Ucraina vieta ingresso a Gorbaciov

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI

Avevano destato grande scalpore le parole pronunciate dall’ultimo presidente dell’Unione sovietica, Mikhail Gorbaciov, lo scorso 22 maggio al Sunday Times. Nell’intervista rilasciata al quotidiano britannico, Gorbaciov dichiarava di sostenere la decisione presa dal presidente russo, Vladimir Putin, di indire un referendum in Crimea: “Io sono sempre per la libera volontà del popolo e in Crimea la maggioranza ha cercato la riunificazione con la Russia”. Il premio Nobel per la pace ha anche affermato che, se fosse stato al posto di Putin, avrebbe fatto esattamente la stessa cosa. A suo parere, sarebbe stato possibile rifiutare l’unione alla penisola “solo se ci fosse stata ancora l’Unione sovietica e la Crimea avesse fatto parte di parte di essa”.A quattro giorni di distanza, arriva la risposta di Kiev: con un tweet il servizio di sicurezza ucraino (SBU) ha annunciato che, per cinque anni, Gorbaciov non potrà entrare in Ucraina. La notizia è stata confermata anche da Interfax (“Ukrainian Security Service confirms imposing 5-year entry ban on Gorbachev”).Stupisce ancora una volta la miopia di Kiev. Proprio in questi giorni, infatti, è stata diffusa una lista di proscrizione in cui figuravano i nomi e contatti di reporter provenienti da tutto il mondo e accusati di essere dei fiancheggiatori dei “terroristi” – parole loro – della Repubblica Popolare di Donetsk. Nessuno in Ucraina ha preso posizione contro questa lista. Anzi…Per approfondire: Ucraina, parlano i “giornalisti terroristi”Il Comitato per la protezione dei giornalisti, ha scritto a Petro Poroshenko per chiedergli di prendere le distanze da questa lista, ma nessuno ha risposto. Così come nessuno, in Ucraina, ha risposto al Segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, il quale aveva affermato che la pubblicazione della lista “mette a rischio la sicurezza personale dei giornalisti che ne fanno parte, alcuni dei quali hanno già ricevuto minacce”.  Jagland ha poi proseguito dicendo: “È particolarmente preoccupante che l’azione abbia ricevuto il favore di alcuni politici, inclusi membri del parlamento”. Tra questi anche il parlamentare ucraino Anton Gerachenko, che ha pubblicato la lista sulla propria pagina Facebook.Viene quindi da chiedersi dove voglia andare l’Ucraina. Perché chiedere a gran voce maggiori libertà se poi si mettono al bando politici e giornalisti?