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Un binario fino alla Siria: il piano iraniano per collegare Teheran al Mediterraneo

Torna sul tavolo delle trattative il progetto iraniano per una ferrovia che colleghi il Golfo Persico a Latakia, sul Mar Mediterraneo

Per lungo tempo il governo dell’Iran ha sognato di realizzare una ferrovia che colleghi il porto Imam Khomeini sul Golfo Persico con il porto siriano di Latakia attraverso l’Iraq per aumentare la propria influenza politica, militare ed economica nella regione. Finora questo grande disegno – che Teheran presenta come fattibile, ma che in realtà implica sfide sostanziali – non si è concretizzato.

Dall’Iran

Già nel luglio 2018 Saeed Rasouli, capo delle ferrovie iraniane (Rai), ha annunciato l’intenzione di costruire una linea ferroviaria per connettere il Golfo Persico al Mar Mediterraneo: la linea Iran-Iraq-Siria. L’idea di un collegamento tra Iran e Iraq non è nuova e risale anzi a più di dieci anni fa, ma a lungo è rimasta in potenza a causa della mancanza di fondi da parte dell’Iraq per partecipare al progetto (oltre che per la potenziale concorrenza con il progetto iracheno del grande porto di al-Faw, sempre sul Golfo).

In base ai recenti sviluppi che hanno rimesso l’ambizioso progetto sul tavolo, la linea dovrebbe partire dal porto dell’Imam Khomeini, nella zona a sud-ovest del Khuzestan, per attraversare il confine a Shalamcheh, nei pressi di Bassora, nel sud dell’Iraq. Dovrebbe poi percorrere il Paese in verticale e oltrepassare la frontiera siriana ad Abu Kamal per proseguire fino allo snodo di Deir ez-Zor sull’Eufrate e finire al porto sul Mediterraneo di Latakia nel nord-est della Siria.

Un simile progetto ha le potenzialità per sconvolgere gli equilibri commerciali e di conseguenza geopolitici della regione, incrementando i collegamenti tra i Paesi coinvolti e l’Asia occidentale, aumentando in definitiva l’appeal strategico dell’area.

Attraverso l’Iraq

Lo scorso 7 maggio la Compagnia ferroviaria della Repubblica dell’Iraq e la controparte iraniana hanno firmato un memorandum d’intesa per completare il collegamento ferroviario tra la città di frontiera di Shalamcheh e Bassora, nel sud-est dell’Iraq.

Dopo lunghi anni di stallo, all’inizio del mese il governo di Baghdad ha destinato un budget di 120 milioni di dollari per la costruzione dei 32 chilometri di binari che separano le due città. Il collegamento ferroviario rispetterà i tempi e il percorso stabiliti dal memorandum, che prevede inoltre operazioni di sminamento e la costruzione di infrastrutture ferroviarie tra la frontiera iraniana e lo Shatt al-Arab, la via navigabile in cui confluiscono Tigri ed Eufrate 150 chilometri prima di sfociare nelle acque del Golfo. In base al documento, i due Paesi si coordineranno negli studi per costruire un ponte sopra lo Shatt al-Arab (Arvand per i persiani) su cui la ferrovia passerà.

Bassora, Iraq, 15 luglio 2020. Visuale dall’alto di una zona portuale nell’area di Bassora, nel sud dell’Iraq. Foto: EPA/AHMAD AL-RUBAYE / POOL.

Lo sblocco del progetto potrebbe rispondere alla necessità dell’Iraq di ripagare i miliardi di dollari di debito che ha con l’Iran per le forniture energetiche. Nonostante in questi anni, a causa della pressione esercitata da Washington, Baghdad abbia cercato di limitare la dipendenza dalle importazioni iraniane cooperando con compagnie occidentali, l’Iraq importa ancora gran parte del suo gas naturale e dell’elettricità dall’Iran.

Fino alla Siria

Il 3 maggio il presidente iraniano Ebrahim Raisi e il corrispettivo siriano Bashar al-Assad hanno siglato diversi accordi bilaterali di cooperazione strategica di lungo periodo su temi come petrolio, aviazione, agricoltura e reti ferroviarie, inclusa la linea Iran-Iraq-Siria.

Commentando gli accordi, le fonti ufficiali iraniane hanno affermato che la linea ferroviaria contribuirebbe significativamente alle iniziative di ricostruzione per la Siria, rafforzando il settore dei trasporti e facilitando il turismo religioso tra i tre Paesi. L’Iran si è proposto di sostenere i costi del progetto in Siria oltre che nel proprio territorio, mentre l’Iraq contribuirebbe autonomamente fino al confine siriano.

29 aprile 2018, Damasco, Siria. Una stazione ferroviaria danneggiata negli scontri con i miliziani dello Stato Islamico nel quartiere al-Qadam. Foto: EPA/YOUSSEF BADAWI.

Secondo il ministro siriano dei trasporti Zouhair Khazim, il progetto proposto da Teheran rappresenta uno dei più importanti strumenti per rafforzare la sinergia tra Iran e Siria. “Connettere le ferrovie siriane con quelle iraniane ed irachene espanderebbe la cooperazione nel campo del commercio e dei trasporti” ha affermato, aggiungendo che la Siria è pronta a stabilire una compagnia di trasporti congiunta con l’Iran.

Implicazioni economiche

Collegando direttamente i principali fulcri della Mezzaluna Sciita, la linea Iran-Iraq-Siria contribuirebbe alla promozione del turismo religioso tra i tre Paesi che ospitano importanti templi sciiti. Basti pensare che a settembre 2022, più di 21 milioni di persone da tutto il mondo – inclusi 3 milioni di iraniani – hanno visitato l’Iraq per l’annuale pellegrinaggio di Arbaeen nella città santa di Karbala. Numeri del genere sono destinati a salire significativamente con un collegamento ferroviario.

Il progetto ferroviario iraniano rappresenta poi un’importante opportunità per i progetti intercontinentali cinesi, e infatti la linea proposta da Teheran costituirebbe un fondamentale perno geo-economico nella rete di collegamento terrestre della Belt and Road Initiative di Pechino. Gli iraniani potrebbero quindi diventare facilitatori dei piani cinesi in Medioriente, e un valido sostegno per espandere la propria rete fino al Mediterraneo.

La Cina vede la possibilità di usare le comunicazioni verso occidente dell’Iran come un’opportunità di incrementare la connettività dei rami della Bri; al tempo stesso, la regione riveste interesse strategico per gli sconfinati bisogni energetici cinesi, dal momento che l’Iraq ospita preziosi giacimenti petroliferi (dei quali Pechino già si avvale) e l’Iran dispone di grandi riserve di gas naturale.

Aggirare le sanzioni

Collateralmente al rafforzamento della connettività regionale, il progetto della linea ferroviaria servirebbe come strumento per bypassare le sanzioni occidentali e con esse le pressioni esterne sui tre Paesi, in particolare per Iran e Siria. La linea ferroviaria potrebbe infatti facilitare il processo di fornitura di armi ai movimenti affiliati alle Guardie della rivoluzione islamica iraniane in Iraq e Siria ma anche in Libano (in particolare ad Hezbollah).

Inoltre, fornirebbe all’Iran uno sbocco sul Mar Mediterraneo e uno strumento attraverso cui muovere i propri prodotti sui mercati regionali – che rischierebbero uno shock, essendo inondati di beni la cui diffusione è stata artificialmente limitata. Per aggirare le sanzioni, tuttavia, i certificati di origine dei prodotti iraniani dovrebbero essere alterati, e questo potrebbe a sua volta aprire la strada ad ulteriori sanzioni per istituzioni irachene e siriane, esacerbando in ultima analisi le difficoltà economiche che già pregiudicano la vita della popolazione civile dei due Paesi.

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