Andy Burnham non esclude il futuro ritorno del Regno Unito nell’Unione Europea e ammette che la Brexit ha causato più problemi che benefici a Londra. Il primo ministro britannico, in carica da poco meno di tre mesi, ha preso questa posizione rilevante in occasione del congresso annuale del Partito Laburista a Liverpool, dove ha ribadito la sua agenda di rafforzamento dell’azione pubblica nei servizi essenziali, di revisione di anni di austerità e di svolta politica anche rispetto al precedente esecutivo di Keir Starmer. Burnham, in particolar modo, ha sottolineato al congresso e ribadito parlando con la Bbc di voler cercare relazioni più strette con l’Unione Europea in futuro, non escludendo perfino che nel prossimo programma elettorale della sinistra britannica un referendum sul ritorno di Londra nell’Ue possa essere messo sul tavolo.
Farage si sgonfia, il leader Labour rilancia
Le elezioni, previste nel 2029, sono ancora lontane ma le parole di Burnham riflettono una svolta politica importante. L’ex sindaco della Greater Manchester ritiene di avere un crescente capitale politico da spendere ora che nei sondaggi Reform Uk e Nigel Farage, colpiti dai cortocircuiti politici e dall’appannamento dell’immagine del principale fautore della Brexit, appaiono in ritirata dopo i boom della prima metà dell’anno. Da quando Burnham ha assunto il timone del governo, il Partito Laburista è salito da un punteggio attorno al 20% di almeno sette-otto punti in tutte le rilevazioni, e un recentissimo sondaggio Survation lo dava al 29% contro il 23% del Reform e il 19% del Partito Conservatore. Il sistema britannico consolida la sua natura tripolare, la pressione di Farage si attenua, aprendo anche alla possibilità di un ritorno dei Tory al ruolo di principale antagonista della sinistra tornata al potere nel 2024 dopo oltre un decennio all’opposizione, e in tal senso Burnham, sfidando i sovranisti nella ricerca di risposte alla crisi della periferia inglese e della parte dimenticata del Regno Unito in nome del quale ha promesso di governare, evolve un’importante scommessa politica.

Le due sfide di Burnham tra Farage e l’Ue
Da un lato, essa si fonda sulla volontà di provare a operare un tentativo di ricucitura tra lo Stato britannico e le sue componenti più fragili, in un Paese che in questi anni ha conosciuto un aumento delle fratture interne e che continua a subire l’onda lunga della de-industrializzazione e delle spinte centrifughe manifeste, di recente, nel patto tra Scozia, Irlanda del Nord e Galles per aprire la strada alla richiesta di maggiore autonomia oggi e non chiudere a referendum indipendentisti domani. In tal senso Burnham sa che deve muoversi con molti vincoli, dettati innanzitutto dal ridotto spazio di manovra fiscale in un Paese crescentemente indebitato e il cui decennale paga ormai oltre il 5% di rendimento, dalla necessità di far quadrare i conti che ha ribadito come prioritaria nel suo intervento al Congresso contraddistinto da uno schietto realismo e dalla prudenza che serve per governare un contesto politico diviso e polarizzato.
Dall’altro, l’idea di sostenere rapporti più stretti con l’Unione Europea non si inserisce come semplice tema a sé stante ma è inserito dal primo ministro in un più ampio disegno strutturale. In un discorso, nota il Guardian, “costellato di riferimenti alle aspirazioni della classe operaia, alla mobilità sociale del dopoguerra e ai luoghi abbandonati da Westminster”, Burnham ha inserito la Brexit nel paradigma neoliberista in cui, ha sottolineato, Londra avrebbe ceduto spazio d’azione. Per il Guardian il capo del governo “ha abilmente riformulato lo slogan Take Back Control in chiave laburista”, sottolineando che “la privatizzazione avesse eliminato il controllo economico, l’indebolimento degli enti locali avesse eliminato il controllo politico e la Brexit avesse ridotto il controllo sull’immigrazione”. Fatto, quest’ultimo, di cui si discuteva già poco dopo la formalizzazione della Brexit nel 2021 e che oggi appare un potenziale volano sulle aspettative future dei Brexiters di ieri divenuti duri critici degli indubbi problemi securitari del Paese e delle questioni connesse agli ingressi illegali. Farage in testa
Il nodo Brexit, del resto, resta gordiano. E ormai appare chiaro un dato di fatto: quanto promesso da Boris Johnson, da Nigel Farage e dai Brexiters più netti, che prospettavano una nuova fase di sviluppo e di slancio del Paese di Sua Maestà con la Brexit, non si è materializzato. L’Unione Europea ha sicuramente grandi difficoltà, Londra non ne ha di meno a seguito di un processo da cui tutti sono risultati danneggiati, su ambo le sponde della Manica. Ma il Regno Unito ha probabilmente ben più manifesti gli effetti dello strappo.
Le conseguenze della Bredxit sull’economia di Londra
Una ricerca dello Stanford Institue for Economic Policy Research (Siepr) ha stimato una perdita di Pil del 6-8% e dell’occupazione del 3-4% a causa degli effetti di lungo termine della Brexit, avviata dal referendum di giugno 2026 che vide il Leave prevalere sul Remain. L’Office for Budget Responsibility, agenzia indipendente che analizza le dinamiche di finanza pubblica del governo britannico ha indicato che in prospettiva il Regno Unito conosce un livello di esportazioni e importazioni del 15% inferiore sul lungo periodo rispetto all’ipotesi che l’avrebbe visto rimanere nell’Unione Europea. Tutto questo nonostante un dinamismo indubbio del Regno Unito nella politica commerciale post-Brexit.
Mentre l’Ue ha concluso la partnership col Mercosur e sta negoziandone di nuove con India e Australia, Londra si è unita nel 2024 alla Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership che comprende tra gli altri Messico, Giappone, Canada, Australia e Nuova Zelanda e nel 2025 ha concluso una sua personale partnership con Nuova Delhi. Resta tutta da valutare, del resto, quanto in prospettiva la capacità del Regno Unito di estrarre valore da tali accordi sarà maggiore rispetto a quanto sarebbe accaduto rimanendo nell’Ue, che nei confronti del Paese di Sua Maestà vanta un maggior potere negoziale e una base industriale residua più sistemica.
La Brexit non ha sfasciato il Regno Unito, ma sicuramente lo strappo non ha prodotto gli effetti sperati dai suoi fautori. Burnham lo dice, pur non specificando come il suo maggior riavvicinamento all’Ue potrebbe prender forma. Un referendum è rimandato a un futuro che, per i tempi della politica britannica, appare remoto. ” L’obiettivo di Burnham, oggi, sembra quindi quello di ripristinare una stabilità di governo, possibilmente definendo meglio i rapporti con Bruxelles con un esecutivo più rappresentativo degli interessi di cittadini che hanno visto una parziale erosione del potere d’acquisto, nonché il non mantenimento di alcune promesse per il post-Brexit”, nota l’Ispi.
Ue-Uk, dialogo possibile. E Burnham guarda a Carney
Un rafforzamento dei rapporti bilaterali tramite un’area più integrata di libero scambio, il consolidamento delle sinergie già in via di definizione col ritorno di Londra in programmi quali Horizon Eu e Copernicus, la presenza di un terreno comune di cooperazione con i Paesi Ue in materia di difesa e sicurezza nel contesto Nato sono tutti campi ove tra Londra e Bruxelles si può rafforzare il dialogo.
Del resto, esistono altre formule di associazioni intermedie (il Guardian le ha elencate con dettaglio) ma il vero nodo sarà capire la profondità dei futuri rapporti politici tra le due sponde della Manica. E mentre da Parigi e Madrid Pedro Sanchez e Emmanuel Macron salutano l’ipotesi di un ritorno britannico nell’Ue come positivo, il prossimo vertice Ue-Uk, che il Financial Times ricorda essere previsto per novembre, dovrà capire su che basi Londra e Bruxelles potranno trovare un accordo politico sui rapporti futuri. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha indicato il Regno Unito come possibile partner di un futuro “Consiglio di Sicurezza Europeo” al recente Discorso sullo Stato dell’Unione ove l’ospite d’onore era Mark Carney, premier di un Canada che ha perorato l’alleanza delle “medie potenze” e potrebbe essere il primo “membro associato” dell’Ue in futuro.
Londra e Ottawa hanno rafforzato il dialogo a margine di quell’occasione, con Burnham e Carney che hanno avuto un confronto proprio a Liverpool, dove si sarebbe svolta la convention laburista, assistendo peraltro assieme a una partita dell’Everton, squadra di calcio di cui sono entrambi sostenitori. Nel quadro di un programma politico rafforzato Burnham mira a consolidare l’unità del Paese, sfidata da nazionalismi e spinte centrifughe, far ripartire l’economia incerta del Regno Unito e ricucire le fragilità delle periferie sul fronte interno; in Europa, mira a un rapporto franco con Bruxelles consolidando un partneariato espandibile ad altre democrazie in un quadro incerto per tutto l’Occidente. Per l’ex sindaco della Greater Manchester tutto si tiene. Passare dalla potenza all’atto sarà estremamente complesso e difficile. Un’agenda c’è, e sfida sul suo terreno il nazional-conservatorismo di Farage. Dal suo sviluppo dipenderà molto del futuro del Partito Laburista, del Regno Unito stesso e dell’Europa che verrà.
Fonti
- https://www.bbc.com/news/articles/cmlyewr0lnj3o
- https://cdn.survation.com/wp-content/uploads/2026/09/30073002/Mandate_Burnham_Speech_2026-09-29_Tables.xlsx
- https://siepr.stanford.edu/publications/working-paper/economic-impact-brexit
- https://www.theguardian.com/commentisfree/2026/sep/29/the-guardian-view-on-andy-burnham-grounds-to-hope-for-a-better-britain
- https://www.ft.com/content/ef10b301-6264-4ac8-8d23-bd3dddf9b8a2?syn-25a6b1a6=1
- https://www.politico.eu/article/macron-and-sanchez-say-uk-would-be-welcome-back-in-eu/
- https://www.theguardian.com/politics/2026/sep/30/andy-burnham-review-uk-relationship-with-eu-options
- https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/brexit-o-britin-burnham-non-esclude-il-rientro-in-ue-246581
- https://obr.uk/forecasts-in-depth/the-economy-forecast/brexit-analysis/#assumptions
- https://www.cesaer.org/news/the-uk-returns-to-horizon-europe-and-copernicus-1542/
- https://www.pubaffairsbruxelles.eu/opinion-analysis/von-der-leyen-proposes-european-security-council-in-2026-state-of-the-union-address/
- https://www.espn.co.uk/football/story/_/id/49962983/andy-burnham-watches-everton-canadian-pm-mark-carney
- https://www.reuters.com/world/uk/burnham-offers-britain-an-honest-conversation-tackling-problems-2026-09-28/
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