Il rapporto fra l’amministrazione Trump e il governo giallo-verde si è pericolosamente incrinato. Lo dimostra la continua “lista della spesa” che sta facendo Washington a Roma. E lo scontro fra Italia e Stati Uniti si sta facendo sempre più intenso, tanto da mettere in pericolo anche quelle (significative) concessioni che in questi mesi erano arrivate a Roma da parte del governo Usa.

L’emblema di questo raffreddamento delle relazioni fra amministrazione Usa e governo italiano è arrivato proprio con quello che doveva essere un momento di conferma dell’alleanza euro-atlantica: i 70 anni della Nato. L’Alleanza ha significato per molti decenni il simbolo dell’asse occidentale costruito fra Usa ed Europa, con Washington come vertice di un sistema militare e politico in cui Roma era (ed è) uno dei fulcri essenziali. Ma l’attuale presidenza americana ha già dimostrato di voler cambiare radicalmente il concetto dell’alleanza, con la continua richiesta di fondi verso i partner Nato e l’idea che questa dovesse significare anche un pieno appiattimento verso l’agenda politica americana. In caso contrario, Donald Trump ha già fatto capire di non essere disposto a garantire più lo stesso impegno in termini di sostegno politico.

E adesso è arrivato il turno dell’Italia. Perché i festeggiamenti dei 70 anni della Nato sono serviti agli Stati Uniti per dettare, ancora una volta, le loro regole. E questa volta non sono arrivate parole di stima e fiducia rispetto al governo giallo-verde, che per mesi ha rappresentato la migliore sponda europea dell’amministrazione Oltreoceano. Si capisce che la scelta di Palazzo Chigi di perseguire nella Nuova via della Seta non è piaciuta per niente a Washington. E la conferma è arrivata dalle parole dell’ambasciatrice Usa alla Nato, Bailey Hutchison, che senza troppi giri di parole ha detto: “L’Italia deve assumersi le sue responsabilità e spendere di più per la difesa”. Questo il pensiero di Hutchison a La Stampa.

Del resto non è un mistero che alla Casa Bianca e al Pentagono più di un funzionario abbia avuto da ridere sulle posizioni assunte dal governo italiano. Il via vai di rappresentanti del governo in America per dimostrare la bontà dell’agenda politica italiana non è servita a dare conferme a Washington. E negli States sono in molti a credere che sia arrivato il momento di mettere in riga l’esecutivo composto da Lega e Movimento Cinque Stelle. Che proprio da Trump aveva ricevuto il più ampio sostegno possibile.

L’idea degli Usa è molto semplice: se l’Italia vuole avere il supporto dell’amministrazione americana, deve iniziare a dimostrare di accettare quanto vuole l’America. Ma finora, da Roma non sono arrivate risposte positive. Gli Stati Uniti hanno chiesto garanzie sulla Cina. E queste non sono arrivate. Hanno chiesto all’Italia di aumentare il budget per la difesa raggiungendo la soglia del 2% del Pil. E anche in questo caso Roma non ha risposto positivamente. Infine, hanno chiesto di pagare gli F-35, e anche in questo caso non c’è stata la reazione sperata. Washington voleva garanzie sull’energia del Mediterraneo, in particolare sul gas. E specialmente per l’ostilità del Movimento Cinque Stelle, gli Usa si sono ritrovati senza quelle risposte che cercavano dall’Italia.

Ora, specie dopo lo “schiaffo” della Nuova Via della Seta, l’idea è che Trump stia seriamente pensando i lanciare un messaggio molto chiaro al governo italiano. Ed è per questo che le parole dell’ambasciatrice Usa alla Nato non vanno sottovalutate. Sono segnali – neanche troppo in codice – di un desiderio americano di far capire all’Italia che la direzione intrapresa non va bene. Finora il governo giallo-verde ha goduto di una certa approvazione da parte dei repubblicani Usa anche grazie alla forza dirompente interna all’Unione europea. Ma l’impressione è che qualcosa, sull’asse Roma-Washington, si sia rotto.

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