Dietro lo scandalo che sta travolgendo il presidente americano Donald Trump – tanto da richiedere limpeachment – non ci sarebbero solo informazioni sensibili riguardo la famiglia del suo rivale politico Biden, ma secondo qualcuno anche una sorta di “contropartita” in armi essenziali nel permettere all’Ucraina di difendersi da una  potenziale invasione russa. Si trattarebbe dei missili anticarro Javelin: promessi e concessi da Trump già al predecessore del neoeletto Volodymyr Zelensky. Missili che a lungo il presidente Petro Poroshenko aveva chiesto all’America – in dall’epoca di Obama e Biden – e che l’Ucraina non smette di desiderare.

A Washington i democratici che hanno trovato la loro leader nella speaker della Camera Nancy Pelosi continuano ad incalzare il presidente Trump, accusandolo di aver promesso favoritismi che potrebbero essere collegati anche alla fornitura di armi essenziali per la difesa dell’Ucraina in cambio di informazioni sensibili sul figlio del suo principale rivale politico alle prossime presidenziali, l’ex vicepresidente Joe Biden. La “gola profonda” di Trump sarebbe dovuto essere il neoeletto presiedete ucraino Volodymyr Zelensky; salito al potere in un paese che già possiede i missili tank-killer di produzione statunitense per merito delle pressanti richieste del suo predecessore Poroshenko. Evidentemente l’armamento si è rivelato più risolutivo del previsto, tanto da essere ancora oggetto d’interesse nazionale. Ma in attesa dell’apertura dell’apertura delle indagini che Trump ha definito una “caccia alle streghe”, capiamo di che tipo di arma stiamo parlando, e quale sarebbe il suo impiego nel conflitto che potrebbe interessare l’Ucraina.

Il tank-killer “Javelin”

Il sistema missilistico Javelin e un’arma anticarro semplice e facile da usare, che l’Ucraina ha acquisito dagli Stati Uniti nel maggio del 2018. Il governo Poroshenko, nel pieno delle nuove tensioni con Mosca, ottenne ben 210 missili fire-and-forget Javelin e 37 lanciatori per 47 milioni di dollari. Kiev ha sempre richiesto questo tipo di sistema d’arma poiché questi missili portatili si rivelerebbero estremamente efficaci contro i carri armati russi protagonisti di un’eventuale invasione mossa nella regione orientale dell’Ucraina.

Quale Sistema Avanzato d’Arma Anticarro Medio, un missile Javelin Fgm-148 con esplosivo ad alto potenziale sparato da un lanciatore spalleggiabile è capace di raggiungere il suo obiettivo fino ad una distanza di 4.750 metri – braccandolo e centrandolo attraverso un sistema di guida a infrarossi. Una volta lanciato il missile è spinto da in motore che gli permette di raggiungere velocità fino a 250 km/h in picchiata. Rendendolo capace di penetrare la corazzatura reattiva di un carro armato medio russo T-72 da discreta distanza; poiché non lo colpisce frontalmente, ma dall’alto, dove la corazzatura è meno spessa. Maggiore efficacia avrebbe invece sugli altri veicoli corazzati che i russi impiegarono nella regione del Donbass e in Crimea;: come i veicoli per il trasporto della fanteria Bmp, Bmd o Mtlb. Solo i nuovissimi carri armati T-90 potrebbero resistere agli attacchi condotti con il javelin. Ma tuttavia, se schierati per tempo e i grosso numero, i lanciatori potrebbero infliggere pesanti perdite ai russi in avanzata, fiaccando il loro morale e spingendoli a ritirarsi o almeno riconsiderate ogni tipo di azione.

Ma i Javelin c’entrano davvero?

In seguito alla prima vendita del pacchetto missili / lanciatori Javelin conclusasi nel 2018, altri pacchetti di aiuti militari sono stati accordati e concessi a Kiev per fronteggiare la scabrosa situazione del Donbass e il pericolo russo; ma secondo i funzionari statunitensi impegnati nelle trattative per l’ultimo “pacchetto” di ben 250 milioni di dollari di forniture militari citato nella famosa telefonata di luglio tra Trump e Zelenskiy, non sarebbe nuovamente presente questa tipologia di armamento. Come riportato da Abc News, i funzionari americani hanno confermato che ci sono state trattative di lungo termine da parte l’Ucraina per l’acquisto di un maggior numero di lanciatori e missili javelin, ma nulla sarebbe stato finalizzato. La vera natura della telefonata che si è svolta lo scorso 25 luglio tra i due presidenti non è ancora stata determinata; e nonostante i democratici abbiano comunicato di aver avviato la procedura per impeachment contro Trump; e un velo di mistero sul rapporto che intercorre tra il presiedete americano e il nuovo premier ucraino Zelensky permanga; la certezza che i missili javelin da impiegare “contro i russi” c’entrino davvero qualcosa è ancora distante dall’essere provata. Potrebbe trattarsi soltanto di una grossa montatura per penalizzale il Tycoon alle prossime elezioni presidenziali.