Tanti saluti al Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti (Indopacom). Il comando di combattimento delle forze armate degli Stati Uniti, responsabile delle operazioni militari e del coordinamento della sicurezza nell’area che si estende dall’Oceano Indiano all’Oceano Pacifico, ha cambiato nome. A partire dallo scorso 16 giugno, infatti, il Dipartimento della Difesa statunitense ha fatto sapere che l’Indopacom tornerà alla sua precedente denominazione: Comando del Pacifico degli Stati Uniti (Pacom). “Il ripristino della denominazione storica USPACOM onora le profonde radici storiche del comando, promuovendo un senso di orgoglio e spirito collettivo tra tutti coloro che prestano servizio nel Pacifico”, si legge nel comunicato stampa del Pentagono.
Durante il primo mandato Trump, gli Usa avevano incluso la dicitura “Indo” nell’appellativo del suo più grande comando per sottolineare la crescente importanza dell’India nel loro pensiero strategico. Adesso, agli occhi di Washington, Delhi ha perso centralità strategica. Al suo posto, nell’architettura immaginata per contenere l’ascesa cinese in Asia, sono emersi nuovi attori: Corea del Sud, Filippine, Giappone, Australia, Singapore, Indonesia, Malesia, Thailandia e Vietnam. E pensare che nel 2018 l’allora Segretario alla Difesa Jim Mattis giustificava l’avvento dell’Indopacom riconoscendo “la crescente connettività degli oceani Indiano e Pacifico” necessaria per imbrigliare la Cina.
Un cambiamento strategico
Sia chiaro: il cambio di nome non avrà alcun impatto sulla missione del comando né sulle aree di responsabilità operativa che erano in vigore sotto l’egida di Indopacom. La svolta dell’amministrazione Trump, tuttavia, rinnega quanto fatto otto anni fa, quando la Casa Bianca utilizzò la parolina “Indo” per segnalare alla Cina che i suoi progetti di dominare i mari del continente asiatico, passando anche attraverso l’Oceano Indiano, sarebbero stati da quel momento in poi messi in discussione. Per riuscire nell’intento, gli Usa avevano intensificato i legami militari con l’India, poi raffreddatisi con la seconda rielezione di Trump.
Certo, la svolta sull’Indopacom rientra nel vasto programma di rebranding lanciato dal Pentagono che ha toccato, tra gli altri, il Dipartimento della Difesa rinominato – per il momento non ancora in via ufficiale – Dipartimento della Guerra. C’è però dell’altro dietro alla svolta statunitense. Se in passato l’obiettivo dell’Indopacom consisteva nel costringere la Cina a distogliere la sua attenzione da Taiwan, nonché dalle dispute marittime nel Mar Cinese Orientale e Meridionale, con il Pacom viene meno il concetto cardine di una “grande strategia americana” continentale. Questo non significa, come ha giustamente scritto Foreign Policy, che l’amministrazione Trump stia assecondando le mire cinesi nella regione, ma che ha cambiato visuale e visione operativa.
La mossa degli Usa e la Cina
Cosa significa allora tutto questo? Primo: nelle intenzioni degli Usa, l’India non svolgerà più un ruolo centrale nel bilanciare la proiezione cinese nella regione. Secondo: l’Oceano Indiano non risulterà più di primaria importanza per gestire la rivalità con Pechino. Terzo: Delhi è esclusa dal dossier taiwanese. Quarto: in caso di guerra contro la Repubblica Popolare Cinese, gli Stati Uniti si concentreranno sullo Stretto di Taiwan, affidandosi ai partner racchiusi nel quadrante che va dal Giappone alle Filippine. Non oltre.
L’ultimo aspetto da considerare è che l’avvento del Pacom arriva poco dopo il viaggio di Trump in Cina, una trasferta che il tycoon ha sfruttato per provare a stabilizzare le relazioni con Xi Jinping. La nuova denominazione, dunque, serve a ridurre l’importanza del quadro indo-pacifico: un assist che il Dragone accoglierà con piacere in vista di prossimi e futuri dialoghi.
La sensazione è che Washington abbandonerà l’idea di affidarsi a un gioco delle coalizioni con più governi asiatici, come accaduto sotto la prima amministrazione Trump, preferendo invece raggiungere un equilibrio di potere. Ecco, quindi, che l’Indopacom lascia il posto al Pacom.