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Bruxelles è sul punto di precipitare nel caos, mentre aumentano le probabilità che gli assegnatari delle nuove nomine presidenziali dell’Unione Europea debbano comparire, nelle settimane a venire, davanti a commissioni parlamentari d’indagine. Tutto ciò è riconducibile a una serie di inchieste tuttora in corso, che rischiano seriamente di deragliare il debutto alla presidenza della Commissione Europea di Ursula von der Leyen. Von der Leyen dovrebbe entrare in carica a partire dal 1 Novembre, col pensionamento di Jean-Claude Juncker.

Uno dei nuovi membri della Commissione, l’ex Ministro della Difesa francese ed ex europarlamentare Sylvie Goulard, ha dovuto rispondere formalmente, insieme ad altri eurodeputati francesi, all’accusa di aver utilizzato fondi europei per pagare assistenti che erano tuttavia già impiegati, in patria, presso i partiti nazionali. A seguito delle sue dimissioni dal Ministero della Difesa nel Giugno 2017, Goulard è stata costretta a rimborsare il Parlamento europeo per la somma di 45,000 euro.

Tuttavia, Goulard non è l’unica a ritrovarsi ad affrontare procedimenti legali. C’è Rovana Plumb, destinata alla commissione per i trasporti, nonché ministro di una certa esperienza presso il governo rumeno, che nel 2017 è stata implicata in un caso di corruzione. Era accusata di aver assistito il leader del Partito Social Democratico nell’ambito di un illecito immobiliare riguardante la proprietà di un’isola sul Danubio.

Janusz Wojciechowski, il favorito della von der Leyen per il commissariato all’agricoltura, è tuttora soggetto a indagini da parte dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), per supposte irregolarità riscontrate nelle richieste di rimborso per le spese di viaggio durante il suo mandato come Europarlamentare, dal 2004 al 2014.

La stessa Presidentessa designata dovrà rispondere a qualche domanda. Il Bundestag l’accusa di utilizzo improprio delle risorse e di cattiva gestione, nell’ambito del suo operato come Ministro della Difesa tedesco. Una commissione parlamentare sta prendendo in esame le modalità che hanno fatto sì che appalti lucrativi del Ministero della Difesa siano stati affidati a consulenti esterni che presentavano costose parcelle, evadendo le consuete pratiche di vigilanza. È possibile che una rete di legami personali di natura informale, in cui sarebbero coinvolti alcuni funzionari del ministero, abbia facilitato questo tipo di accordi. Molto probabilmente, a Dicembre von der Leyen sarà chiamata a risponderne a Berlino.

Ursula von der Leyen diverrà Presidente della Commissione in un momento in cui l’unità europea si trova ad essere minacciata. La Commissione è responsabile della gestione degli affari quotidiani dell’Unione e, non appena von der Leyen si farà carico dei suoi nuovi compiti, dovrà affrontare una serie di sfide di notevole portata. Assumerà l’incarico nel giorno successivo alla data in cui la Gran Bretagna si propone di abbandonare l’UE, e questo avrà un impatto significativo sul futuro dell’organizzazione. Nel 2018, l’utile netto di contributi versati dal Regno Unito a Bruxelles era stato calcolato sui 9 miliardi di sterline, ed è difficile fare una stima delle conseguenze sul budget dell’Unione, specialmente se la Gran Bretagna dovesse uscire senza che sia stato raggiunto un accordo.

C’è poi la prospettiva di una recessione imminente. Il Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, è stato recentemente criticato, sulle pagine di un tabloid tedesco, per la sua decisione di tagliare i tassi d’interesse e abbassarli ulteriormente al negativo, e di rilanciare un programma di quantitative easing sulla compravendita di titoli per 2.6 trilioni di euro, che corre il rischio di innescare la miccia di una bolla immobiliare. Con i 2 trilioni di debito dell’Italia, che secondo le voci potrebbe in qualsiasi momento subire un crollo finanziario e precipitare fuori dall’euro, e la Germania sull’orlo della recessione, c’è la possibilità che la nuova leadership europea si ritrovi ad affrontare una crisi economica. I dazi di Trump, che colpiscono in particolare l’industria automobilistica tedesca, hanno di recente costretto a un incontro con il Segretario di Stato americano Mike Pompeo, per esortare entrambe le parti a negoziare rapidamente un accordo commerciale.

Gli scandali che hanno recentemente travolto le nomine di von der Leyen per la Commissione hanno distrutto la sua credibilità, agli occhi di alcuni Europarlamentari. In un’intervista rilasciata al magazine POLITICO, Dacian Ciolos, ex Primo ministro rumeno ed ex commissario europeo per le politiche agrarie, ora leader del gruppo parlamentare europeo di stampo centrista-liberale Renew Europe, ha dichiarato le proprie intenzioni di votare contro la nomina di Plumb, invitando gli altri membri del gruppo a fare lo stesso.

François-Xavier Bellamy, Eurodeputato francese di spicco per il partito conservatore Les Républicain, ha affermato che le accuse mosse contro Goulard inducono a dubitare della sua idoneità all’incarico. POLITICO prevede che le udienze di conferma potrebbero trasformarsi in vere e proprie mischie.

Juncker ha definito la propria squadra come la Commissione dell’”ultima chance”. Ma il titolo potrebbe rivelarsi più adatto al suo successore, nel caso in cui gli assegnatari delle nomine di von der Leyen non venissero approvati. Non c’è momento peggiore perché uno scandalo si riversi sul nuovo Presidente della Commissione, in circostanze che mettono a rischio l’esistenza stessa dell’Unione Europea. Il destino della squadra di von der Leyen è nelle mani di Strasburgo, che prenderà una decisione la settimana ventura, e sarà questa a determinare il futuro del Presidente eletto.