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Il Dogo a prima vista ricorda il “Goliath”, il piccolo tank filoguidato impiegato dalla Wehrmacht nella seconda guerra mondiale per la demolizione e lo sminamento; questo mini-tank sviluppato dalla General Robotics Ltd però ha tutta un’altra funzione: è un killer da schierare in primissima linea contro minacce terroristiche.

Silenzioso, con un’autonomia di 4 ore, il robot-killer Dogo 12-kilo è l’unico robot teleguidato che accoglie al suo interno una pistola semiautomatica Glock 26 da 9mm azionabile a distanza attraverso il sistema Rcu (remote control unit) Ranger. I 14 colpi della Glock possono essere piazzati sul bersaglio attraverso un sistema di mira dotato di puntamento laser e collegato ad un touch pad “off-the-shelf”. La visuale a 360° è affidata a 8 microtelecamere (2 dedicate esclusivamente al sistema di puntamento). Trasportato in prima linea da una squadra di fanteria/forze speciali, il Dogo funge da apripista e teleguidato fino alla minaccia permette agli operatori di eliminarla da una postazione sicura.

“Il nostro slogan è: rischia il Dogo non il personale.” cita sempre il Ceo della General Robotics Ltd. , Udi Gal, che ha sviluppato il progetto per l’Israel Police’s Counter-Terror Unit e per conto del Defense Ministry’s Research and Development dell’Idf (Tzva HaHagana LeYisra’el).

Un quadcopter ‘professionale’ integrato con un fucile d’assalto

Il Tikad, progettato da un ex operatore della Special Missions Unit dell’Idf e ex agente del Mossad, Raziel “Razi” Atuar per la Duke Robotics, è invece il primo ‘quadcopter’ dotato di una arma automatica da impiegare sul campo.

A prima vista sembra un drone professionale per le rilevazioni fotografiche con sette rotori e un affusto centrale di generose dimensioni, ma oltre la telecamere per il pilotaggio remoto, ma può portare con se un fucile automatico del peso di 30 libre della famiglia Car-15 con un intero caricatore di proiettili 5,56 × 45 mm Nato o una granata da impiegare contro un bersaglio ostile evitando l’invio di una squadra armata che potrebbe subire perdite.

“Ho assistito spesso all’invio di un battaglione per salvare delle vite, e questo spesso causava la perdita di molti uomini. Volevo trovare una soluzione che limitasse le vittime con l’ausilio della tecnologia.” dichiara Mr. Atuar.

Facilmente manovrabile in aria – 6 Dof (degrees of freedom) – silenzioso e leggero, il Tikad è già stato impiegato con successo in prima linea dalle forze speciali israeliane, riscontrando tutta via dei piccoli problemi tecnici: un’autonomia di soli 5 minuti e la parziale perdita dell’assetto quando l’operatore remoto ha aperto il fuoco sul bersaglio a causa del rinculo.