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Una lunga visita di Stato per rinsaldare un’alleanza che dura da oltre 70 anni. Ieri Donald Trump è approdato in Giappone per cercare di risolvere due spinose questioni economiche. La prima: riequilibrare la bilancia commerciale con Tokyo. La seconda: rafforzare il legame con il governo nipponico per creare un asse anticinese.

Trump accolto in pompa magna

Trump è sbarcato all’aeroporto Haneda di Tokyo in compagnia della consorte Melania. Qui è stato accolto dal ministro degli Esteri giapponese Taro Kono e dall’ambasciatore americano in Giappone Bill Hagerty. Shinzo Abe, ha predisposto per l’amico un’accoglienza regale, un programma in cui è prevista anche la visita di Trump all’imperatore Naruihito, appena salito al trono. E poi un esclusivo match di golf e un torneo di sumo con in palio un trofeo denominato “Trump” in onore dell’illustre ospite.

Ridurre il deficit commerciale con Tokyo

Il piatto forte del tour nipponico di Trump, come detto, è la questione economica. In questo tema rientrano due nodi, in primis la riduzione del deficit di bilancio degli Stati Uniti con il Giappone. Tokyo ha infatti un attivo commerciale annuo di 68 miliardi di dollari con gli Usa; troppo, anche se questa resta una cifra molto lontana da quella della Cina. Le parole di Trump sono comunque state chiare: il rapporto tra i due Paesi deve essere più equo. Come? Attraverso l’eliminazione degli ostacoli alle esportazioni americane verso il Giappone.

Le richieste delle parti

Trump chiede un maggiore accesso dei beni agroalimentari statunitensi sul mercato giapponese; Abe vuole in cambio rassicurazioni sul fronte del mercato auto. In particolare abolizione delle tariffe esistenti e niente nuovi dazi. Intanto non è mancato il colpo di scena del Presidente americano, che ha infatti annunciato di portare a casa ingenti contratti per maxi commesse militari. Le distanze, per il momento, restano evidenti.

La guerra commerciale con la Cina

L’altro tema caldo, in realtà sempre economico, riguarda il ruolo della Cina. Pechino è un antagonista sia per gli Stati Uniti quanto per il Giappone. Rafforzando l’asse con Abe, Trump intende lanciare un segnale a Xi Jinping. Una distensione commerciale con l’alleato chiave di Washington in Asia è la base per spaventare il Dragone. O quanto meno fargli capire che la sua ascesa non è vista come fumo negli occhi soltanto in Occidente, ma anche nella stessa regione asiatica. Intascando l’endorsment virtuale da Trump, il Giappone è stato investito del fondamentale ruolo di schermo per ostacolare lo tsunami cinese. Intanto la guerra dei dazi fra Stati  Uniti e Cina prosegue.

Corea del Nord e Iran

Sullo sfondo le altre tematiche di politica internazionale. Sull’Iran, Abe vorrebbe proporsi come mediatore ed è contrario al ritiro americano dall’accordo sul nucleare con Teheran. Il Presidente giapponese vorrebbe inoltre ricoprire un ruolo simile anche per quanto riguarda la Corea del Nord. Abe è pronto a incontrare Kim Jong Un, anche se gli Stati Uniti, per il momento, intendono agire per conto proprio.

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