La geopolitica della corsa allo spazio
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Ucraina, il 31 marzo si vota. Come riporta Al Jazeera, sono circa 35 milioni le persone che voteranno alle elezioni presidenziali di domenica, le prime consultazioni dopo la svolta “filo-occidentale” del 2014 a seguito del golpe contro l’allora presidente Viktor Yanukovych.

Secondo un recente sondaggio reso noto dalla Reuters, l’attore comico Volodymyr Zelensky sarebbe in testa con il 24,6% dei voti, seguito dal presidente uscente Petro Poroshenko al 14,8% e da Yulia Tymoshenko terza all’8,7%. Complessivamente, sono ben trentanove i candidati che si sono registrati per partecipare alle elezioni. Se nessun candidato otterrà il 50% dei voti, i primi due si sfideranno al ballottaggio del prossimo 21 aprile.

La sorpresa Zelensky

In un paese dilaniato dalla corruzione e dalla guerra nel Donbass , scrive Al Jazeera, la maggioranza degli ucraini sembra essere stanca dei politici tradizionali e ha spinto il comico 41enne Zelensky in cima ai sondaggi. Nuovo arrivato nell’establishment politico in Ucraina, la sola esperienza politica di Zelensky – se così si può chiamare – è quella di aver interpretato la parte del presidente ucraino nel popolare programma televisivo “Servant of the People”, che ha ottenuto una popolarità internazionale inaspettata ed è stato acquistato da Netflix.

Lo status “outsider” di Zelensky, unito a una posizione anti-élite e a una strategia efficace sui social media, lo hanno aiutato ad attirare gli elettori (in particolare i giovani) che sono scontenti e delusi del governo del Presidente Poroshenko. Al fine di colmare la sua totale inesperienza, il giovane comico ha reclutato l’ex ministro delle finanze Oleksandr Danylyuk e l’ex ministro dell’Economia Aivaras Abromavicius come suoi consiglieri, entrambi ex membri del governo guidato dal Primo ministro Volodymyr Borysovych Groysman. Entrambi sono noti per essere riformisti e filo-occidentali.

Zelensky è accusato di essere il “burattino” del controverso oligarca Ihor Kolomoisky, seconda persona più ricca dell’Ucraina, che possiede il canale televisivo in cui sono comparse le commedie del giovane candidato alla presidenza (realizzate dalla società di produzione di Zelensky, la Kvartal-95 Studio).

Ucraina, un Paese in grande crisi

La svolta “filo-occidentale” e “filo-europeista” di EuroMaidan non ha dato i frutti sperati. Come spiega la Cnbc, chiunque diventerà presidente dovrà fare i conti con una situazione economica molto complessa e difficile. Nel dicembre 2018, il Fmi ha approvato un ulteriore prestito di 3,9 miliardi di dollari per l’Ucraina al fine di stabilizzare l’economia. Il Fondo ha quindi avvertito Kiev che sono necessari ulteriori progressi “nelle riforme sull’anticorruzione e nelle privatizzazioni per attirare gli investimenti e migliorare il clima degli affari”.

A gennaio, il rapporto nazionale del Fondo sull’Ucraina ha dichiarato che “gli sforzi per creare un’economia più dinamica, aperta e competitiva non sono all’altezza delle aspettative e l’economia deve ancora affrontare sfide importanti”. Nell’ultimo rapporto sulle prospettive economiche mondiali di ottobre, il Fmi ha previsto che l’economia ucraina crescerà del 2,7% nel 2019, in calo rispetto a una precedente previsione del 3,3%.

Nato, Unione Europea e Russia

Zelensky ha espresso il sostegno all’integrazione del Paese sia nell’Ue che nella Nato come obiettivi a lungo termine. Anche la sfidante Yulia Tymoshenko, 58 anni, finita in carcere nel 2011 e scarcerata nel 2014 , ha tutta l’intenzione di proseguire la politica aggressiva dell’attuale presidente Petro Poroshenko contro la Federazione Russa, promettendo di riportare sotto il controllo di Kiev sia la Crimea, sia i territori del Donbass occupati dai separatisti filorussi.

Tra i punti cardine del suo programma di governo c’è l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione europea e l’ingresso del Paese nella Nato. In un video-messaggio proiettato al congresso del partito, Anders Fogh Rasmussen, ex Segretario generale dell’Alleanza Atlantica, ha espresso il suo sostegno per la candidatura della “pasionaria” leader della rivoluzione arancione del 2004, che ha ricevuto l’endorsement anche del presidente del partito popolare europeo, Joseph Daul.

Non è da meno Petro Poroshenko, che nei giorni scorsi ha espresso il desiderio di Kiev di aderire all’Alleanza Atlantica. Poroshenko ha detto che l’ingresso dell’Ucraina nella Nato aumenterebbe anche la sicurezza nel Paese. Il Presidente russo Vladimir Putin ha avverto la Nato di non coltivare legami stretti con l’Ucraina e che una politica di inclusione sarebbe del tutto “irresponsabile”.

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