di pacificazione in Terra Santa: “Israele vuole dialogare con i palestinesi. Ma per farlo è necessario che essi abbiamo una leadership unica, non divisa al suo interno. Ma sappiate che noi non dialogheremo con Hamas: gente che vuole la distruzione di Israele”, ha detto Rivlin, invitato a prendere la parola dal presidente dell’europarlamento Martin Shulz.Per approfondire: La Grecia riconoscerà la Palestina“Da quando abbiamo stipulato l’accordo di Oslo nel 1993 siamo sempre stati favorevoli alla soluzione dei due Stati. E questa è anche l’attuale posizione della Knesset – ha continuato Rivlin- Purtroppo, però, attualmente non ci sono le condizioni geopolitiche adeguate all’accordo con autorità palestinesi. Noi vogliamo la pace, ma per farla è necessario anche uno sforzo dell’Europa. Sforzo principalmente economico attraverso investimenti al fine di diminuire la disoccupazione in Cisgiordania, a Gaza e Sammaria. Solo così, creando una parificazione tra i due popoli, potremo giungere alla pace”.Nonostante il mancato incontro tra i leader, un invito alla pace è arrivato questa mattina anche dal presidente palestinese Abu Mazen, intervenuto anch’egli all’Europarlamento: “Da questa Assemblea così importante rivolgo un appello al popolo israeliano, al suo governo e ai suoi partiti: la nostra mano è tesa per raggiungere la pace. Avete anche voi la stessa volontà e siete pronti a riconoscere le ingiustizie storiche che avete commesso contro il mio popolo?”.Per approfondire: “Arafat ha tradito i palestinesi”S’intravede, dunque, una distante, flebile, soluzione per la pace in Palestina. Ma il processo sembra ancora lungo. E pare che le autorità israeliane preferiscano che a fare da tramite con quelle palestinesi siano i vertiti dell’Ue. E non i francesi, da soli. Lo stesso Rivlin, ieri, ha rifiutato davanti agli europarlamentari, riuniti nell’emiciclo, la proposta, avanzata gli scorsi mesi dell’Eliseo, di ripristinare un tavolo di negoziati attraverso una conferenza multilaterale, coordinata proprio da Parigi. “Il tentativo della Francia di creare un tavolo negoziale non è la giusta soluzione. – ha detto il presidente israeliano – cercare di trovare una soluzione permanente adesso è impossibile. Ma se la comunità internazionale vuole davvero diventare attore costruttivo nei negoziati di pace, dovrebbe cercare di creare più fiducia fra le due parti. E dovrebbe soprattutto creare i presupposti per la pace. Potete fare di più.”

Nel campo comunista di Goli Otok
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