In rete circola un video di un tappetto bianco con una svastica al braccio, che se la sarebbe presa con un afro americano grosso come un armadio. Il tappetto, che non sembra dotato di buon senso, in realtà usa solo le parole, che dall’ultimo spezzone del video non risultano neppure degli insulti, ma disperati tentativi di evitare il peggio. L’uomo di colore gli assesta un cazzotto, senza mezzi termini, e lo manda ko.

Il video è stato postato dal governatore della Toscana, Enrico Rossi, sulla sua pagina Facebook, che così l’ha commentato: “Girare per la città con una svastica al braccio? Pessima idea… Ecco cosa succede”.

Sicuramente il nazista bianco andava in cerca di guai, ma immaginiamoci la stessa scena al contrario. Cosa sarebbe accaduto se al suo posto ci fosse stato un tappetto di colore fan del comunismo duro e puro con al posto della svastica il faccione di Stalin, la falce martello o il barbuto Fidel ed un muscoloso bianco lo avesse atterrato con un gancio? Come minimo mezzo mondo politicamente corretto si sarebbe rivoltato chiedendo l’intervento dei caschi blu nell’America di “The Donald” in mano alla feccia suprematista di estrema destra.

Anche per questo paradosso è una buona idea andare negli Stati Uniti a scandagliare il mondo poco conosciuto e spesso demonizzato dell’Alt-Right, la destra “alternativa” americana, che ha dato voce al paese profondo, bello o brutto che sia, pungolando il classico conservatorismo del partito repubblicano. ECCO COSA VOGLIAMO FARE…

Un reportage del genere non significa essere schierati con idee razziste, naziste e roba del genere, che non appartengono a Gli Occhi della Guerra. Al contrario, serve ad addentrarsi in un mondo che va raccontato fino in fondo senza sconti, ma neppure preconcetti o paraocchi dettati dal dogma del politicamente corretto.

Per questo il reportage proposto di Edoardo Cigolini, che si è candidato con successo al Reporter Day 2017, va sostenuto.

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I nostri lettori ci hanno sempre seguito perché siamo fuori dal coro, e radiografare la destra “alternativa” Usa fa parte di questa maniera di fare giornalismo libero e controcorrente. Il giovane reporter partirà da Washington, entrando nei più noti catalizzatori dell’Alt-right, come Breitbart.com di Steve Bannon, l’ex consigliere del presidente Trump e responsabile della campagna elettorale, oppure il National Policy Institute, pensatoio diretto da Richard Spencer, che ha coniato il termine destra “alternativa”. E cercherà di capire cosa significa l’uscita dalla Casa Bianca di Bannon proseguendo nelle zone roccaforte dell’Alt-right, dove il sogno represso da anni è rivedere “l’America di nuovo grande”. Per non parlare dello spirito sudista, mai domo, che si è tramutato anche in violenza dissennata nelle battaglie di piazza in difesa delle statue dei generali Dixie. E ancora l’avanzata della destra nei campus americani e l’ultimo braccio di ferro che coinvolge pure il monumento a Italo Balbo a Chicago, da rimuovere, secondo i detrattori, perché fascista e non solo eroe della trasvolata atlantica del 1933.

Un mondo strano, forse “nuovo” e con idee discutibili, ma tutto da scoprire, grazie agli Occhi della guerra e al vostro aiuto.

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Nel campo comunista di Goli Otok
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