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Francia e Unione europea reagiscono in maniera molto gelida alle parole di Annegret Kramp-Karrenbauer,che ha risposto all’appello del presidente francese Emmanuel Macron. Le reazioni francese, dell’Unione europea, e interne alla stessa Germania sono state molto più fredde di quanto ci potesse attendere. Segno che la nuova rotta intrapresa dalla Cdu dopo il mandato di Angela Merkel non appare perfettamente in linea con quanto richiesto da Bruxelles e proposto da Parigi.

La Commissione ha detto di non avere “nessun commento specifico da fare in relazione alle proposte dei capi di partito”. Queste le parole molto fredde che ha riferito il portavoce di Jean-Claude Juncker a Bruxelles. Il funzionario ha poi aggiunto che il presidente della Commissione “conosce da 20 anni Kramp-Karrenbauer, una convinta europeista che parla un’ottimo francese e conosce bene l’importanza delle relazioni franco-tedesche”. Una frase che sembra quasi voler ricordare l’assoluta centralità dell’asse franco-tedesco per ciò che concerne la stessa esistenza dell’Unione europea.

L’europarlamentare socialdemocratico Udo Bullmann, in quota Spd, ha invece criticato aspramente il piano di Akk, affermando che “sulla dimensione sociale dell’Europa non le viene in mente niente”, e che sull’Ue avrebbe rispolverato “idee vecchissime”. Il politico tedesco si è poi lanciato in un’esortazione nei confronti della leader cristiano-democratica: “La Cdu non creda di aver dato con questo posizionamento esilissimo una risposta ufficiale alle proposte di riforma di Macron”. “Ma quel che continua a mancare è un ruolo attivo della cancelliera Angela Merkel nella politica europea” ha concluso Bullmann. Parole che appaiono decisamente gravi nei confronti della Cancelliera. Perché dire che la Merkel non abbia un ruolo attivo nella politica continentale appare quantomeno dubbio.

Da parte francese, invece, la reazione è stata molto più piccata. “Prendiamo atto del fatto che sull’Europa vi sono divergenze di vedute” con Kramp-Karrenbauer ha detto il portavoce del governo francese Benjamin Griveaux a Parigi, dopo una riunione del consiglio dei ministri cui ha partecipato anche Macron.

Griveaux ha citato “tre punti” sui cui lo scontro fra Berlino e Parigi appare più netto. Il primo riguarda il no della leader della Cdu all’ipotesi del salario minimo europeo, Un’idea proposta da Macron nel suo appello pubblicato sui principali giornali dei 28 Paesi dell’Unione europea. Gli altri punti di netta divergenza fra Akk e Macron riguardano la possibilità di eliminare la sede di Strasburgo dell’Europarlamento (ipotesi paventata anche dal Movimento 5 Stelle) e quella di un seggio comune per l’Unione europea nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. “Non è il progetto che sosteniamo noi” ha voluto concludere il portavoce. Dicendo che quella idee sono molto più vicini ai Repubblicani.

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