L’amministrazione Obama starebbe contemplando l’idea di modificare la politica di sicurezza nazionale degli Stati Uniti con una dichiarazione di “no first use”, teorizzato per la prima volta da John Fitzgerald Kennedy in un discorso nel marzo del 1961, per quanto riguarda le armi nucleari. Tale dichiarazione obbligherebbe gli Stati Uniti a fare ricorso all’arsenale nucleare soltanto per rispondere ad un attacco subito, con il cosiddetto “second strike”.Con una certezza quasi assoluta, ciò non avverrà per svariati motivi. Il concetto della deterrenza statunitense si potrebbe riassumere così: un devastante arsenale in grado di scongiurare qualsiasi ricorso al nucleare. È, secondo la visione comune, la certezza delle distruzione mutua assicurata ad aver impedito, fino ad oggi, una crisi nucleare che non avrebbe comunque vincitori, ma solo diversi gradi di sconfitti. La proposta di cancellare l’opzione del first-strike in un disarmo nucleare unilaterale, non è ben accolta in negli States, anche se non mancano i sostenitori secondo cui, l’attuale arsenale convenzionale, assicurerebbe una completa distruzione di un paese X senza fare ricorso al nucleare.Anche un attacco informatico, infine, potrebbe mettere in ginocchio un Paese e farlo regredire di anni, modificando il modus vivendi. In realtà, le armi convenzionali non hanno lo stesso effetto deterrente delle armi nucleari. La strategia statunitense si basa proprio sull’opzione nucleare per affrontare la minaccia imminente di qualsiasi tipo di attacco catastrofico. Nessun presidente americano autorizzerebbe mai l’impiego di testate nucleare in un conflitto, ma l’opzione first strike esiste.C’è poi un dettaglio non indifferente. Più di trenta Paesi alleati degli Usa nel mondo si basano sul deterrente nucleare statunitense. Sebbene alcuni di essi siano in grado di sviluppare tecnologicamente un proprio arsenale nucleare, come il Giappone, nessuno ha proceduto in tal senso (almeno ufficialmente). Il motivo? Le rassicurazioni degli Stati Uniti per quell’arsenale in grado di proteggerli. Anche in questo caso le rassicurazioni hanno un altro preciso scopo: circoscrivere e limitare le capacità nucleari fuori dal controllo Usa. La Casa Bianca starebbe valutando il “no first use” – dice una preoccupata Deborah Lee James, Segretario dell’Air Force – ma la deterrenza nucleare è stata la chiave della sicurezza americana. Eppure lo stesso Obama ha approvato un piano da mille miliardi di dollari nei prossimi trent’anni nell’ambito del programma di modernizzazione dell’intero asset nucleare strategico. La deterrenza dipenderà sempre da un certo grado di indeterminatezza e di incertezza. Non è tanto quello che si farà per rappresaglia, ma quello che accadrà una volta avviati i lanci. Obama, riuscirà nell’invertire una politica nucleare statunitense?  Improbabile, considerando gli attuali contesti. Solo il lancio di missili strategici, ad esempio, potrebbe arrestare un’avanzata russa in Europa. Solo il lancio di testate multiple indipendenti potrebbe conferire la vittoria nel Mar Cinese Meridionale. Tesi più volte riprese durante le audizioni al Congresso dei comandanti in capo statunitensi.Come si ordina un lancio di un missile strategico?Soltanto il Presidente degli Stati Uniti ha il potere di abilitare i codici di lancio, costantemente aggiornati dal Pentagono. Dalla sua valigetta di circa 45 kg (chiamata Football), simile ad una 24 ore e solitamente trasportata da un ex militare dei reparti speciali distintosi in battaglia, il presidente degli Stati Uniti può abilitare, in ogni istante, il lancio di 400 missili Minuteman a terra o autorizzare l’espulsione di 192 missili Trident per 1536 testate indipendenti da 450 Kilotoni dagli otto sottomarini classe Ohio sempre in mare. Al Presidente sono conferiti dei “biscotti”, delle schede in plastica che contengono al loro interno dei codici prestampati che identificano il Capo supremo delle forze armate ed abilitano i missili. Sono chiamati biscotti per il suono che emettono una volta spezzati. La valigia di 45 chili garantisce piene connessione con tutte le opzioni nucleari disponibili.La Football implementa diversi sistemi di sicurezza per autenticare l’autore del lancio. Altri codici di lancio, elaborati dall’NSA, rimangono in custodia al Pentagono ed in altre sette località segrete. Alcuni di essi si abilitano soltanto per scala gerarchica qualora il Presidente degli Stati Uniti dovesse morire. Nessun militare può effettuare un lancio di sua volontà, senza i codici di lancio finali che abilitano i target. Ricevuta l’autorizzazione dal Presidente e autenticati i codici, i due ufficiali (sia nel caso dei silos per Minuteman che sui sottomarini Ohio), utilizzano le loro due chiavi diverse per aprire, simultaneamente, il pannello di controllo.Quello che è chiamato “two-person concept”, impedisce l’uso accidentale di armi nucleari. I due ufficiali devono, infine, “concordare” sui codici ricevuti ed in forma integra. Qualora i satelliti non dovessero rilevare alcun lancio da una piattaforma, per effetto della ridondanza questi avverrebbero da altre unità. In questo modo si assicura sempre una copertura strategica globale, poiché è improbabile la perdita simultanea di otto sottomarini strategici. Durante l’era sovietica, le due chiavi del pannello di controllo erano custodite dal comandante dell’unità e dal rappresentante politico a bordo.

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