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Politica

Uk, 4 mila pensionati moriranno di freddo? Starmer e i tagli ai sussidi per il riscaldamento

I laburisti si ritrovano a implementare una misura che potrebbe causare la morte di tanti anziani, come previsto da un loro studio nel 2017.
Keir Starmer (Getty)

Nel Regno Unito, 4 mila anziani potrebbero morire a causa delle basse temperature del rigido inverno d’oltremanica dopo che il Governo di Keir Starmer e la maggioranza laburista a Westminster hanno approvato il taglio dei sussidi per il riscaldamento di cui beneficiano circa 10 milioni di pensionati che vivono in condizioni di indigenza. Il motivo? Qualche giorno dopo l’insediamento a Downing Street, Starmer ha annunciato di aver trovato un buco di 22 miliardi nel bilancio dello Stato, lasciatogli in eredità dai conservatori. Tale situazione, ha spiegato Starmer ai britannici durante l’estate, ha reso necessario un piano di tagli alla spesa pubblica tra cui quello dei fondi per il combustibile nei mesi invernali. Peccato che, secondo uno studio del 2017, quel taglio potrebbe avere, sulla fascia d’età dai 70 anni in avanti, le conseguenze nefaste di cui dicevamo all’inizio. E sapete chi aveva firmato il suddetto studio? I laburisti e lo stesso Starmer.

Nel 2017 i progressisti si trovavano all’opposizione e lo scettro dell’esecutivo era nelle mani dei conservatori capitanati da Theresa May, all’epoca alle prese con lo spinoso dossier della Brexit. Keir Starmer era ministro nel gabinetto ombra di Jeremy Corbyn – leader del Labour dal 2015 al 2020 – e insieme a tanti suoi colleghi gridava all’orrore qualora i tories avessero ventilato l’ipotesi di una decurtazione degli aiuti pubblici per il riscaldamento introdotti a fine anni Novanta sotto l’egida del governo laburista di Tony Blair.

Sempre nel 2017, si tennero le elezioni in Gran Bretagna dopo lo scioglimento anticipato del Parlamento da parte della premier May, che cercava una maggioranza più ampia ai fini di realizzare la Brexit. In occasione della campagna elettorale i laburisti commissionarono uno studio volto a certificare la bontà della loro misura. Queste sono le parole messe nero su bianco: “Dall’introduzione del pagamento del combustibile invernale da parte del Partito Laburista nel 1997, tenendo conto delle significative variazioni delle condizioni meteorologiche invernali, i decessi tra gli anziani sono scesi da circa 34 mila a 24 mila. Metà della diminuzione di quasi 10 mila unità dei cosiddetti ‘eccessivi decessi invernali’ tra il 2000 e il 2012 è stata dovuta all’introduzione dell’indennità per il combustibile invernale”. Ironia della sorte, oggi come oggi, sono proprio i laburisti a smentirsi e a compiere ciò che imputavano ai loro avversari che, non a caso, hanno colto l’occasione per esacerbare le contraddizioni nel Labour presentando una mozione per bloccare il taglio senza che, però, avesse successo. 

Starmer, a poche ore dall’esito del voto, ha tenuto un discorso al Trade Unions Congress (il congresso dei sindacati) in cui ha difeso la politica dei tagli e ha invitato a diffidare “dell’inganno delle risposte facili”, dato che già da tempo va sostenendo che per risanare le finanze pubbliche il governo sarà costretto ad assumere delle decisioni impopolari. Il primo ministro, nelle dichiarazioni post voto, ha fatto percepire un vigore ritrovato dopo che soltanto 54 (53 astenuti e 1 contrario) parlamentari laburisti non avevano dato il loro beneplacito al taglio al finanziamento del riscaldamento, quando alla vigilia si temeva che potessero essere molti di più, soprattutto a votare contro. L’unico esponente progressista a essersi espresso nello stesso modo dei conservatori è Jon Trickett, veterano dell’ala socialista del partito, che ha affermato di aver lavorato nelle retrovie per imprimere un cambio di rotta ma senza riuscirci, dal momento che molti deputati temevano la sospensione dal gruppo come era già successo a sette dei loro colleghi in una votazione precedente. Come riporta The Indipendent, Trickett ha dichiarato: “Non potevo in buona coscienza votare per rendere i miei elettori più poveri. Dormirò sonni tranquilli sapendo di aver votato per difendere i miei elettori” . 

Keir Starmer, indubbiamente, ha saputo muoversi con destrezza e determinazione lungo il percorso che ha segnato lo scenario di una prima possibile crisi da quando risiede al civico 10 di Downing Street, ma altri provvedimenti “lacrime e sangue”, che lui stesso ha già annunciato, dovranno passare dalle forche caudine delle aule di Westminster. Soltanto nei prossimi mesi, quindi, si capirà la solidità della sua maggioranza.  

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