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“Io, Donald John Trump, giuro solennemente di sostenere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti contro tutti i nemici, esterni e interni; di serbarle fedeltà e vero affidamento, senza alcuna riserva mentale o intenzione elusiva; e di bene e fedelmente adempiere ai doveri della carica che sto per assumere. Dio mi aiuti”. Donald Trump è il quarantacinquesimo presidente americano. Ha giurato davanti al popolo e ha promesso di far tornare il potere nelle mani del popolo. Lo ha fatto sulla Bibbia che la madre gli donò quando lui aveva solo nove anni. Un simbolo che racchiude sia la famiglia che la fede religiosa del tycoon, cresciuto con i sermoni del pastore  Norman Vincent Peale.Alla fine, quest’America spaccata in due si è riunita sotto la pioggia di Washington. Perfino Hillary Clinton, la grande delusa da queste elezioni, ha detto di esser lì “per onorare la democrazia e i suoi valori duraturi”. E sembra proprio che l’America, seppur con qualche acciacco, sia riuscita a ritrovarsi, ancora una volta, in quei valori duraturi. In sedici minuti Trump ha esposto il suo manifesto da presidente: “Siamo uniti in un grande sforzo nazionale per ricostruire il nostro Paese e ripristinare le promesse per tutto il nostro popolo. Insieme determineremo il corso dell’America e del mondo per molti, molti anni nel futuro. Affronteremo sfide, ci confronteremo tra noi, ma porteremo a casa risultati. In questi anni l’establishment ha protetto se stesso, ma non i cittadini del nostro Paese”.E poi il grande ritorno al sogno americano, che non è fatto solo di self made men, ma anche di cittadini comuni, che “vogliono le scuole per i figli, sicurezza per il quartiere e lavoro per se stessi. Queste sono richieste giuste e ragionevoli da parte di persone giuste”.L’America ha ritrovato se stessa. Perché ha ritrovato, almeno secondo il discorso di Trump, il popolo. Non a caso, le prime parole della Costituzione Usa sono: “We the people”. “Noi, il popolo”. Un’espressione che il tycoon ha usato più volte, anche durante il suo primo discorso da presidente. Parole certamente non scelte a caso.





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