A ben guardare, gli ideologi di Vladimir PutinDonald Trump non sono poi così diversi. Da una parte, Steve Bannon che, abbandonato il progetto americano, ha dirottato le sue energie in Europa per creare un movimento – The Movement appunto – capace di scardinare la vecchia Ue. Dall’altra il politologo Aleksandr Dugin, che molti considerano il “cervello” del leader russo. Entrambi hanno un giudizio positivo dell’attuale governo, tanto che il politologo, ha detto alla trasmissione 1/2 h in più su Rai 3: “È il primo caso – spiega – nella storia della politica moderna di vittoria dei populisti. Salvini e Di Maio sono l’esempio dell’alleanza del populismo di sinistra con quello di destra”.

Una visione simile a quella di Bannon che, nei giorni difficili della formazione dell’attuale governo, era in Italia, molto probabilmente per aiutare leghisti e grillini a trovare la quadra. In un’intervista al New York Times, lo stratega americano racconta quei momenti: “Siete i primi a poter davvero rompere il paradigma sinistra-destra. Potete mostrare che il populismo è il nuovo principio organizzatore”. Ma non solo, in quella stessa intervista, Bannon anticipava l’idea di The Movement: “Altri Paesi europei seguiranno l’esempio dell’Italia”.

Il grande nodo, sia per Bannon che per Dugin, è l’Unione europea. Così non va più bene. È consumata. La chiamano “Europa dei burocrati”, incapace di contenere l’ondata di migranti proveniente dal Nord Africa e dal Medio Oriente. Per questo apprezzano entrambi l’uomo forte Viktor Orban: “Perché vuole seguire gli interessi dell’Ungheria contro la dogmatica dell’Ue”, ha detto Dugin.

E il modo per scardinare l’Europa è molto semplice: sfruttare la forza d’urto dei populisti: “Non è un termine peggiorativo, ma è un termine molto bello, è la forma della ragione dei miei sogni. Ci sarà davvero il populismo quando l’elite farà un patto con il popolo concreto”, ha detto Dugin.

I due ideologi hanno, volenti o meno, dato spazio al pensiero di Trump e Putin. Per il presidente americano, infatti, l’Unione europea è un problema. E ne ha parlato anche con il leader russo: “Credo che abbiamo molti nemici. E credo che l’Unione Europea sia un nemico, per quello che fa a livello commerciale. Certo, non penseresti all’Unione europea, ma è un nemico”. Come scritto su Gli Occhi della Guerra, “a Mosca c’è chi vede l’Unione europea come qualcosa di negativo. Le sanzioni decise da Bruxelles pesano sull’economia russa oltre che sulle nostre aziende. E l’agenda politica europea oggi è molto meno aperta alla Russia rispetto a prima. Mosca è stata esclusa per troppi anni dall’appartenenza al continente europea e il Cremlino, adesso, non ha motivo di sostenere la stabilità dell’architettura dell’Ue”.

Con le Europee alle porte, la speranza di Mosca e Washington è che vincano i populisti. E che l’Unione europea torni a ripensarsi.