Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump svela  le trame del grande “complotto” ai suoi danni e di come l’indagine del Russiagate fu orchestrata dai democratici per tentare di “sabotare” la sua elezione e, successivamente, la sua presidenza. Trump aveva annunciato tramite una serie di tweet di aver ordinato la “totale” declassificazione dei documenti relativi allo scandalo delle email del dipartimento di Stato sotto la gestione della democratica Hillary Clinton e delle indagini relative alla presunta collusione tra la sua campagna elettorale e la Russia, che ha definito “una menzogna”. “Ho dato piena autorizzazione alla declassificazione totale di qualunque documento relativo al più grande crimine nella storia degli Stati Uniti, la menzogna della collusione con la Russia. Altrettanto per lo scandalo delle email di Hillary Clinton. Nessuna omissione!”, ha scritto il presidente, che in un secondo tweet ha aggiunto: “Ho già ordinato la declassificazione di tutte le informazioni relative al falso scandalo della collusione con la Russia. Sfortunatamente per il nostro Paese, chi deve occuparsene ha agito molto lentamente, specie in merito a quello che è forse il più grave crimine politico mai perpetrato nella storia del nostro Paese. E’ ora di agire!”.

I documenti che incastrano Clinton e Obama

Come sottolineato Fox News, i tweet del presidente sul Russiagate arrivano dopo che il direttore dell’intelligence nazionale John Ratcliffe ha declassificato i documenti che rivelano come l’ex direttore della Cia John Brennan avesse informato l’ex presidente Obama sul presunto “piano” di Hillary Clinton di legare l’allora candidato Donald Trump alla Russia come “un mezzo per distrarre il pubblico” dallo scandalo Emailgate. Come già spiegato da InsideOver lo scorso 30 settembre, il direttore della National Intelligence, John Ratcliffe, ha inviato una lettera al presidente della Commissione Giustizia del Senato, Lindsey Graham, in merito ai nuovi documenti di intelligence declassificati, secondo i quali Hillary Clinton, allora candidata democratica alla presidenza, approvò personalmente uno sforzo “per suscitare uno scandalo contro il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump legandolo a Vladimir Putin e all’hackeraggio dei russi del Comitato nazionale democratico”. Secondo i suoi appunti scritti a mano, l’ex direttore della Cia John Brennan avrebbe successivamente informato il presidente Obama e altri alti funzionari della sicurezza nazionale del piano della candidata dem, inclusa la “presunta approvazione da parte di Hillary Clinton, il 26 luglio 2016, di una proposta di uno dei suoi consiglieri di politica estera, per denigrare Trump scatenando uno scandalo che denunciasse interferenze da parte dei servizi di sicurezza russi”.

Come spiega Ratcliffe nella lettera inviata a Graham, il 7 settembre 2016, i funzionari dell’intelligence Usa avrebbero chiesto di avviare un’indagine al direttore dell’Fbi James Comey e al vicedirettore del controspionaggio Peter Strzok “in merito all’approvazione da parte del candidato alla presidenza degli Stati Uniti Hillary Clinton di un piano riguardante il candidato alla presidenza Donald Trump e hacker russi che interferivano nelle elezioni Usa, come mezzo per distrarre il pubblico dal suo uso di un server di posta privato”.

“La Cia ha nascosto le informazioni”

I repubblicani hanno ripetutamente accusato il direttore della Cia Gina Haspel di aver bloccato il rilascio dei documenti declassificati. “C’era una montagna di prove di cui la comunità dell’intelligence era a conoscenza, dovrebbero dire la verità al potere. Quello che sembra è il Comitato Nazionale Democratico, i Clinton e gli Obama, possiedono le agenzie in questo Paese “, ha dichiarato a Just the News il deputato Devin Nunes. Il direttore dell’intelligence nazionale John Ratcliffe martedì ha declassificato due documenti che dimostrano come la Cia sotto la presidenza Obama – nell’estate 2016 – temesse che Hillary Clinton stesse “fomentando” una falsa narrativa di collusione russa per “diffamare” Donald Trump al fine di distrarre l’opinione pubblica dalle sue controversie dirette alle elezioni.

Le rivelazioni bomba

Il numero uno dell’intelligence Usa, John Ratcliffe, Director of National Intelligence (Dni), ha declassificato un memo inviato nel 2016 dalla Cia all’allora direttore dell’Fbi James Comey, nel quale si indicava che informazioni di intelligence suggerivano che la candidata democratica alla presidenza Clinton aveva approvato un piano per collegare la campagna di Trump all’hackeraggio del Democratic National Committee, di cui venne accusata la Russia.

La scorsa settimana, durante un’audizione davanti alla commissione Giustizia del Senato, l’ex direttore dell’Fbi James Comey affermò di non ricordare di aver ricevuto il documento. Insieme a lui, destinatario del memo era anche il capo della sezione controspionaggio dell’Fbi Peter Strzok, che guidò le indagini sull’uso di un server di posta elettronica personale da parte di Hillary Clinton, all’epoca in cui era segretario di Stato. Le tre pagine del documento sono state inviate da Ratcliffe ai presidenti e ai membri delle commissioni Intelligence di Senato e Camera dei Rappresentanti. Insieme al memo, sono state desecretate anche alcune note scritte dall’allora direttore della Cia, John Brennan. Secondo le note declassificate, dunque, Brennan e la comunità dell’intelligence statunitense sapevano mesi prima delle elezioni del 2016 che le accuse collusione erano il risultato di un’operazione organizzata dalla campagna di Hillary Clinton.

“Ho autorizzato completamente la declassificazione totale di tutti i documenti relativi al singolo più grande crimine politico nella storia americana, la bufala russa. Allo stesso modo, lo scandalo e-mail di Hillary Clinton” ha twittato Trump.

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