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Politica

Turchia: Muore negli Usa Fethullah Gulen, Erdogan tira un sospiro di sollievo

Fethullah Gulen, un influente religioso e leader spirituale turco residente negli Stati Uniti, ha fondato un potente movimento islamico, noto come Hizmet (che significa “servizio” in turco), che ha avuto un impatto significativo sulla politica, sull’istruzione e sulla società turca...
Turchia

Fethullah Gulen, un influente religioso e leader spirituale turco residente negli Stati Uniti, ha fondato un potente movimento islamico, noto come Hizmet (che significa “servizio” in turco), che ha avuto un impatto significativo sulla politica, sull’istruzione e sulla società turca per diversi decenni. Gulen, nato nel 1941 nella provincia orientale di Erzurum, ha iniziato la sua carriera come imam, guadagnandosi una reputazione come predicatore capace e carismatico. Negli anni Sessanta ha iniziato a costruire una vasta rete di scuole, dormitori e organizzazioni sociali, creando quello che sarebbe poi diventato un vasto movimento con ramificazioni non solo in Turchia, ma anche in altre regioni del mondo, come le repubbliche turche dell’Asia centrale, i Balcani, l’Africa e persino l’Occidente.

Il suo movimento, caratterizzato dalla promozione di un Islam moderato e dall’adozione di un’istruzione di stampo occidentale, mirava a integrare religione e modernità. Questo lo ha portato a guadagnarsi il rispetto di molte persone in Turchia e all’estero. Tuttavia, la sua crescente influenza nelle istituzioni turche – tra cui l’istruzione, l’economia, i media e persino l’apparato statale – ha causato preoccupazioni tra i suoi oppositori. Gulen e il suo movimento sono stati strettamente alleati del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) del presidente turco Recep Tayyip Erdogan per diversi anni, condividendo obiettivi comuni come la modernizzazione della Turchia e l’emarginazione delle influenze laiche nell’apparato statale.

Tuttavia, le relazioni tra Gulen ed Erdogan si sono deteriorate bruscamente nel 2013, quando sono emerse indagini di corruzione che coinvolgevano alcuni ministri e funzionari vicini ad Erdogan. Queste indagini, che molti credevano orchestrate da procuratori e poliziotti affiliati al movimento di Gulen, hanno portato a una spaccatura definitiva tra i due. Erdogan ha visto nelle azioni di Gulen un tentativo di minare il suo potere e ha avviato una repressione contro il movimento, culminata nel 2016, quando un tentativo di colpo di stato militare ha cercato di rovesciare il suo governo.

Erdogan ha immediatamente accusato Gulen e i suoi seguaci di essere i responsabili del tentativo di golpe, sebbene Gulen, che viveva in esilio negli Stati Uniti dal 1999, abbia negato ogni coinvolgimento. Il tentativo di colpo di stato, che ha visto l’uso di carri armati, aerei da guerra e soldati ribelli, ha provocato la morte di circa 250 persone ed è stato seguito da una repressione senza precedenti in Turchia. Migliaia di persone, tra cui insegnanti, giudici, soldati e funzionari pubblici, sono state arrestate o sospese, mentre le istituzioni collegate al movimento di Gulen sono state chiuse o confiscate.

La morte di Fethullah Gulen rappresenta un momento significativo per Erdogan e per la Turchia. Da un lato, pone fine alla saga personale di un uomo che è stato visto da Erdogan come il suo più grande nemico, colui che ha orchestrato quello che il Presidente turco ha definito il più grande tradimento nei confronti della repubblica. Dall’altro lato, la scomparsa di Gulen potrebbe rappresentare un punto di svolta nella politica interna turca. Sebbene il movimento Hizmet sia stato largamente smantellato in Turchia, la sua rete internazionale continua ad esistere in alcune regioni, e la sua eredità rimane un tema sensibile nelle relazioni tra Turchia e Stati Uniti, che per anni hanno rifiutato di estradarlo.

Per Erdogan, la morte di Gulen potrebbe anche significare la fine di una lunga battaglia politica e simbolica. Gulen era considerato da molti turchi un traditore e un ostacolo alla stabilità del Paese. Il suo movimento era stato dichiarato organizzazione terroristica e, da anni, Erdogan aveva intensificato gli sforzi per estirpare ogni traccia della sua influenza, sia in patria che all’estero. Tuttavia, la morte di Gulen non risolve automaticamente i problemi legati alla sua eredità, poiché le tensioni tra il Governo turco e le istituzioni legate al movimento potrebbero persistere in alcune parti del mondo.

In definitiva, la morte di Gulen potrebbe chiudere un capitolo importante nella politica turca recente, ma lascia aperta la questione del futuro delle sue idee e delle sue reti. Per Erdogan, che ha usato il tentativo di colpo di stato del 2016 come pretesto per consolidare il proprio potere e reprimere l’opposizione, la scomparsa di Gulen potrebbe rafforzare ulteriormente la sua narrativa di vittoria contro i “nemici dello Stato”.

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