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La Corte Costituzionale sta vagliando in Uganda un ricorso dell’opposizione che vorrebbe annullare un emendamento costituzionale che rimuove i limiti di età per l’elezione a presidente. I parlamentari lo scorso anno hanno votato in modo schiacciante per eliminare il limite di età di 75 anni. Ciò significa che il presidente Yoweri Museveni, 73enne, al potere da più di 30 anni, potrebbe chiedere la sua rielezione nel 2021. L’emendamento è stato approvato dal parlamento che è  dominato dai deputati del partito di governo il 20 dicembre e Museveni lo ha firmato come legge il 27 dicembre.

La tanto attesa udienza si svolge nella città di Mbale ed è la prima volta che una petizione costituzionale viene ascoltata al di fuori della capitale Kampala. L’opposizione ha infatti criticato questo cambiamento ritenendo che si trattava di un tentativo di minimizzare l’importanza del caso e per evitare di attirare troppa attenzione pubblica.

I firmatari della petizione includono i deputati dell’opposizione, l’Uganda Law Society e alcuni gruppi della società civile. Sostengono che il parlamento non abbia seguito le procedure adeguate al momento dell’adozione. Affermano che l’emendamento non sia valido perché è stato approvato durante sessioni parlamentari in cui si sono verificate risse e agenti di sicurezza in borghese hanno aggredito e trascinato i parlamentari fuori della camera.

Secondo l’opposizione Museveni mira ad essere presidente a vita e l’emendamento viola un principio democratico fondamentale cioè che il potere appartiene al popolo. Museveni con la sua rielezione nel 2016 è al suo quinto mandato. Le ultime votazioni ero state segnate da accuse di brogli. Ma già nel 2005 era stato annullato il limite dei due termini per l’elezione a presidente per consentirgli di tornare in carica e candidarsi per un terzo, quarto e quinto mandato. Tutte le elezioni erano state duramente criticate come ingiuste.