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Dopo ritardi, false partenze, disastri di vario genere -e gli insulti della Cnn– questo G7 di Puglia ha preso il via. I sette grandi della Terra sono tutti in quel di Fasano (Brindisi), presso il resort Borgo Egnazia, per un summit che scotta.

Un agenda complessa che più complessa non si può. In primis il conflitto in Ucraina e in Medio Oriente, la “minaccia economica” cinese ma anche, Africa e migrazioni, intelligenza artificiale. Giorgia Meloni, reduce dal risultato delle elezioni europee, si ritrova davanti dei leader sull’orlo di una crisi di nervi: la tornata elettorale europea ha penalizzato Olaf Scholz e Emmanuel Macron, “costretto” a sciogliere le camere e indire nuove elezioni. Joe Biden – che ripartirà già venerdì sera – giunge in Italia in piena campagna elettorale, aggravata nelle ultime ore dal processo a carico del figlio Hunter che rischia 25 anni di carcere. Non se la passa bene nemmeno il premier britannico Rishi Sunak, in attesa che il suo destino si compia il 4 luglio.

La prima giornata sarà dedicata all’Ucraina, alla presenza di Volodymyr Zelensky, che con il presidente americano firmerà un accordo bilaterale sulla sicurezza e terrà una conferenza stampa congiunta. L’intesa, è stato precisato, non impegnerà le truppe statunitensi direttamente ma sarà un “ponte” attraverso il quale gli Usa dimostreranno la volontà di voler proseguire al fianco di Kiev fino a quando sarà invitata ad aderire alla Nato. Ma una questione su tutte tiene i commentatori col fiato sospeso: mentre prosegue il lavorìo frenetico degli sherpa, sembra avvicinarsi l’accordo sull’utilizzo dei profitti derivanti dagli asset russi congelati: almeno secondo quanto dichiarato da Washington e Parigi. In un briefing con i giornalisti, il portavoce del consiglio di Sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, ha assicurato che al vertice “ci sarà qualche annuncio” sulla possibilità di usare quel denaro per continuare ad armare l’Ucraina e anche per la ricostruzione. “Penso che ci sarà l’unanimità”, ha dichiarato convinto Kirby.

Ma come si suol dire, il diavolo è nei dettagli: restano da definire gli aspetti tecnici su come garantire il prestito da 50 miliardi di dollari che gli Stati Uniti emetterebbero e per il quale dovrebbero usati i profitti dei beni congelati presso la società belga Euroclear. Il prestito è essenzialmente americano e può essere completato con soldi europei e o con contributi nazionali. Ma se per una ragione o per un’altra i beni russi verranno sbloccati o se gli interessi prodotti dai fondi russi non produrranno quanto necessario per finanziare il prestito, allora si dovrà mettere mano alle tasche, ripartendo gli oneri.

Ma non c’è solo l’Ucraina. Una volta su il sipario, la guerra a Gaza costituirà l’altro dossier caldo del summit. A tal proposito, secondo una bozza dell’accordo finale fatta circolare da Bloomberg, il G7 potrebbe chiedere ad Hamas di accettare l’accordo per il cessate-il-fuoco a Gaza tracciato da Biden, e allo stesso tempo sollecitare anche Israele a ridurre l’offensiva militare su larga scala a Rafah.

Quanto alla Cina, secondo la prima bozza circolata, i 7 Grandi chiederanno a Pechino di smettere di sostenere la Russia nella sua guerra contro Kiev. L’accusa è quella di fornire a Mosca tecnologie e componenti, presenti nelle armi o necessari per costruirle coadiuvando la Federazione russa ad aggirare le sanzioni. Questa prima giornata si chiuderà a Brindisi dove i leader si trasferiranno in elicottero per recarsi al Castello Svevo dove avrà luogo la cena offerta dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Ancora prima che si alzasse il sipario, è scoppiata dietro le quinte la polemica sulla questione aborto. Mentre gli sherpa lavorano alle dichiarazioni finali, si inseguono le indiscrezioni circa l’eliminazione, nella bozza, di un passaggio volto a rimarcare l’importanza di garantire “un accesso effettivo e sicuro all’aborto“, che era stato precedentemente inserito nel vertice di Hiroshima.

Alcuni Stati, tra i quali la Francia, avrebbero chiesto di stressare il concetto, rendendolo più incisivo. Una richiesta che avrebbe generato caos e polemiche, tanto da spingere la presidenza del G7 a guida italiana a precisare che “nessuno Stato ha chiesto di eliminare il riferimento alle questioni relative all’aborto dalla bozza delle conclusioni del vertice G7, così come riportato da alcuni organi di stampa in una fase in cui le dinamiche negoziali sono ancora in corso. Tutto quello che entrerà nel documento conclusivo – si puntualizza – sarà un punto di caduta finale frutto di un negoziato fra i membri G7“. La questione, dunque, sembra tutt’altro che chiusa.

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