Una lettera affettuosa scritta da Kim Jong e destinata a Donald Trump. Ripartono così i negoziati di pace fra Stati Uniti e Corea del Nord, con il presidente nordcoreano che ha lanciato un chiaro messaggio al collega americano. Trump volerà in Asia alla fine del mese: in Giappone per il G20, dove potrebbe incontrare Xi Jinping, e in Corea del Sud per vedere Moon Jae In. C’è chi ipotizza che fra queste due tappe, o al termine di esse, possa avvenire un nuovo e risolutivo meeting con Kim.
Una lettera da Kim Jong un
La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno. Parlando con la stampa, Trump ha dichiarato di aver ricevuto una missiva da Kim Jong un e, sempre agli increduli cronisti, l’inquilino della Casa Bianca ha spiegato che vorrebbe incontrare il leader nordcoreano entro le prossime tre settimane. “Ho appena ricevuto una splendida lettera da Kim Jong un – ha esordito Trump – il nostro rapporto è ottimo e ho molto apprezzato questa lettera così personale e affettuosa. Sotto la sua guida, la Corea del Nord ha un enorme potenziale”. The Donald sottolinea inoltre come da quando sia arrivato lui i legami con Pyongyang siano molto meno tesi: “Al mio arrivo la situazione era pessima, ora non ci sono più test nucleari, gli ostaggi americani sono rientrati e anche i resti dei caduti stanno tornando a casa”.
Il terzo meeting
Kim ha mantenuto la parola, si è rivelato un interlocutore affidabile, e per questo Trump vorrebbe incontrarlo nuovamente. Le occasioni non mancano, visto che il Presidente americano farà presto tappa in Asia. Qui incontrerà due dei quattro protagonisti principali della questione coreana: Xi Jinping e Moon Jae In. I faccia a faccia saranno bilaterali e tra loro separati, ma potrebbe in realtà esserci un filo logico in grado di collegare i meeting, a maggior ragione se Trump dovesse riuscire a organizzare un vertice anche con Kim Jong Un. In tal caso si prospettano due scenari: tre riunioni separate oppure – sarebbe il massimo ma è molto difficile che ciò accada – un vertice a quattro fra Trump, Kim, Moon e Xi.
Le correnti in seno alla Casa Bianca
Conoscendo Trump e la sua amministrazione, spesso in disaccordo con il presidente, è difficile capire cosa bolle in pentola. La sensazione è che nei prossimi mesi, o già nelle prossime settimane, possa accadere qualcosa di importante fra Stati Uniti e Corea del Nord. Per aggraziarsi Kim Jong Un, Trump ha commentato così la notizia secondo cui il fratellastro del leader nordcoreano, Kim Jong Nam, sarebbe stato ucciso per volere di Pyongyang perché un informatore della Cia. “Ho sentito quanto si dice e provo rispetto per il fratello di Kim – ha esordito The Donald – Allo stesso Kim direi che tutto questo non sarebbe mai successo sotto i miei auspici, questo è certo. Non lascerei che potesse accadere una cosa simile”. Il messaggio è chiaro: anche se la Cia fosse invischiata nella vicenda non avrebbe agito per conto di Trump.
Bolton contraddice Trump
L’ipotesi dello scontro tra correnti interne in seno alla Casa Bianca è più che mai plausibile. Trump lo ha fatto intendere parlando del caso Kim Jong Nam, ma è apparso ancor più evidente quando le parole del presidente sono state contraddette dal Consigliere di Stato John Bolton. Il Presidente dice che Kim Jong Un ha rispettato i patti ma Bolton sostiene il contrario: tutta colpa degli ultimi lanci missilistici effettuati dalla Corea del Nord fra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Secondo Bolton Pyongyang deve rinunciare al nucleare: “Un terzo meeting fra Trump e Kim e possibile ma è quest’ultimo a detenere la chiave della riuscita. Noi siamo pronti, ma tutto dipende da loro”.