Prima che scoppiasse il caso dei dati sottratti e utilizzati impropriamente da Cambridge Analytica, che in teoria avrebbero favorito le elezioni di Donald Trump, sembrava che i cittadini di tutto il mondo fossero stati lobotomizzati a tal punto da non prendere neanche in considerazione l’ipotesi che la politica potesse avere il desiderio di mettere le mani su Internet e i social network come strumento di potere, controllo o anche solo influenza. Solo Facebook conta quasi 2 miliardi di utenti, il che significa che chiunque “controlli” il social di Mark Zuckerberg  ha la possibilità di avere tra le mani i dati di un quarto di tutti i cittadini del pianeta, mica male. Soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale, ma ci arriveremo.

Il caso di Cambridge Analytica sembrava concedere l’opportunità per guardare finalmente la Luna e capire quanto Internet abbia effettivamente bisogno di un equilibrio tra libertà e controllo, tra controllo di privati e controllo governativo; ma, a quanto par di capire, si preferisce guardare il dito, ovvero semplificare una questione complessa come quella dei dati personali e della privacy nel classico ritornello “Trump ne ha fatta un’altra delle sue per conquistare la presidenza degli Stati Uniti.” Un peccato, perché prima si aprirà un sano e pragmatico dibattito sull’argomento maggiori saranno le possibilità di evitare di vivere in una distopìa orwelliana. 

Se il caso di Cambridge Analytica ha messo in luce il problema del trattamento dei dati personali, la proposta di legge del dipartimento di Stato americano potrebbe rappresentare il primo passo verso un attacco per nulla indifferente alla libertà di parola e pensiero. Infatti il dipartimento degli Stati Uniti ha avanzato una proposta di legge per monitorare e registrare tutte le informazioni che chi richiede il visto di ingresso ha condiviso su Facebook e Twitter negli ultimi cinque anni. Le persone coinvolte sarebbero circa 15 milioni ogni anno anche se, per vedere se la risoluzione entrerà in vigore, bisognerà attendere l’approvazione dell’Ufficio di gestione dei budget.

Chi ha viaggiato negli Stati Uniti per divertimento o per lavoro (come chi scrive questo articolo) sa quanto sia già molto difficile farsi concedere il visto di entrata, quante informazioni vengano richieste (addirittura informazioni sul proprio conto in banca per assicurarsi che chi entra possa mantenersi senza delinquere), ma ora se la legge passerà il processo si allungherà ancora di più: per entrare sarà necessario depositare anche il proprio username di Facebook e Twitter e dimostrare che, anche qui, non sono stati commessi “illeciti” di alcun tipo. I social network che verranno analizzati saranno Facebook, Instagram, Reddit, You Tube e per i cittadini cinesi Qzone e WeChat mentre per i russi Vkontakte (per chi non lo conoscesse, il Facebook russo).

Come hanno spiegato su ilcorriere.it “da quasi un anno i funzionari già hanno il permesso di chiedere la password dei dispositivi elettronici con cui viaggiamo e di indagare sulla storia social di chi vuole varcare le frontiere se pensano che queste informazioni siano necessarie per confermarne l’identità o condurre un controllo più rigoroso”, ma ora si crede che ciò non basti e che l’indagine vada applicata a tutti. Almeno questa è l’opinione del dipartimento di Stato espressa sul New York Times.

Ma se una legge potrebbe portare i cittadini a preoccuparsi per quello che dicono su un social network per paura che un giorno le loro parole potranno essere usate contro di loro, questa non rappresenta un attacco frontale alla libertà di parola e di pensiero? Alcuni radical-chic sono già pronti a dire: “Certo, almeno saranno più attenti a ciò che scrivono soppesando così le loro parole.” I giudizi al lettore, ma la domanda con cui vi lasciamo è: “Chi è che deciderà cosa è giusto dire e cosa no? Cosa è accettabile scrivere e cosa no?” La risposta potrebbe aiutare a comprendere l’entità del problema e quanto ci sia bisogno di discutere, con sincerità, la questione relativa al potere di Internet e dei social network.

 

 

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