Donald Trump sarebbe dovuto uscire dalle elezioni di medio – termine con le ossa rotte, ma l’ultimo risultato fatto registrare dalla competizione elettorale in questione può far respirare il tycoon, che si ritroverà una senatrice in più su cui contare al Congresso.
Cindy Hyde – Smith, infatti, ha prevalso sulla democratica e afroamericana Mike Epsy nel ballottaggio valevole per uno scranno della Camera alta. La partita è terminata 54,% a 45,6%. I cittadini chiamati a esprimersi erano quelli residenti nello Stato del Mississippi.
La Hyde – Smith è considerata dalla stampa neo -liberal un’integralista contraria alle aperture in materia d’accoglienza dei migranti. Il fatto che la sfida abbia avuto luogo nel Sud degli States ha alimentato la narrativa per cui la neo – senatrice sarebbe la raffigurazione plastica del trumpismo massimalista.
Certo è che il presidente, adesso, potrà vantare su una consistente maggioranza parlamentare al Senato, utile soprattutto per sbarrare la strada alle intenzioni di Nancy Pelosi, ex leader della minoranza dem in odore di elezione come leader di maggioranza, che non ha mai nascosto una volontà tesa ad avviare la procedura di impeachment. La messa in stato d’accusa, a conti fatti, diviene impossibile prima ancora che improbabile.
Il fatto che la Hyde – Smith promuova istanze simili a quelle di Trump ha rafforzato la tesi secondo cui il Gop, orfano pure di John McCain, si sia ormai adagiato sulle posizioni del magnate. La “trumpizzazione” dei repubblicani, segnata pure dalla non ricandidatura dell’ex speaker Paul Ryan, può dirsi completata. Restano delle sacche d’opposizione interna, ben rappresentate dalla famiglia Bush, ma Trump può iniziare a escludere l’ipotesi di una contestazione preliminare alla sua ricandidatura.
La senatrice che ha vinto in Mississippi era finita al centro di una bufera mediatica a causa di alcune frasi razziste fatte durante la campagna elettorale. La Hyde – Smith, come riportato anche da La Stampa, era arrivata a dichiarare che si sarebbe volentieri seduta in prima fila durante un’esecuzione da svolgersi in pubblico. Dichiarazioni che non hanno influito sull’esito del ballottaggio.
Fortemente contrastata dal politically correct, l’esponente trumpiana ha battuto la sua concorrente nonostante l’opposizione della stampa e lo scandalo suscitato per via delle sue affermazioni. Vale la pena sottolineare uno dei retroscena riguardanti il rapporto tra la Hyde – Smith e Donald Trump: quando l’imprenditore, nel 2016, si è presentato in conferenza stampa per annunciare la sua discesa in campo, la donna si è dichiarata scettica sulla figura del Tycoon per via della sua moderazione politica.
Adesso la Hyde – Smith sembra divenuta più realista del re. “È la figura più a destra dello scenario politico americano – hanno affermato i simpatizzanti italiani della Hyde-Smith”. La sensazione è che tra due anni assisteremo a un’infornata di candidati di questa tipologia. Gli Stati Uniti, sempre più polarizzati verso le estremità, hanno smesso di premiare gli esponenti moderati.