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Politica

Un attacco cybernetico a Mosca per evitare la guerra nucleare

Un attacco informatico su vasta scala per “spegnere” il Cremlino e impedire alla Federazione russa di attaccare l’Occidente. In caso di un’esclation che potrebbe portare all’impiego di armi nucleari per ordine del presidente Vladimir Putin, la prima contromossa da attuare,...

Un attacco informatico su vasta scala per “spegnere” il Cremlino e impedire alla Federazione russa di attaccare l’Occidente. In caso di un’esclation che potrebbe portare all’impiego di armi nucleari per ordine del presidente Vladimir Putin, la prima contromossa da attuare, secondo gli inglesi, sarebbe quella di lanciare un cyberattacco che neutralizzi la minaccia: congelando il sistema di comando russo e impedendo di impartire ordini e coordinate per il lancio di missili intercontinentali armati con testate nucleari tattiche. Un atto, questo, che innescherebbe la risposta letale della Nato. 

A rivelarlo è il Sunday Times, che ha riporta come il ministero della Difesa britannico stia studiando le contromosse in caso di un’aggressione russa all’Occidente. Tra gli scenari ipotizzati, l’invasione delle piccole isole dell’Estonia per testare le capacità dell’Alleanza Atlantica, e la strategia da opporvi per non arrivare ad un punto di non ritorno. Le esercitazioni hanno dimostrato come lo scontro raggiungerebbe i massimi livelli di tensione in brevissimo tempo. Putin potrebbe ordinare alle sue truppe di invadere le piccole isole appartenenti all’Estonia, per vedere se il Consiglio di Sicurezza della Nato avrebbe davvero il coraggio di applicare alla lettera l’articolo 5 e difendere l’alleato con “l’impiego della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale”.





“C’è un’ unica strada per evitare l’uso di armi nucleari”, secondo l’intelligence britannica. In un clima di preoccupazione crescente, i vertici della sicurezza ritengono siano state lasciate “troppe poche armi per contrastare un’aggressione del Cremlino”, e la risposta più immediata ad un attacco convenzionale dovrebbe essere di tipo cibernetico.

Dopo una settimana di incontri top secret ad altissimo livello infatti, a Whitehall – sede della ministero della Difesa – i vertici militari hanno concluso che l’arma cibernetica garantirebbe al Regno Unito, e all’Europa, di frenare le aggressioni di Mosca senza dover ricorrere al nucleare.

“La Russia sta cercando di minare la democrazia occidentale”, ha riferito la fonte al Sunday Times. “Non con una guerra convenzionale ma mettendoci alla prova, per esempio invadendo le isole estoni”. Il caso di escalation che potrebbe seguire all’abbattimento di un aereo della Nato, o all’affondamento di un sottomarino russo, il concetto di deterrenza nucleare potrebbe cedere sotto il controllo dei leader mondiali coinvolti in uno scontro di “forza”, e le di armi nucleari tattiche potrebbe tornare un’opzione strategica. Per questo “spegnere la luce” al Cremlino sarebbe la strategia migliore secondo la Gran Bretagna.

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