Tra gli ospiti invitati da Kim Jong Un a prender parte alle mastodontiche celebrazioni per l’80esimo anniversario della fondazione del Partito del Lavoro nordcoreano, ossia il partito che governa la Corea del Nord, c’era anche il ministro degli Esteri dell’Indonesia. La notizia potrà sembrare irrilevante. Sbagliato: è invece il segnale più evidente di come Jakarta intenda rinnovare l’impegno diplomatico con Pyongyang per trasformarsi in una mediatrice in vista di fantomatici colloqui tra Donald Trump, la Corea del Sud e lo stesso Kim.
L’inviato di Prabowo Subianto, il ministro Sugiono (utilizza soltanto un nome), ha incontrato la sua omologa nordcoreana Choe Son Hui con la quale ha discusso “degli sforzi per rafforzare ulteriormente l’amicizia tra Indonesia e Corea del Nord in vari campi”.
Nel corso dei colloqui, le parti hanno anche firmato un memorandum d’intesa per istituire un meccanismo di consultazione volto a rafforzare la cooperazione bilaterale. Durante la sua visita, Sugiono ha inoltre fatto tappa all’ambasciata indonesiana di Pyongyang, chiusa nel 2021 a causa del Covid-19, e riaperta all’inizio di quest’anno.
L’Indonesia flirta con la Corea del Nord
Lo strano avvicinamento tra Indonesia e Corea del Nord fa emergere almeno due questioni da approfondire. La prima riguarda ovviamente il senso, per Jakarta, di rafforzare la cooperazione con Kim.
In un momento in cui Cina, Russia e Corea del Nord stanno lavorando sempre più a stretto contatto, vanificando un eventuale ruolo diplomatico super partes di Pechino e Mosca, il governo indonesiano ha deciso di scommettere sul dossier nordcoreano posizionandosi come un attore intermedio tra Pyongyang e il blocco formato da Corea del Sud e Stati Uniti.
Seguendo le orme del Vietnam (ne abbiamo parlato qui), l’Indonesia intende facilitare i colloqui di pace tra Washington, Seoul e Kim fungendo da intermediaria. Una mossa niente affatto casuale, visto che il “servizio di mediazione” – a maggior ragione se arriveranno una o più fumate bianche – comporterà per il governo indonesiano oneri ma anche tanti onori.
Prabowo Subianto, per esempio, potrebbe sfruttare la nuova relazione con la Corea del Nord fungendo da ponte tra Kim e Trump, così come tra Pyongyang e Seoul. Chiedendo in cambio uno sconto sui dazi agli Usa e accordi ancora più ricchi – oltre a quelli già esistenti in materia militare, e non solo – alla Corea del Sud.
La seconda questione del riavvicinamento Indonesia-Corea del Nord riguarda l’Asean, l’Associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico. Pare, infatti, che Jakarta si sia detta disponibile a facilitare un più stretto coinvolgimento tra Kim e la stessa Asean, anche attraverso meccanismi come l’Asean Regional Forum.
Tra opportunità e preoccupazioni
Sia chiaro: le relazioni tra Jakarta e Pyongyang, radicate nello spirito della storica Conferenza di Bandung e del Movimento dei Paesi Non Allineati, sono rimaste silenti e invisibili per tanti anni, soprattutto di recente, ma non si sono mai interrotte.
Oggi entrano in una fase inedita caratterizzata da potenziali opportunità (quelle spiegate sopra) ma anche preoccupazioni. Preoccupazioni perché l’Indonesia è uno dei maggiori partner della Corea del Sud nel settore della Difesa nel Sud Est Asiatico, con una cooperazione incentrata sul progetto di sviluppo del caccia KF-21. Nell’ambito del citato programma, tra l’altro, Jakarta ha accettato di pagare una quota dei costi di sviluppo del mezzo in cambio di un prototipo e di trasferimenti di tecnologia.
L’emittente sudcoreana Sbs ha riferito che il fresco memorandum tra Indonesia e Pyongyang potrebbe includere anche la cooperazione in materia di Difesa. “Non c’è stata alcuna conferma ufficiale della cooperazione tecnologica tra Indonesia e Corea del Nord in materia di Difesa. La tecnologia relativa allo sviluppo congiunto del KF-21 è rigorosamente protetta e gestita”, ha tagliato corto da Seoul la Defense Acquisition Program Administration (DAPA).
In ogni caso, qualsiasi tentativo di approfondire la cooperazione con la Corea del Nord deve rispettare le sanzioni Onu, una linea rossissima che Prabowo Subianto si guarda bene dal superare. I funzionari indonesiani hanno infatti più volte ribadito che il loro impegno con Pyongyang si concentrerà solo ed esclusivamente sulla cooperazione umanitaria, socio-culturale e tecnica, e non su quella militare o finanziaria.