A seguito delle sanzioni che il Congresso di Washington ha emesso contro 24 russi, tra oligarchi e funzionari di Stato, e 12 imprese russe, il 16 aprile la Duma di Stato della Federazione russa ha iniziato la discussione di un progetto di legge che vada a modificare un provvedimento già esistente, che prevede l’emissione di nuove misure sanzionatorie a carico degli Stati Uniti e di altri Paesi stranieri che avessero aderito alle stesse misure approvate da Trump. 

Non è ancora certo quali saranno le effettive misure di ritorsione da parte di Mosca nei confronti dei Paesi occidentali, ma il presidente del comitato per il bilancio del Consiglio della Federazione, Sergey Riyabukhin, ha parlato di alcune possibili misure ad alto valore strategico

Tra queste, ad esempio rientrerebbero dei provvedimenti a carico dei cittadini americani presenti sul suolo della Federazione Russa con permesso di lavoro. Alcune decisioni del parlamento russo, infatti, potrebbero imporre alle persone giuridiche registrate in Russia di vietare l’assunzione di cittadini americani, così come riportato dai documenti del disegno di legge emesso dalla Duma di Stato.

Come è noto, il divieto può influire in maniera maggiore sugli specialisti altamente qualificati, vista anche la presenza su suolo russo di importanti multinazionali del settore high-tech come Microsoft. I deputati hanno spiegato che tali misure sono necessarie per proteggere i diritti e la libertà dei russi, così come gli interessi e la sicurezza della Russia.

Un altro segmento che potrebbe subire una decisiva battuta d’arresto è quello del commercio di terre rare e metalli come il titanio, che vengono impiegati nei processi tecnologici e produttivi della Boeing, la grande azienda americana che produce gli aeroplani civili e militari diffusi in tutto il mondo. Questo aspetto potrebbe mettere in serio pericolo l’azienda, poiché l’altro grande esportatore mondiale di terre rare è la Cina, che al momento sta conducendo una battaglia di dazi senza esclusione di colpi con Washington. 

Se tale disegno di legge verrà approvato, chi ne potrà risentire in misura ancora maggiore potrebbe essere il settore aerospaziale. Lo stesso Sergey Riyabukhin ha riferito a Ria Novosti del fatto che uno dei primi e principali provvedimenti sanzionatori nei confronti degli Stati Uniti potrebbe essere la cessazione della vendita di motori MD-180 in dotazione ai sistemi satellitari. Riyabukhin, a tal proposito, ha precisato che “Questa potrebbe essere una pesante defezione per il settore aerospaziale statunitense, poiché gli MD-180, prodotti dalla “Energiya” NPO, oltre che equipaggiare i satelliti del programma spaziale americano della Nasa, sono montati anche sui satelliti militari lanciati in orbita dal Pentagono, e che dunque in tali circostanze non potrebbero più usarli”.

Ovviamente, per converso, Mosca valuta tutte le proprie posizioni obbligatorie nei confronti dei Paesi europei, considerando la fattibilità o meno dei progetti intavolati, e che dunque potrebbero subire delle ripercussioni a seguito dell’imposizione delle sanzioni. 

Secondo quanto sostenuto dal vice primo ministro Arkady Dvorkovich, il raddoppio del gasdotto North Stream, il meglio noto “North Stream 2”, non dovrebbe subire alcuna cancellazione a seguito delle sanzioni, almeno formalmente, in base a quanto riferito dallo stesso. 

“La domanda è rivolta all’Ue, e piuttosto, ai Paesi beneficiari. Se considerano il progetto proficuo, e a giudicare dal fatto che hanno dato i permessi, lo considerano utile, semplicemente non hanno bisogno di aderire alle sanzioni in questione, e basta. Continuano a fare affari. Ma questa dovrebbe essere la loro soluzione. Prevediamo che il progetto sarà implementato. North Stream 2 rappresenta realmente un vantaggio per entrambi. Noi e loro abbiamo un bisogno reciproco gli uni dell’altro”, ha detto Dvorkorvich. In precedenza è stato riferito che la Finlandia ha rilasciato tutti i permessi per la costruzione del North Stream 2.

“North Stream 2” è un gasdotto sottomarino con una lunghezza di circa 1220 km, che attraversa il Mar Baltico dalla Russia alla Germania. Circa 374 km del gasdotto passeranno attraverso la zona economica esclusiva della Finlandia.

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