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“Nessuna collusione fra la campagna di Trump e la Russia”. Il procuratore Generale William Barr, in conferenza stampa, ha confermato che le indagini condotte dal procuratore speciale per le indagini sul Russiagate Robert Mueller, non hanno rilevato alcuna collusione fra il Presidente Donald Trump e la Russia nelle elezione presidenziali del 2016.

Il Procuratore Barr ha riunito i giornalisti in conferenza stampa prima di rendere pubblico il dossier di 400 pagine prodotto da Robert Mueller. “Il vice procuratore generale e io abbiamo concluso che le prove sviluppate dal Procuratore speciale non sono sufficienti per dimostrare che il presidente abbia intralciato la giustizia”, ​​ha sottolineato Barr durante la conferenza stampa.

“Dopo quasi due anni di indagini, migliaia di citazioni in giudizio e centinaia  di interviste ai testimoni, il Procuratore speciale ha confermato che il governo russo ha sponsorizzato degli sforzi per interferire illegalmente nelle elezioni presidenziali del 2016, ma non ha trovate evidenze rispetto al fatto che la campagna di Trump o che altri americani fossero collusi in questa iniziativa “, ha osservato Barr.

“No collusion”, Trump “scagionato” dal Russiagate

Il Procuratore speciale Robert Mueller ha consegnato il dossier da 400 pagine lo scorso mese al Dipartimento di Giustizia. Barr ha riassunto i risultati dell’indagine, spiegando che il Procuratore speciale non ha trovato prove di coordinamento fra la campagna di Donald Trump e Mosca e che non ci sono prove sufficienti per incriminare Trump per intralcio alla giustizia.

Barr ha aggiunto che “la Casa Bianca ha collaborato pienamente con le indagini del Procuratore Speciale”, fornendo un “accesso senza restrizioni alla campagna e ai documenti della Casa Bianca, consentendo gli assistenti di alto grado di testimoniare liberamente”. I democratici del Congresso, tuttavia, hanno messo in dubbio le motivazioni per cui il Procuratore generale ha deciso di non incriminare Trump.

Trump esulta sui social: grafica in stile “Il Trono di Spade”

“No collusione. No ostruzione. per gli haters e per i democratici di sinistra radicali, Game over”. Su Twitter, il Presidente Donald Trump esulta pubblicando una grafica un’immagine in stile Il Trono di Spade, come già aveva fatto in precedenza annunciando le durissime sanzioni contro l’Iran. I democratici, però, non demordono. Il deputato Jim Himes ha dichiarato che sebbene il Procuratore Generale William Barr sia stato un’incredibile delusione, ha ancora fiducia nelle conclusioni del consigliere speciale Robert Mueller.

Come ha spiegato Lorenzo Vita su Gli Occhi della Guerra, il Russiagate è sempre stato lo strumento degli oppositori del presidente Trump per colpire la sua leadership. Un cappio da stringere introno alla Casa Bianca per evitare che il leader repubblicano potesse svolgere la sua politica in modo libero. L’indagine, cavalcata da Barack Obama e Hillary Clinton e da tutti quei rivali del leader repubblicano, si è rivelata un fiasco.

Furiosi per una vittoria elettorale che aveva di fatto eliminato quel bel mondo cui avevano fatto riferimento per anni, i dem e gli altri grandi segmenti dei repubblicani hanno cercato in qualsiasi modo di colpire la leadership di The Donald. Una strategia fallimentare, come confermano le conclusioni del Procuratore speciale Barr.