Skip to content
Politica

Uk, schiaffo a Starmer: Farage strappa un seggio e prenota la guida dell’opposizione

Farage, schiaffo a Starmer: strappa un seggio per sei voti e prenota la guida dell'opposizione per il Reform Uk.

Sei voti per creare un vero e proprio shock politico: Reform Uk, il partito guidato dal tribuno conservatore e nazional-populista Nigel Farage, ha conquistato un nuovo seggio nel Parlamento di Londra in una notte elettorale caratterizzata da diverse elezioni suppletive e dal voto in molti consigli locali.

La vittoria del Reform in una suppletiva strategica

Sarah Pochin, candidata del Reform, ha vinto col 38,72% il seggio di Runcorn, cittadina industriale situata nell’Inghilterra nord-occidentale che solo alle elezioni del 2024 vinte da Keir Starmer ha avuto per la prima volta nella storia un proprio collegio elettorale. Karen Shore, candidata del Partito Laburista, ha conquistato il 38,70%, ovvero sei voti in meno della sfidante.

Il seggio è andato agli eredi dello United Kingdom Independence Party e del Brexit Party, fautori della campagna per l’uscita di Londra dall’Unione Europea sulla base di una piattaforma politica poi evoluta da Farage verso le nuove sfide del presente.

Si tratta di un ribaltone rispetto a luglio del 2024: allora, il laburista Mike Amesbury conquistò poco meno del 53% dei voti, mentre il Reform si fermò al 18%, poco sopra i Conservatori (16%) usciti dimezzati nella suppletiva. Amesbury era stato espulso dal Labour e poi costretto a dimettersi da Westminster quando erano emerse immagini che lo riprendevano intento a una rissa con un altro uomo, da lui colpito e atterrato con un pugno. Ne sono emerse le elezioni suppletive col margine più stretto della storia britannica post-Seconda guerra mondiale e una potenziale svolta politica.

Esultando per la rimonta che ha portato al suo partito in dote il seggio, il quinto per i nazional-conservatori, Farage ha dichiarato che “ora siamo alla guida dell’opposizione” e lanciato un guanto di sfida al Partito Conservatore, sostenendo che se gli elettori lo preferiranno a Reform Uk allora “otterranno solo un governo laburista”. Il politologo John Curtice ha dichiarato alla Bbc che “si è trattato di un momento potenzialmente di svolta per le ambizioni del partito” di Farage e “sarà davvero difficile per i Laburisti ammettere che questa non è una grave sconfitta”.

La sfida di Farage che vola nei sondaggi

Un portavoce della sinistra britannica ha dichiarato che la sconfitta mostra come gli elettori “si aspettano chiaramente che il governo agisca più rapidamente con il Piano per il Cambiamento” e ha rivendicato i “segnali incoraggianti” da non dimenticare: “liste d’attesa del Servizio Sanitario Nazionale, inflazione e tassi di interesse in calo, mentre gli stipendi aumentano. Ma andremo oltre e più velocemente per realizzare il cambiamento, concentrandoci incessantemente sul rimettere denaro nelle tasche delle persone”. La sfida del Reform, in quest’ottica, è pivotale.

Dall’ambiente alla spesa pubblica, dall’immigrazione alle tasse negli ultimi mesi Farage e i suoi sono andati all’attacco del governo Starmer su ogni fronte. Peraltro, Farage ha gioco facile a indicare come bersaglio anche i Tory, usciti da quattordici anni consecutivi di governo prima della sconfitta elettorale del luglio scorso.

Da circa un mese i sondaggi consolidano una serie di risultati potenziali in caso di ritorno al voto che mostrano come dal bipolarismo si possa passare, nel Regno Unito, a un inedito tripolarismo, con il Reform che è dato addirittura primo partito, tra il 25 e il 28%, in molte rilevazioni, davanti ai Laburisti (23-26%) in diversi casi e stabilmente sopra ai Conservatori (20-23%). Ogni possibile nuova elezione sarà ancora molto lontana. Ma il dato è senza precedente. E non mancherà di influenzare le dinamiche politiche a Westminster e a Downing Street.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.