Angela Merkel credeva di aver completato l’intricato puzzle delle nomine Ue cedendo al Partito socialista europeo la Presidenza della Commissione Ue, supportando la nomina dell’olandese Frans Timmermans, e dirottando alla presidenza dell’Europarlamento il compagno di partito Manfred Weber. La Cancelliera, tuttavia, non ha fatto i conti con l’opposizione interna del Partito popolare europeo e la contrarietà di 11 Capi di Stato tra i quali Bulgaria, Romania, Croazia e Irlanda, i quattro Paesi di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia) e l’Italia, che hanno frenato sulla nomina dell’esponente socialista al posto di Jean-Claude Juncker.

Lo “schema Osaka”, supportato da Merkel, è saltato. L’accordo siglato a margine del G20 di Osaka fra Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi, sponsorizzato da Angela Merkel, prevede Timmermans alla Commissione, il belga Charles Michel al Consiglio europeo, il tedesco Manfred Weber presidente dell’Europarlamento e un francese alla guida della Bce. Uno schema che ha fatto infuriare numerosi esponenti del Partito popolare e che ha prodotto la cosiddetta “fumata nera”. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha sospeso la riunione ed ha convocato un nuovo incontro per domani alle 11.

Timmermans, è fumata nera sull’uomo di Soros

Come riporta l’Ansa, sarebbero undici i Paesi che nei colloqui della scorsa notte con Donald Tusk hanno espresso contrarietà alla nomina di Frans Timmermans alla Commissione Ue. “Il pacchetto precostituito di Osaka mi ha lasciato molto perplesso insieme a dieci-undici paesi. Abbiamo opposto un’obiezione” ha affermato il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte lasciando il Consiglio europeo. “L’Italia non è contro la persona di Timmermans. Personalmente credo che sia una persona di valore, di grande esperienza, nulla contro Timmermans, ma se mi viene proposto questo metodo sono costretto a formulare delle obiezioni”, ha detto. “Stanno circolando dei nomi, ma non fatemeli fare perché siamo in una situazione molto fluida”, ha specificato.

Se l’Italia con il premier Conte ha espresso molti dubbi sul metodo utilizzato da Angela Merkel e dall’establishment di Bruxelles, i Paesi di Visegrád sono stati ancora più duri: Zoltan Kovacs, portavoce del governo ungherese, ha dichiarato che “i V4 non possono sostenere né Manfred Weber né Frans Timmermans”, definendo l’olandese l’ uomo messo in una posizione chiave dal finanziere George Soros per “dirigere le politiche pro-immigrazione e le politiche finanziarie ed economiche secondo i suoi interessi”. Il requisito per ottenere l’investitura di presidente della Commissione prevede l’appoggio di almeno 21 Stati su 28, in rappresentanza del 65% della popolazione. Una maggioranza qualificata su cui puntava la Merkel che al momento non c’è.

Perché Merkel puntava su Timmermans

La cancelliera tedesca, tuttavia, spera ancora in un compromesso sulle nomine dei posti chiavi alle istituzioni europee, dopo la sospensione del vertice e il suo aggiornamento a domani. Le discussioni, ha affermato la Cancelliera, sono “complicate”, ma “spero che con la buona volontà si possa trovare un compromesso”. Arrivando al Consiglio straordinario a Bruxelles, Merkel aveva dichiarato di non aspettarsi “discussioni facili” sulla nomina del Presidente della Commissione Ue. 

Il quotidiano inglese Express parla di una vera e propria “umiliazione” per Angela Merkel ed Emmanuel Macron e di un piano che ha portato l’Ue “nel caos”. Secondo Politico, che cita alcuni diplomatici del Partito popolare, “lo schema Osaka” che dovrebbe condurre l’olandese Timmermans alla Presidenza della Commissione Ue e il tedesco Weber a quella dell’Europarlamento, sarebbe stato pensato “per beneficiare la Germania e, in particolare, Angela Merkel, nelle sue relazioni con il socio di governo di coalizione, il Partito socialdemocratico” tedesco.

Ma il piano di Angela, per ora, è un flop. “Non c’è sostegno da parte dei leader del Ppe e della presidenza del partito per il pacchetto proposto”, ha commentato ieri il Primo ministro croato Plenković, aggiungendo che il partito supporta Weber. “Socialisti e liberali stanno cercando di squalificare Weber senza argomenti credibili”, ha aggiunto. “I negoziati saranno lunghi ed esaustivi”. Come ricorda Ivo Caizzi sul Corriere della Sera, il Ppe ha avuto più seggi e, quindi, Weber sarebbe dovuto prevalere sull’olandese. Ma, per la prima volta popolari e socialisti hanno bisogno del liberali e forse anche dei verdi per fare maggioranza. E, a quattro, Weber è risultato minoritario.