I falchi dell’amministrazione Trump proseguono nella loro strategia di “massima pressione” contro Teheran. Come ha dichiarato il Segretario di Stato Mike Pompeo poco prima dell’apertura dei lavori della conferenza di Varsavia sul Medio Oriente organizzata da Washington e dal governo polacco, “l’Iran è la principale minaccia nella regione e affrontare la Repubblica Islamica è la chiave per arrivare alla pace”. “Non è possibile arrivare a pace e stabilità senza affrontare l‘Iran. Semplicemente, non è possibile”, ha ribadito Pompeo con a fianco il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Come riporta l’Ansa, Pompeo ha sottolineato che fra gli oltre 60 Paesi presenti alla conferenza di Varsavia – tra cui l’Italia con il Ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi – nessuno ha tentato di “difendere” la Repubblica islamica, mentre molti hanno espresso la preoccupazione che le minacce dal Medio Oriente si spostino ad altre regioni. Nel frattempo, il vicepresidente Mike Pence ha accusato gli alleati europei di Washington di aver tentato di violare le sanzioni statunitensi contro Teheran e li ha esortati a ritirarsi dall’accordo nucleare iraniano.
In riferimento al lancio di Instex promosso da Regno Unito, Francia e Germania, volto ad aggirare le sanzioni di Washington, Pence ha sottolineato che “alcuni dei nostri principali partner europei non sono stati collaborativi, anzi. Hanno lanciato dei sistemi per aggirare le nostre sanzioni”.
L’Iran sarà l’Iraq di Donald Trump?
Come vi abbiamo raccontato su Gli Occhi della Guerra, il Segretario per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, sta intensificando gli sforzi per arrivare a una pericolosissima resa dei conti con la Repubblica Islamica. Non è affatto un caso se, nelle ultime settimane, Bolton abbia completato il suo staff con due falchi anti-Iran come Charles Kupperman e Richard Goldberg. Quest’ultimo, come riporta The National Interest, “considera il regime di Teheran simile all’Unione Sovietica, un centro di una controcultura globale anti-americana” che occorre far cadere attraverso un cambio di regime.
E sebbene non sia stato ancora nominato ufficialmente nel personale del Consiglio di sicurezza nazionale (Nsc), David Wurmser, uno degli architetti intellettuali della guerra in Iraq, che ha lavorato a stretto contatto sia con Bolton sia con Cheney, è stato visto spesso alle riunioni. Di recente Donald Trump ha alzato il tiro definendo l’Iran “la nazione terrorista numero uno al mondo”, accusando Teheran di “ogni singolo” problema che il Medio Oriente ha ereditato. Come osserva Newsweek, le durissime parole del Tycoon hanno tristemente ricordato quelle di un altro presidente americano, George W. Bush.
Nell’annuale messaggio sullo Stato dell’Unione del gennaio del 2002 Bush aveva indicato come obiettivo prioritario degli Stati Uniti quello vincere la guerra al terrorismo, definendo Iran, Iraq e Corea del Nord, insieme ai terroristi loro alleati, parti di un “asse del male”, (axis of evil) ed esortando le “nazioni civilizzate” ad agire contro di essi. Le retorica di Trump ricorda quella della War on Terror di quei giorni.
L’ex della Cia: “Gli Stati Uniti mentono sull’Iran”
Molti esperti, soprattutto americani, ritengono che la Repubblica Islamica dell’Iran non rappresenti affatto una minaccia diretta agli interessi e alla sicurezza degli Stati Uniti. Un ex funzionario della Cia, interpellato da Newsweek, sostiene che Donald Trump e l’amministrazione in carica stiano mentendo.
“Non voglio fare analogie con il Vietnam – ha spiegato – ma siamo nella fase, da quello che posso osservare, di mentire a noi stessi e al popolo americano sull’Iran”. La Repubblica Islamica, ha sottolineato l’ex della Cia, “non ci attaccherà domani. Non ci ucciderà. Non è interessata a uno scontro diretto con gli Stati Uniti, nonostante gli scontri verbali”.
Le armi di cui l’amministrazione Trump si sta servendo sono le sanzioni, il sostegno ai gruppi di opposizione anti-Iran in esilio e il via libera ad Israele di attaccare gli avamposti iraniani in Siria. Come riporta il New York Times, la Casa Bianca ha dato inoltre l’ok a un programma segreto al fine di sabotare i missili iraniani. Al momento, non sembrano essere contemplate azioni drammatiche contro la Repubblica Islamica. La Casa Bianca preferisce affidarsi ai propri alleati regionali per contrastare Teheran.
Tuttavia, non va dimenticato che non più tardi di tre settimane fa proprio John Bolton aveva chiesto al Pentagono opzioni militari contro l’Iran. Soltanto retorica o serio tentativo di escalation? La tensione fra Washington e Teheran è alle stelle e la conferenza di Varsavia ne è la conferma…