La corsa è cominciata. La senatrice liberal Elizabeth Warren è la prima ad aver fatto il primo passo, annunciando la creazione del comitato esplorativo in vista delle elezioni presidenziali del 2020. Prima, però, la senatrice di Boston dovrà fare i conti con le primarie del Partito democratico che rischiano di essere piuttosto affollate di candidati. Primarie che dovranno selezionare i 4.051 delegati alla Convention nazionale democratica e determinare il candidato alla presidenza. Altri 716 superdelegati, inclusi leader di partito, saranno nominati dalla direzione.

I primi dibattiti cominceranno a giugno 2019 mentre la Convention nazionale è in programma dal 13 e il 16 luglio 2020. Il Supertuesday, fissato per il 3 marzo 2020, potrebbe già definire il nome dello sfidante di Donald Trump. Chi contenderà la leadership del partito a Elizabeth Warren? The Hill ha stilato una lista dei papabili candidati alle prossime elezioni presidenziali.

Joe Biden, Bernie Sanders e Beto O’Rourke pronti a sfidare Elizabeth Warren

Benché non sia riuscito a battere in Texas Ted Cruz, Beto O’Rourke ha suscitato grande entusiasmo tra i dem, dimostrando di essere una presenza magnetica e di avere un certo carisma tanto da ricevere i complimenti dell’ex presidente Barack Obama. Tra i veterani spicca poi il nome del senatore indipendente del Vermont, Bernie Sanders. Benché sia una figura divisiva all’interno del partito – in primo luogo perché ufficialmente non ne fa parte – potrebbe sfruttare la sua popolarità tra i giovani anche se dovrà fare i conti con alcune insidie, tra cui l’età avanzata. Nel 2021, infatti, Sanders spegnerà 79 candeline. Oltre a questo, l’agguerrito senatore si contenderà il voto liberal e progressista con un’avversaria temibile come Elizabeth Warren.

Tra i papabili non può mancare l’ex vicepresidente Joe Biden, senatore del Delaware dal 1973 al 2009 e già candidato alle primarie presidenziali nel 1988 e nel 2008. Anche sulla sua candidatura pesa il fattore età – è soltanto un anno più giovane di Bernie Sanders – ma rimane la figura più amata tra gli elettori democratici. Un sondaggio della Cnn di poche settimane fa ha rilevato che l’ex vicepresidente raccoglie il 30% dei consensi, più del doppio del secondo classificato, Bernie Sanders. Biden che ha da poco ricevuto l’importante endorsement del governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo

Tra i volti noti, spicca quello dell’ex sindaco di New York dal 2002 al 2013 Michael Bloomberg, l’ultramilionario tra le venti persone più ricche del pianeta, che negli ultimi giorni ha lanciato segnali importanti in vista di una sua possibile candidatura. Dopo una breve esperienza come filantropo a tempo pieno, Bloomberg ha riassunto la posizione di amministratore delegato del colosso Bloomberg LP alla fine del 2014. Nel 2016 ha sostenuto la campagna elettorale di Hillary Clinton e ora potrebbe essere il suo turno.

Gli outsider: Kamala Harris, Amy Klobuchar

Oltre ai già citati “veterani” e ai big del partito, nella sfida delle primarie dem potrebbero presentarsi nomi altrettanto autorevoli e qualche possibile sorpresa. Tra questi troviamo la senatrice Kamala Harris, ex procuratore generale della California. Carismatica, ottima oratrice, secondo alcuni analisti potrebbe essere il candidato di colore perfetto per i democratici da contrapporre a Donald Trump. Oltre a lei, il senatore Sherrod Brown è un altro nome fortemente accreditato per la cosa alle primarie del partito. Nello stato chiave dell’Ohio ha stravinto e, come spiega The Hill, questo potrebbe essere il fulcro del suo appello ai democratici: una persona capace prima di tutto di rappresentare il Midwest industriale, che a lungo ha goduto del forte sostegno da parte dei sindacati e potrebbe tentare di soffiare il voto dei lavoratori a Trump. 

Sulla carta, anche un giovane senatore afroamericano con ottime doti oratorie come Cory Brooker potrebbe essere la carta giusta, così come la senatrice Amy Klobuchar, eletta nel Minnesota per la prima volta nel 2006 e definita una “stella nascente” del partito. Secondo il New York Times e il New Yorker potrebbe essere proprio lei la prima donna Presidente degli Stati Uniti. Secondo le ultime indiscrezioni, starebbe per sciogliere le riserve proprio in queste ore. Parlando sempre di donne, non è da sottovalutare nemmeno la possibile candidatura della senatrice di New York Kirsten Gillibrand, già al centro di uno scontro molto duro con il presidente Donald Trump, con tanto di accuse di sessismo rivolte proprio all’inquilino della Casa Bianca.

Da Elizabeth Warren a Joe Biden passando per Bernie Sanders, Beto O’Rourke e Michael Bloomberg, le primarie democratiche dovranno incoronare un candidato capace di battere Donald Trump. Una sfida in salita dopo la clamorosa sconfitta del 2016…