Altro che disinformazione ad opera di fantomatici troll russi: ancor prima del referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea del 23 giugno 2016, nel quale vinse il fronte del leave con il 51,89% dei voti, sulla Brexit se ne sono dette di tutti i colori. Scenari apocalittici, crac finanziari, quasi da romanzo distopico, con annessa diffusione di una marea di “bufale” (o “fake news”) talvolta incredibili da quanto inverosimili.

Italia Oggi ha raccolto in un articolo le dieci bufale sulla Brexit più incredibili circolate negli ultimi anni. Un elenco a tratti esilarante, che comincia così: “In caso di Hard Brexit la Regina sarà costretta a evacuare Buckingham Palace”: non è una barzelletta ma una notizia apparsa sul Times, secondo il quale verrebbe rispolverato un vecchio piano di evacuazione della Regina risalente alla Guerra Fredda che venne pensato in caso di attacco nucleare sovietico. La seconda bufala non è da meno: “Alla scadenza dei termini i supermercati, le farmacie e i negozi di ortofrutta resteranno vuoti. Possibile anche la mancanza di carta igienica”. Anche questa è circolata su tutti i media mainstream inglesi. “In effetti la mancanza di carta igienica dovrebbe preoccupare le testate che hanno scritto queste cose” nota ironicamente Italia Oggi. 

Le incredibili bufale sulla Brexit

Altra sparata allarmistica apparsa sui quotidiani è questa: “Esercito per le strade di Londra in caso di disordini”. Questa, a dir la verità, non è tecnicamente una bufala perché la dichiarazione è vera e risale allo scorso aprile, quando il Segretario alla difesa Gavin Williamson spiegò che 3.500 soldati sarebbero stati pronti a intervenire in caso di Hard Brexit e di relativi disordini. Certo, la prudenza non è mai troppa e chi governa deve essere pronto a tutti, ma chi è stato a Londra di recente ha visto tutto tranne che possibili golpe in stile sudamericano.

Passiamo poi alla classica “bufala” degli ultra-europeisti, quella che viene rilanciata quasi ogni settimana: “Il Regno Unito è ormai un Paese in crisi”. Nulla di più falso. Come riporta Italia Oggi, “il numero di occupati in Gran Bretagna è il più alto da quando esistono le statistiche a registrarli, 1971, con oltre il 76% della popolazione con un impiego”. Allo stesso modo, osserva, “il numero di disoccupati è ai minimi storici, al 3,9%. I salari aumentano del 3,8% su base annua e corrono più dell’inflazione. Le previsioni del pil per il 2019 prevedevano un aumento su base annua dell’1,4%, superiore a quello di Francia (+1,3), Germania (+0,9) e Italia (+0,1)”. Mica male per essere un “Paese in crisi”.

“Vittoria sicura del Remain in un secondo referendum”

Un’altra fake news emersa in maniera ricorrente e sistematica in questi anni è quella che parla di una vittoria sicura del Remain in eventuale secondo referendum. La realtà dei fatti dice l’esatto opposto, se pensiamo che alle elezioni europee dello scorso maggio ha stravinto il Brexit Party di Nigel Farage. Secondo una media elaborata da BBC degli ultimi sondaggi realizzati sulle intenzioni di voto nel Regno Unito in vista delle elezioni del prossimo 12 dicembre, la forza politica oggi con più consensi è il Partito Conservatore di Boris Johnson, che viene dato attorno al 36%. Sommato ai possibili consensi del Brexit Party (dato all’11%), il fronte pro-Brexit ha (almeno) il 47% dei consensi, stando ai sondaggi. Quello del Remain, sulla carta, è inferiore con i laburisti che si attestano al 24% e i lib-dem al 18%.

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